Il Campione del Mondo dei Pizzaioli 2025 è …
di Vicky Paci
L’intervista che segue è una delle nostre preferite: l’amore per la pizza e l’orgoglio italiano sono le due componenti che ci hanno spinto a fare una chiacchierata con il miglior Pizzaiolo del mondo 2025 alias Mirko D’Agata, Executive Chef della Pizzeria N0. 900 di Montreal, Quebec, Canada.
Sì perchè a vincere il primo posto all’International Pizza Challenge 2025 che si è tenuto a Las Vegas il 25-27 marzo è stato proprio lui sbaragliando più di 400 concorrenti di cui 125 per la categoria Napoletana, quasi tutti partenopei (i migliori) che lavorano negli USA, nel corso di una gara molto competitiva ed agguerrita.
Si è aggiudicato il titolo di Pizza Napoletana Division Champion e ha ricevuto un trofeo e un premio di 5.000 $.
La gara aveva, infatti, 5 categorie: Tradizionale (bacon, peperoni, funghi, prosciutto cotto, massimo due ingredienti), Non-Tradizionale (molti ingredienti!), Napoletana – Specialità Tradizionale Garantita, Pan (cotto in teglia, come la romana al taglio) e la World’s Best Cheese Slice (newyorkese, molto sottile e più secca). La Divisione Pizza Napoletana rispetta rigorosi standard in una delle tre varianti ufficiali della Pizza Napoletana: Margherita, Marinara o Margherita Extra. Le pizze devono essere preparate con farina di grano tenero tipo “00” o “0”; i condimenti includono pomodorini o pomodorini ciliegini, sale marino, olio extravergine di oliva, basilico fresco, mozzarella fresca e formaggio grattugiato. La pizza deve essere cotta per 45-90 secondi in un forno per pizza a 440 °C.
Mirko non è nuovo alle competizioni internazionali.

Tra il 2017 e il 2023, lui e il suo team si sono classificati tra i migliori per le pizze romane e napoletane, da Napoli a Parma a Las Vegas e l’oro di quest’anno è stata la classica ciliegina sulla torta. Piemontese da genitori siciliani, Mirko vive in Canada da 13 anni, è cresciuto a pizza e biberon fin da bambino quando il padre tutti i venerdì lo portava a vedere le pizze da asporto in centro a Torino, fino a quando a 16 anni ha iniziato a lavorare come assistente lui stesso in una pizzeria. Iniziando dalla gavetta è diventato presto responsabile pizzaiolo nel centro storico di Torino passando poi a Bra in provincia di Cuneo come consulente per l’apertura di una nuova pizzeria e dove ha iniziato uno stage presso il panificatore Gianfranco Fagnola, uno dei massimi esponenti internazionali nell’utilizzo del lievito madre nel pane e nei grandi lievitati come il panettone con i grani macinati a pietra. Lavorava in pizzeria la sera e la notte da lui. L’incontro con uno chef fiorentino di Montréal, David Zaccardi (chef executive di Bottega) gli ha spalancato le porte del mondo ed è partito per il Canada collaborando per 4 anni con Zaccardi, a seguire l’apertura con Sandro Carpené del primo Arte&Farina, fino a che ha inizato a lavorare per No.900, prima come formatore di pizzaioli, e poi come chef executive.
“E’ importante adeguarsi ai gusti del luogo, esordisce Mirko, questo per me vuol dire piuttosto utilizzare dei prodotti locali di stagione e creare o rivedere ricette classiche italiane. Nella pizza marinara non ci sono segreti ma resta una delle pizze più complesse da eseguire, proprio perché i 4 ingredienti e l’impasto devono essere perfetti, così come la cottura. Il pomodoro deve essere cotto al punto giusto, non troppo secco ne troppo liquido, l’aglio deve aver rilasciato il suo sapore senza coprire gli altri sapori, l’origano deve essere di ottima qualità senza esagerare con la quantità, poiché è molto potente. Naturalmente l’olio è un altro ingrediente fondamentale, io utilizzo un olio monovarietale Peranzana della puglia, ricco di polifenoli. L’olio extravergine è parte fondamentale di questa pizza e in quanto tale deve essere bilanciato secondo le sue caratteristiche”.
L’amore e la passione per il suo lavoro traspare da ogni parola “Non mi aspettavo di vincere, ma ammetto che dopo anni sempre nelle prime 10 posizioni in praticamente tutte le competizioni più importanti, ci speravo! Sono ormai trascorsi alcuni mesi dalla vittoria al Pizza Challenge 2025 ma vuoi svelare ai nostri lettori il segreto della tua pizza? Bastano solamente buoni ingredienti o serve la “mano” del pizzaiolo? “La mano del pizzaiolo è fondamentale nella cottura, nella realizzazione dell’impasto e nella farcitura. L’adrenalina dopo la vittoria é ancora presente, é stato un anno favoloso, il nostro record di vendite!”
Progetti per il futuro? Pensi di tornare in Italia?
“I progetti per il futuro riguardano la nostra scuola AVPN di Montreal. Una scuola che l’Associazione Verace Pizza Napoletana mi ha dato l’onore di aprire qui in Canada, per formare nuove leve di professionisti e ridare splendore all’arte del pizzaiolo. Altri progetti basati sulla formazione continua della mia squadra di formatori che visitano ogni giorno le nostre pizzerie. Torno in italia molto spesso per lavoro conclude Mirko e l’Italia visitata da chi va in cerca di ́prodotti è un paese talmente ricco. Ricco di persone, ingredienti, cultura, conoscenza e professionalità”. Che dire ancora? Avendo noi vissuto in Canada per qualche anno, abbiamo constatato personalmente che sono veramente pochi i ristoranti veri “Made in Italy”.
Quindi congratulazioni Mirko!

Fonte: Il Marco Polo
