Epifania del Signore
Oggi la Chiesa celebra la manifestazione di Gesù a tutti i popoli, rappresentati dai re Magi. Facciamo nostro il gesto di offerta dei doni di questi re stranieri al Bambino. Le nostre comunità siano un presepio vivente di adorazione e di donazione delle nostre vite al Figlio di Dio.
Oggi è la Giornata dell’infanzia missionaria.
Una luce nuova.
I Magi, abituati a scrutare nei cieli i segni della storia, imparano a decifrare altri segni, più ordinari. Cercano il re dei re, e che cosa vedono? Non una reggia, ma una semplice casa. Non una persona potente, ma un bimbo fragile custodito da una donna. I destini del mondo non sono scritti tra le stelle, ma tra le pieghe delle vicende umane, in quelle dei piccoli e degli umili, dove Dio ama nascondersi. La luce, annunciata da Isaìa, non si sprigiona dai potenti, ma dai poveri e dagli oppressi, ai quali sono restituite dignità e giustizia. Ed è la luce di una comunione, poiché – annuncia Paolo – ecco il mistero che celebriamo: in Gesù rinasciamo in una umanità nuova, chiamati a formare un solo corpo, nella pace.
(fr. Luca A. Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenz)
Dio mandò suo figlio, nato da Donna
Il desiderio di vedere Gesù dei Greci che si rivolgono a Filippo di Betsàida (Gv 12,21), si realizza pienamente per i Magi alla ricerca di colui che è nato. Lo spuntare della stella ne è il segno eloquente. Come non pensare al «sole dgiustizia» di cui ci parla il profeta (Ml 3,20) o alla «stella del mattino» di Pietro (2Pt 1,19)? L’Epifania è festa di luce: Gesù «è la luce e noi ne siamo inondati» (san Giovanni Crisostomo). «Lui è la nostra luce e il nostro Maestro: uno solo è il vostro Maestro, Cristo. L’efficacia, la potenza risiedono soltanto in lui: l’unico potente» (Nicolas Malebranche).
La fede è luce e la luce della fede è «il grande dono portato da Gesù» (papa Francesco). Gesù, luce del mondo, è venuto a rischiarare le tenebre che tante volte ci divorano: «Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto» (Gv 1,11). Questa affermazione di Giovanni ha il suo corrispettivo in Luca, quando afferma: «Per loro non c’era posto nell’alloggio» (2,7). Ma non dobbiamo temere! Egli è luce, e se guardiamo alla luce, anche noi siamo nella luce. Oggi il Signore si fa libro totalmente aperto! Egli si manifesta a ogni popolo! Tutte «le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità» (Ef 3,6).
«Infatti – precisa lo Pseudo-Epifanio – dove vi è Cristo, colà vi è il cielo. La stella pertanto apparve come il cielo sulla terra. I Magi, quando videro la stella, anzi per meglio dire il Salvatore, provarono una grande gioia». I Magi, al vedere «il re dei Giudei» (Mt 2,2), provano «una gioia incontenibile» (Mt 2,10), presentando doni che rivelano la condizione del bambino (cf. Mt 2,11c): la regalità (oro), la divinità (incenso) e la passione (mirra). Che significato ne ricaviamo? Gesù non solo si svela a noi, ma anche noi siamo chiamati a manifestare Gesù con tutta la nostra vita «a lode della sua gloria» (Ef 1,14). Maria è stata la prima a irradiare Gesù. È stata lei che ha presentato all’adorazione dei pastori e dei Magi il Figlio, Salvatore del mondo e Primogenito della nuova umanità.
(don Michele G. D’Agostino, ssp)

