La commedia italiana di Tognazzi – Seconda parte
La passione per la recitazione e in particolare per il teatro prese il sopravvento nella sua vita. Così si trasferì a Milano ed entrò nella compagnia di Wanda Osiris poco dopo nacque un duo di grande successo insieme a Raimondo Vianello. Entrambi furono grandi mattatori alla Rai dove con la trasmissione “Uno due tre” raggiunsero un enorme successo che li fece conoscere in tutto il Paese. Questa splendida trasmissione fu, purtroppo, chiusa per una censura politica in quanto i due rifecero, in chiave satirica, l’incidente che era capitato alla Scala di Milano dove il Presidente italiano dell’epoca Giovanni Gronchi cadde a terra al fianco del Presidente francese Charles De Gaulle.
Poco dopo Ugo Tognazzi venne preso dal cinema dove, nel volgere di pochi anni, ne divenne uno dei protagonisti sfondando il botteghino negli anni ’60 e ’70 appropriandosi del ruolo chiave nella commedia all’italiana. Indimenticabili, però, furono anche alcune sue interpretazioni drammatiche.
Nel cinema aveva esordito fin dal 1950 con il film di Mario Mattoli “I cadetti di Guascogna” affiancato a Walter Chiari. In tutta la sua lunga carriera furono quasi 150 le pellicole a cui partecipò. Indimenticabile, per me come per molti spettatori, il ruolo del Conte Mascetti con la famosissima supercazzola che imbalsamava gli altri personaggi nei films di “Amici miei” senza dimenticare “La grande abbuffata” diretto dal grande Marco Ferreri.
Durante la sua lunga carriera cinematografica fu insignito di tre David di Donatello, quattro nastri d’Argento e una Palma d’Oro nel volgere di pochi anni.
Quattro sono stati i suoi figli nati da una vita sentimentale intensa e movimentata: Ricky, che è il primogenito avuto da Pat O’Hara ballerina irlandese che conobbe Ugo nel 1955 quando entrambi lavoravano nella stessa rivista i due non si sposarono mai pur convivendo per molti anni. Thomas, figlio di Margrete Robsham attrice e regista norvegese che aveva conosciuto sul set del film “Il mantenuto”. Maria Sole e Gianmarco, invece, sono nati dall’unione con l’attrice Franca Bettoia a cui, forse, rimase sempre profondamente legato.
Un altro capitolo della sua vita fu legato all’amore per la cucina a cui sottoponeva, poco amante delle critiche, i suoi colleghi nel famoso Villaggio Tognazzi a Torvaianica nei pressi di Roma.
A tale riguardo un giorno dichiarò che il cuoco “A volte mi sembra di farlo per hobby. Mangiare no: io mangio per vivere.”
La rivista Metropolitan Magazine ha ricorda che il grande attore italiano ritornava spesso ai dolci ricordi della mondanità degli anni Settanta, nel villaggio turistico che prese il suo nome. Sul lungomare di Torvaianica nacque questa località per vacanze che era frequentata dalla famiglia Tognazzi, e che divenne un posto cult frequentato da moltissime stelle dello spettacolo. Da tutta Italia arrivavano famiglie curiose, pronte ad aspettare fuori dall’entrata del villaggio i personaggi preferiti. L’atmosfera era molto scherzosa e conviviale oltre che accogliente.
In linea col personaggio Conte Mascetti inventò il torneo Tognazzi di tennis che, dal 1966 e per i successivi 25 anni si svolse con la fattiva e, spesso, comica partecipazione di attori, registi, sceneggiatori, firme del giornalismo e altri vip assortiti, per aggiudicarsi l’ambito scolapasta d’oro.

