Intervista al giovane scrittore e poeta Antonio Meola
Antonio Meola nasce l’undici gennaio 1999 ad Asola, in provincia di Mantova, da genitori salernitani, di Eboli, la città che Carlo Levi poneva come ultimo baluardo della società cosiddetta civilizzata. Crescendo con l’ossessione per l’espressione letteraria del proprio Io, sceglie di scrivere narrativa e poesia. Borges è stato lo scrittore che in particolar modo le ha segnato il cammino. Meola così sovviene: Borges insegna la libertà di pensiero.
Così anche Antonio Meola ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con temi del fantastico.
Nell’aprile 2021 esordisce con il romanzo di narrativa “La fine della notte”, Helios Edizioni.
Nel settembre 2021, gli vengono pubblicate tre poesie sul numero 9 della rivista “I quaderni del Caffè”, edita Il Rio Edizioni di Mantova (La Donna, Passato e Persistenza).
Nel giugno 2022, collabora con il collettivo poetico Freesocialpoetry pubblicando tre poesie per la chiamata poetica “Nudes poetici #2” sulla rivista elettronica Crocevia (Muta, Poesia e Ricordo).
Alle mie domande risponde.
Ho pubblicato sull’uscita numero 9 de “I Quaderni del Caffè Letterario” (Il Rio Edizioni), intitolata Tempo, tre poesie selezionate dal direttore Antonio Maurizio Cirigliano, che ringrazio.
“La Donna”, “Passato” e “Persistenza” sono tre poesie che si confacevano al tema dominante del numero, ovvero la concezione umana e metafisica del tempo. A parte “La Donna”, scaturitami dall’emozione di leggere “Le mille e una notte”e di assistere al celebre incantesimo di magia bianca con cui Shahrazad si guadagna ogni notte un altro giorno di vita, “Passato” e “Persistenza” sono due poesie che riflettono la concezione del tempo umano speso ad amare il quale, credo, torna sempre indietro, non sotto forma di attimi spendibili, ma di memorie, nozioni e strumenti utili a proseguire nel cammino della vita e ad amare ancora una volta con più consapevolezza. A proposito di questo, tutta l’umanità ha abbastanza esperienza da concedermi di non dovermi soffermare ulteriormente. Rileggendo invece “La Donna” dopo tempo, le emozioni che mi lascia si biforcano: da un lato pare una poesia, seppur di lunghezza contenuta, eccessivamente celebrativa della figura della Donna, attribuendole poteri che forse nemmeno Dio possiede; dall’altro, mi ricorda la misura del genio de “Le mille e una notte”, di Shahrazad che inganna la morte raccontando aneddoti che il re non può fare a meno di seguire e di apprezzare, come non può fare a meno di pretendere di sapere come finiscano, interrotti al sorgere del sole e ripresi solo la notte dopo, mosso dalla stupida curiosità che ci contraddistingue tutti e dimentico della promessa che aveva fatto a se stesso (il re, nella storia che fa da cornice alle leggendarie notti arabe, a seguito del tradimento della precedente consorte, si promette che giacerà a letto ogni notte con una delle donne più belle del reame, con una donna diversa ogni notte, e che la mattina dopo si prenderà la testa della malcapitata di turno). Shahrazad, per sopravvivere, genera un universo di storie che a loro volta contengono piccoli universi, e proseguire nella lettura de “Le mille e una notte” significa irrimediabilmente perdere la misura del primo universo globale e smarrirsi in quella del nuovo universo neonato, nel momento in cui si apre una nuova storia.
Mi fermo qui, altrimenti potrei arrivare a scrivere un saggio dedicato soltanto a Le mille e una notte, e all’oblio che cade su ciò che scrivo, perché ciò che scrivo è figlio di un’opera più grande: la letteratura di tutte le storie e di tutti i popoli.
Voglio menzionare il fatto che nel mese di giugno di quest’anno ho pubblicato tre poesie rispondendo alla chiamata poetica del collettivo Freesocialpoetry sulla rivista elettronica Crocevia. (Muta, Poesia e Ricordo).
Hai pubblicato altro?
Sì. Alcuni scritti di varia natura venuti prima delle sei poesie che ho pubblicato in collaborazione con le due riviste sopracitate, sul sito Typee gestito dalla Scuola Belleville di Scrittura, e un romanzo nell’aprile 2021, “La fine della notte”, edito Helios Edizioni.
Oltre a poesie, su cos’altro ti sei soffermato a scrivere e quali erano i temi?
Ho scritto vari racconti che trattano tematiche varie, ho scritto un rom romanzo pubblicato nel 2021 (La fine della notte, Helios Edizioni) e altri che ancora sono nel cassetto, pronti per essere confezionati per la pubblicazione. Non mi do nessun limite. Posso solo dire con certezza che il mondo da me dovrà aspettarsi di tutto.
Oltre a temi filosofici e d’amore su cos’altro ti entusiasma soffermarti?
Filosofia è una parola che racchiude l’intero mondo in cui viviamo, ma dire che mi piace soffermarmi soltanto sul mondo è riduttivo e semplicistico. Mi piace affrontare, da lettore prima e da scrittore poi, storie con uno sviluppo naturale, non eccessivamente narrative, non eccessivamente inframezzate da altri agenti (mi viene in mente la letteratura di Thomas Bernhard, che di narrativo, in termini di sequenze di azioni, ha poco, ma che comunque apprezzo). Mi piace che tutto ciò che leggo abbia una buona base filosofica e una chiara intenzione filosofica finale, e dire questo è comunque riduttivo e semplicistico, ma penso di essermi espresso chiaramente. Mi piace che l’autore adotti un certo stile non canonico, ma nemmeno troppo barocco. Mi piace che i personaggi siano caratterizzati al meglio, che abbiano una profondità psicologica al pari di quella degli umani. Mi piacciono i dialoghi ben costruiti. Qualcuno li considera meri riempitivi, sezioni con cui spezzare le sequenze descrittive e di azione, ma io li considero fondamentali, sono parte dell’espressività che possiede l’intera storia, con i suoi personaggi e le situazioni che vivono. Un libro che soddisfa tutti i requisiti elencati sopra è “Meridiano di sangue”di Cormac McCarthy, di cui consiglio vivamente la lettura.
Antonio Meola crea spazi interessanti anche nei canali social : Istagram @-antoniomeola e Facebook
E sfogliando tra le sue pagine leggo:
La fine della notte di Antonio Meola ( 24 febbraio 2021 )
Bisogna fare le cose in grande, o non provarci nemmeno…
Consiglio di seguirlo, quindi, potremmo aspettarci di tutto!

