La pazienza misericordiosa di Dio ci chiama a conversione
Gesù rende lode al Padre per avere riservato i segreti della grazia e della gioia del Vangelo ai piccoli, cioè a coloro che si accontentano di essere guardati e giudicati dagli occhi di Dio, negandola invece ai presuntuosi, che, chiusi nella loro superbia, si considerano sapienti e dotti.
Oggi ricorre la Domenica del Mare.
L’autore del libro della Sapienza (I Lettura) ci fa contemplare l’onnipotenza e la magnanimità del nostro Dio, che governa con giustizia e indulgenza, concedendo il pentimento dopo i peccati. Cerchiamo il volto di Dio, Padre misericordioso, che ci perdona sempre. Prostriamoci davanti a lui, dando gloria al suo nome, perché ci ascolta e ci soccorre (Salmo resp.). Lo Spirito Santo, maestro interiore della preghiera, ci fa pregare da figli, mentre Cristo, alla destra di Dio, intercede per noi (II Lettura). La parabola del grano e della zizzania (Vangelo) ci sprona a guardare il mondo da cristiani, con lo sguardo di Dio che sempre dà speranza e ama gli uomini, cogliendo nella realtà non solo il male e la sporcizia, ma anche il bello e il buono. Sintonizziamoci con il cuore di Dio, che con infinita pazienza porta a maturazione il buon seme seminato nel cuore di ogni uomo. Impariamo i suoi tempi di attesa misericordiosa, consapevoli che ciò che sembra zizzania, può diventare un buon prodotto. Il Signore ci dia la grazia della conversione permanente, decidendo di essere grano buono, rinunciando a satana, a tutte le sue opere e seduzioni.
don Francesco Dell’Orco
«Nella vecchiaia daranno ancora frutti» (Sal 92,15)
La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, istituita da papa Francesco nel 2021, ricorre ogni anno nella quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria dei santi Gioacchino e Anna, i “nonni” di Gesù”. È occasione per tutti noi di unirci nella preghiera per dire «grazie!» al Signore per il dono dei nostri nonni e anziani, e per presentargli le loro aspirazioni di serenità e di pace.
O Dio, Padre buono, ti lodiamo e ti benediciamo perché la nostra lunga vita è una tua benedizione, un segno vivente della tua benevolenza che elargisce la vita in abbondanza. Dona intelligenza e creatività alla società, perché sia capace di offrirci non tanto piani di assistenza, quanto progetti di esistenza, valorizzandoci per quello che siamo. Circondaci di fratelli e sorelle che, visitandoci con tenerezza, diventino nostri amici. Concedici di condurre una vecchiaia attiva anche dal punto di vista spirituale, dedicandoci alla lettura della tua Parola e alla preghiera, partecipando alla liturgia. Rendici “corale” permanente di un grande santuario spirituale, dove la preghiera di supplica e il canto di lode sostengono la comunità che lavora e lotta nel campo della vita. E, insieme alla relazione con te, facci coltivare le relazioni con la famiglia, con le persone povere e sofferenti, custodendo nel cuore il mondo. Nel nostro tempo segnato dalla guerra, che ferisce la pace e lo sviluppo su scala mondiale, tu ci chiami ad insegnare a tutti a guardare al prossimo con lo stesso sguardo comprensivo e tenero che rivolgiamo ai nostri nipoti, diventando maestri di un modo di vivere pacifico e attento ai più deboli. Tu vuoi che testimoniamo che non ci si salva da soli e che vivere insieme non solo è possibile, ma necessario. O Maria SS.ma, Madre della Tenerezza, fa’ di noi degli artefici della rivoluzione della tenerezza, per liberare insieme il mondo dall’ombra della solitudine e dal dèmone della guerra.
Amen.

