Donne nella Musica 1° parte (dal Rinascimento, ‘500, al Barocco, ‘600)
Vorrei fare un focus su il ruolo della Donna come compositrice, ma non nel ‘900, dal Rinascimento alla fine del Barocco. Non voglio fare un trattato musicologia ma solo solleticare la curiosità del lettore e la voglia di ricerca.
Ebbene si parliamo delle compositrici, Donne che della musica ne fecero una virtù, figlie d’arte o meno, in un contesto sociale ovviamente diverso da quello odierno hanno saputo imporsi e lasciare un segno nella storia. La loro musica è senz’altro da riscoprire. Con molti compositori il passare del tempo non è stato molto clemente, ma allo stesso tempo il più dei teatri puntano sulla richiesta del pubblico, ovvero quello che già è conosciuto senza prendersi la responsabilità di rispolverare un qualcosa che meriterebbe un’attenzione maggiore. A parte alcune di costoro che vive di una eterna giovinezza.
Partiamo per ordine, iniziamo Maddalena Casulana (Casole d’Elsa, 1544?-1599) è stata una compositrice del tardo Rinascimento. Viene ricordata per essere stata la prima donna compositrice ad aver pubblicato nella storia della propria musica. Scrisse molti madrigali, fu molto apprezzata a Venezia (dove si trasferì e dove forse visse) per il suo stile, una curiosità: una presunta amicizia con Isabella de’ Medici, alla quale dedicò alcune sue composizioni.
Proseguiamo con Francesca Caccini, detta la Cecchina (Firenze 1587-Lucca o Firenze 1641) figlia del noto compositore Giulio Caccini. Fu la prima donna della Storia a scrivere un’opera “La Liberazione di Ruggiero Dall’Ilosa D’Alcina”, fortunatamente giunta sino ai nostri giorni, oltre quest’opera compose molta musica vocale e sinfonica. La Caccini è considerata una fra le donne che maggiormente contribuirono all’evolversi del primo barocco all’inizio del Seicento, senz’altro una figura molto importante.
Passiamo ad una compositrice molto eseguita (tutt’oggi) sia dal vivo che in molte incisioni: Barbara Strozzi detta La Virtuosissima Cantatrice (Venezia 1619-Padova 1677) figlia di Giulio Strozzi poeta e librettista, la famiglia Strozzi fu una famiglia molto importante della Venezia di allora. Fu molto prolifica nella musica vocale, sia per i madrigali che le cantate a una o due voci. Compose prevalentemente per soprano, essendolo anch’ella. Molti dei suoi lavori erano costituiti da due strumenti melodici e dal basso continuo. Le sue composizioni condividono una certa comunanza con le prime opere liriche ma davano una particolare enfasi sia alla lirica che alla voce stessa.
Antonia Bembo (Venezia, 1640 circa-Parigi, 1720 circa) attorno al 1676 si trasferì a Parigi dove lavorò per un periodo come cantante alla corte di Luigi XIV, il Re di Francia le concesse un alloggio presso la Petite Union Chrétienne des Dames de Saint Chaumont, una comunità religiosa. Tra le sue composizioni troviamo: opere, serenate, arie, cantate, ed un mottetto. Lo stile da prima di stampo italiano, con abbondante uso di virtuosismi tipici del nostro paese, poi adattato progressivamente in favore del gusto francese sino ad arrivare al suo “Les sept psaumes de David”.
Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (? 1666-Parigi 1729) è stata una compositrice e clavicembalista francese. Sin dalla sua giovane età si fece notare per il suo virtuosismo e improvvisazioni al clavicembalo. Fu notata da Luigi XIV, il Re Sole, dal quale godette la protezione ed al quale dedicate tutte le sue composizioni. Chiamata “la sua piccola meraviglia” dallo stesso Re, prevalentemente compose sonate e cantate.
Maria Margherita Grimani (? 1680-? 1720) le date sono incerte, così come i luoghi di nascita e morte. Fu una compositrice italiana attiva soprattutto a Vienna tra il 1713 e il 1718, la prima donna le cui opere furono presentate al teatro della corte austriaca, sebbene abbia ricoperto un incarico molto importante si conosce ben poco di ella. Ci sono ancor oggi molte teorie, una delle tante asserisce che fosse parente con il Doge Grimani. Molte delle sue composizioni sono eseguite tutt’oggi.
Termina qui questa prima diapositiva su due secoli di musica al femminile. Il mio parere e quello, una volta letto questo e se interessati, andare a ricercare la musica di questi grandi compositrici.
Un grazie al pianista e amico Andrea Musso per il reperimento delle fonti.


