E’ il Signore!
Il Vangelo oggi pone l’Eucaristia al centro di tutta la vita cristiana: essa è culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa. Siamo invitati a riconoscere il Risorto sempre presente in mezzo a noi e ad aprirci alla missione nel mondo. Oggi ricorrono la 101ª Giornata per l’Università Cattolica del S. Cuore, la 29ª Giornata dei Bambini Vittime e la Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica. Si celebra oggi il Giubileo degli Imprenditori.
«Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli… e si manifestò così…». Lui non “appare” ma si manifesta così, intriso dei colori delle nostre giornate. “Pasqua” è la storia di un incontro d’amore che reca in sé la presenza nuova del Signore risorto nella vita dei discepoli, come nella nostra. Ogni giorno lui viene a incontrarci là dove siamo, fin nel buio di una notte di fatica passata in mare senza prendere nulla. Non era stato questo per Pietro il luogo del “primo appuntamento”, dove l’incontro con Gesù aveva dato un senso nuovo alla sua vita (cfr. Lc 5,1-11)? La presenza del Risorto nella ferialità fatta di luci e ombre non s’impone, ma si offre delicatamente allo sguardo della nostra fede, proprio come fa l’amato che va in cerca degli occhi dell’amata, attendendo di essere da lei riconosciuto: «È il Signore!». Si fa riconoscere nei piccoli gesti d’amore, nel sapore nuovo eppure antico del pesce e del pane preparato con cura, come a volerci ridire che dentro ogni notte è racchiusa l’alba di risurrezione. La sua voce, quel mattino in riva al mare, recava un invito familiare: «Venite a mangiare»; lo stesso che oggi ancora rivolge a noi alla mensa eucaristica.
Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione – Albano L. (RM)
La speranza non muore mai
«Non ho paura della luce. So ancora volare» (Federica, 9 anni). Con queste parole di Federica, che rappresenta i tanti bambini “feriti”, ma non rassegnati al buio e alla disperazione, vorremmo vivere la XXIX Giornata Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento, dell’indifferenza contro la pedofilia e la pedopornografia, voluta da Meter. È consolante e piena di forza la frase di Federica; conferma che, quando i bambini feriti da un abuso incontrano chi si mette al loro fianco e li ascolta, possono vivere senza paura della luce e ritrovare il coraggio di volare sopra il vuoto generato dal tradimento, dalla ferita subita, dalla violenza. I bambini ci insegnano che la speranza non muore mai. Anche dopo il dolore sprigionano una forza contagiosa che confonde chi ha provocato in loro il buio e la tristezza. I bambini ci dicono che bisogna ancora sperare, raccolgono “pietruzze” per le strade, per i sentieri tortuosi, per i viottoli che portano verso casa, per costruire abitazioni sicure e protettive, perché sanno che la loro felicità inizia dalla loro casa. I bambini, se piangono, sanno ancora gridare i loro bisogni. I bambini, se farfugliano, sanno ancora cercare conforto in qualcuno. Dobbiamo saperli ascoltare, con attenzione, per non banalizzare le loro richieste e per rigenerare percorsi di vita “oltre le nubi nere”, come dice Giovanni, 10 anni.
Pedofilia, pedopornografia, abusi, maltrattamenti, sfruttamento e indifferenza sono tra i delitti più efferati commessi dall’uomo. Siamo consapevoli che una giornata come questa, giunta alla XXIX edizione, non può essere del tutto risolutiva, ma ci ricorda che ogni giorno è un’opportunità per cambiare qualcosa. Ogni bambino abusato può essere salvato, liberato; ogni bambino che non ha subìto abusi deve essere tutelato da ogni male. «Puoi dire a Gesù che faccia smettere tutto questo buio?», mi disse Chiara, 13 anni. È per lei, e per tanti come lei, che non dobbiamo avere paura della luce e dobbiamo spiccare il volo oltre le nubi nere del male. Solo nella speranza, che non delude, tutti, anche i bambini, possiamo trovare la forza per non arrenderci mai.
don Fortunato Di Noto, Meter onlus

