Il presepe nell’arte e la poesia
La Natività di Gesù la troviamo rappresentata nel Presepe che da secoli accompagna le festività natalizie. Ha origini remote da tradizioni antiche-medievali e vede i primi bagliori proprio in Italia.
Le fonti per la raffigurazione del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e Luca, cosiddetti “dell’infanzia”, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo del re Erode, a Betlemme di Giudea, piccola borgata ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali a Davide. Molti elementi del presepe derivano, però dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni, come il Protovangelo di Giacomo e leggende successive.
Il presepe classico, conosciuto ormai, è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo. Le statue oggigiorno hanno acquisito ogni specie di forma con diversi materiali, dal legno, la stoffa, il vetro, la cartapesta, la plastica, ecc…
Altro esempio molto suggestivo è il presepe vivente che viene disposto nelle vie dei borghi e li anima.
Si narra che a Greccio (RI) il 24 dicembre 1223 venne realizzato il primo presepe vivente della storia che ha reso celebre in tutto il mondo questo borgo incastonato tra le rocce a 700 metri di altezza. Fu opera di San Francesco d’Assisi e dal 1972 cura la realizzazione la Pro loco del paese.
Il primo presepe di statuine viene attribuito ad Arnolfo di Cambio nel 1283 che utilizzò il marmo per creare i personaggi della Natività e i Re Magi, ancora visibili nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore. Durante il Barocco si diffuse dalla Germania all’intera Europa cattolica nel periodo d’oro, XVIII sec., ma con l’Illuminismo e la conseguente secolarizzazione in alcuni luoghi vennero vietati e rimase l’usanza solo tra i contadini. Tra la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento il presepe arrivò negli appartamenti delle famiglie borghesi e del popolo come simbolo delle festività natalizie.
I personaggi e i luoghi però sono quelli della tradizione. La grotta o la capanna, la mangiatoia col bue e l’asinello, dove poi verrà posto, solo la notte di Natale, proprio a mezzanotte tra il 24 e il 25 Dicembre, Gesù Bambino, tra Maria e Giuseppe e disposti in ordine sparpagliato sulle strade i pastori con pecore e agnelli, e tanti angeli grandi e piccoli che suonano o cantano. I re magi: Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, si aggiungono la notte della Befana, che seguendo il loro astro giunsero ad Oriente, a Gerusalemme per adorare il “re dei Giudei”, portando oro, incenso e mirra. Questo secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12). Nel tardo Medioevo si ritenne che fossero oltre a dei sapienti anche dei re arrivati dall’Asia, Europa e Africa per questo uno dei tre è raffigurato con la pelle scura ed un cammello. Secondo la simbologia bizantina a volte rappresentano le tre età dell’uomo, il giovane, l’uomo maturo e l’anziano.
Davanti ad affreschi e tele prodotti della storia dell’arte Moderna, dal ‘300 al ‘500, approssimativamente, si rappresenta, con la Natività di nostro Signore, proprio ciò che è riportato nel presepe o la prosecuzione, quindi l’Adorazione dei Magi. Ma nel corso della storia molti artisti anche in epoca contemporanea si sono approcciati a questi temi religiosi per trovare dimora proprio nelle chiese antiche o moderne.
Ne cito alcune delle più famose. L’iconografia rimane coerente alla tradizione influenzata però dalle idee estetiche del momento storico, dai costumi sociali delle regioni, dalla richiesta dei committenti, e più avanti dallo stile e ideologia dell’artista.
La Natività di Giotto da Bondone, una figura essenziale del Trecento italiano sulle pareti degli Scrovegni a Padova. Una mamma che guarda serena il suo piccolo dopo il parto avvolto in bende com’era uso a quei tempi. San Giuseppe tra gli animali, angeli e pastori di cui non vediamo i volti perché rivolti verso il quadro tutto.
La natività mistica di Sandro Botticelli, piena di mistero, che ha trovato interpretazioni diverse riferite alle circostanze storiche di Firenze. Datata 1501. E’ da contemplare per la complessità. Non mi inabisso in tanta sostanza che fa di essa un’opera magnificente.
Di qui passo a Caravaggio, Michelangelo Merisi, la sua opera è esposta nell’oratorio San Lorenzo della città di Palermo fino al furto di Casa Nostra e mai più ritrovato. San Lorenzo e San Francesco appaiono in modo simbolico insieme ai pastori e alla Vergine che con espressione di tristezza guarda il Bambino paffuto e sorridente. L’Angelo umanizzato porta in una mano un filatterio che annuncia la “Gloria nell’alto dei cieli” e con l’altra indica il cielo e quindi la provenienza divina del bambino. Dal Natale2015 la copia digitale è opera del laboratorio Factum Arte di Madrid basata su fotografie dell’ultimo restauro. Vari pittori spagnoli El Greco e Murillo hanno contribuito a produrre opere maestose di questo genere.
Ma trascurando opere di grande bellezza e interesse, cito alcuni autori: Piero della Francesca, il Ghirlandaio, Guido Reni, il Perugino, Andrea Mantegna ( L’adorazione dei pastori ) e tanti altri…passo ad altre opere d’arte, le poesie.
Molti poeti si sono ispirati al tema della natività e mi piace qui riportare l’opera di due autori italiani:
Il presepio (alla nonna) di Gabriele D’Annunzio (1863-1938)
A Ceppo si faceva un presepino
con la sua brava stella inargentata,
coi magi, coi pastori, per benino,
e la campagna tutta infarinata.
La sera io recitavo un sermoncino
con una voce da messa cantata,
e per quel mio garbetto birichino
buscavo baci e pezzi di schiacciata.
Poi verso tardi tu m’accompagnavi
alla nonna con dir: – Stanotte l’Angelo
Ti porterà chi sa che bei regali!…
E mentre i sogni m’arridean soavi,
tu piano piano mi venivi a mettere
confetti e soldarelli fra’ i guanciali.
Passo a Maria Luisa Spaziani (1922-2014):
Natale altro non è che
quest’immenso silenzio
che dilaga per le strade,
dove platani ciechi
ridono con la neve.
Con la tradizione, il culto, la poesia e l’arte porgiamo i nostri più cari auguri di Buone Natale del Signore e Buone Feste.

