È Quaresima! Alziamoci e partiamo.
Tempo favorevole della nostra salvezza.
Laceratevi il cuore e non le vesti!
La Quaresima è un tempo di grazia, tempo favorevole per lasciarci riconciliare con Dio. Le parole del profeta Gioele ci ricordano però che ciò che lui attende da noi non sono altre parole, buoni propositi, pratiche vuote, ma la conversione del cuore.
Dio è misericordioso e tanto desidera perdonare e abbracciare i suoi figli, ma per questo dobbiamo riconoscerci peccatori, metterci in cammino e percorrere il sentiero nel deserto verso Dio… E questo significa fare scelte e gesti concreti, distaccarci da tutto ciò che ostacola il cammino.
La nostra esistenza dovrà uscirne trasformata.
La questione è seria: siamo peccatori e dobbiamo distaccarci da tutto ciò che ci porta lontano da Dio.
Ritornate a me con tutto il cuore.
L’appello del Signore è urgente.
Non dobbiamo rimandare.
Questo tempo ci è dato per tomare a colui che oggi ci apre la porta del suo cuore, ricco di bontà e dimisericordia. Come ha fatto il figlio prodigo, riconosciamo con vergogna che lontani dal Padre abbiamo perso tutto. Troviamo il coraggio di riconoscere la miseria che ci porta a desiderare il cibo dei porci, sentiamo la nostalgia della casa patema, mettiamoci in cammino.
Ora!
Senza tentennamenti.
Non ascoltiamo coloro che con falsa compassione ci invitano a trovare giustificazioni per la nostra condizione.
Riconosciamo che il fallimento non è dovuto alla casa che abbiamo lasciato, ma alla falsa libertà che abbiamo cercato. Il nostro male è causato dalle nostre scelte. Alziamoci, dunque, dalla nostra miseria e torniamo al Padre.
Ecco, ora è il momento favorevole. Tutto oggi ci aiuta a decidere per Dio. Non esitiamo a riscoprire la sua amicizia, a sperimentare la gioia delsuo perdono.
Questo è il giomo favorevole, non ieri e non domani, ma oggi!
Non chiudiamo il nostro cuore, ma ascoltiamo la voce del Signore, accogliamo nella liturgia la salvezza che ci è donata, riconosciamo nel segno delle ceneri il cambiamento interiore che ci è chiesto; ricordiamo la precarietà della nostra condizione umana. Tutti siamo chiamati a rispondere agli appelli dello Spirito, a prendere una decisione, a metterci in cammino. Abbiamo davanti a noi quaranta giorni per fare questa straordinaria esperienza di Dio.
Quello che saremo non sarà frutto solo del nostro impegno, ma soprattutto dono di Dio. Si, perché il Signore non fa mancare i suoi doni a chi domanda con fede.
Il bene che fai resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Gesù nel Vangelo ci indica alcune cose necessarie affinché in questo tempo si realizzi un autentico rinnovamento spirituale, non soltanto in noi ma anche nella comunità cristiana e umana: sono l’elemosina, la preghiera e la penitenza o digiuno. Queste pratiche devono essere vissute nella verità, per piacere a Dio, e non per essere approvati dagli uomini. Sono opere di carità perché con esse, mentre anoriamo Dio, onoriamo anche l’uomo. Non può essere altrimenti: dopo l’Incarnazione non è più possibile onorare Dio senza onorare
l’uomo, nel quale Dio si è fatto came, e nel quale oggi ci viene incontro nel povero, nello scoraggiato, nell’emarginato, nel prigioniero. Non dimentichiamoci in questo tempo di chi soffre, preghiamo e intercediamo per tutte le necessità spirituali e materiali di questa nostra umanità, ancora segnata dalla morte, dal peccato, dall’ingiustizia, dalla guerra, dalle catastrofi naturali.
Invochiamo la forza di astenerci dai nostri vizi.
L’esercizio delle tre pratiche dell’elemosina, della preghiera e del digiuno scaturiscono anche dal bisogno di un rinnovamento interiore che non può avvenire senza un’azione di disintossicazione da tutto ciò che inquina i nostri cuori: peccato, vizi, attaccamento alle cose, ai pensieri e alle immagini malvagie con cui il mondo ha colonizzato i nostri pensieri e i nostri desideri.
La Quaresima è tempo opportuno di liberazione dagli inganni del mondo, per diventare più attenti e disponibili
all’ascolto di Dio e al servizio dei fratelli. Ognuno di noi possa vivere con frutto questo tempo santo di conversione e di riconciliazione con Dio, con noi stessi, con i fratelli e con tutto il Creato.
L’ascolto della Parola, la preghiera, la penitenza e le opere di carità ci liberino da tutto ciò che ci frena, perché animati da uno spirito nuovo possiamo essere trovati pronti per celebrare i misteri pasquali della nostra salvezza.
Alziamoci e partiamo.
La Pasqua di Risurrezione sarà l’approdo luminoso di questo tempo di sacrificio e di prova.
don Pietro Roberto Minali, ssp

