La poesia di Fabio Strinati
Fabio Strinati, un giovane che si sposta dall’Appennino al Tirreno con tanta poesia in tasca, da tirar fuori in ogni occasione.
Poeta, scrittore, pianista, compositore italiano che si definisce un “guazzabuglio” in continua evoluzione.
Vede i suoi natali a San Severino Marche, 39 anni fa, ma oggi di lui se ne parla da Esanatoglia (comune della provincia di Macerata) a Piombino.
Con alcuni suoi versi inediti introduco il suo stretto legame con la Terra, in tutti i sensi, dalle radici al contatto stesso con essa, vivendola.
-Brulica gioia di bisaccia
il solco genuino,
sulla terra straordinaria, /attonita;
fino a partorire il seme
(per una scodella di pioggia
Dio nei nostri occhi
abbaglianti luminosità)
Vivendola con uno stato di elevazione a Dio, avendo fede e preghiera.
Esanatoglia, uno de” I borghi più belli d’Italia”, tra Fabriano e Matelica, è la città dai sette campanili, è a poco meno di 500 m.s.l.m., è bagnata dal fiume Esino, dove si rivela spettacolare in alcuni punti con delle suggestive cascate, e per il poeta è patria, dove si lega alla terra e la venera con spirito di appartenenza tenendo alto il valore della campagna, avendo l’onore di raccogliere i frutti dopo aver seminato e produrre infine cibi con la genuinità contadina. Segue l’opera d’arte delle api, il germogliare della vite, il fiorire dei meli e trasforma tutto in delizie per i palati, vino, olio, miele e tanto altro. Con tutto ciò si azionano i pulsanti che accendono l’ispirazione filosofica e bucolica dell’arte poetica di Fabio.
Ma non è solo questo.
Oltre alla passione per l’agricoltura, insegna pianoforte, scrive musiche per il teatro, collabora per alcune case editrici, ma a questo punto non so se ci abbia detto tutto.
Leggevo in uno spazio di una pagina de” Il resto del Carlino” dedicata a Esanatoglia, “Poesie di Strinati dedicate ai morti di mafia” e mi chiedevo e nello stesso tempo affermavo che la poesia non è solo uno strumento teso verso la bellezza idilliaca, che tende verso sentimenti associati al sublime pensiero gioioso, no anzi i versi a volte racchiudono patimento e persino disapprovazione e rabbia.
Cito estratti da quotidiani con sezioni dedicate alla cultura locale.
Colonna giornalistica di Maila Papi, città di Piombino, nella “Nazione”: -“ Il compositore e direttore d’orchestra fiorentino Stefano Burbi, cura la prefazione del nuovo libro di Fabio Strinati, poeta e compositore marchigiano, ormai adottato a Piombino, grazie alla sua collaborazione con “Il Foglio Letterario”. “Nel bosco e di preghiere, poesie dedicate ai caduti di mafia”, è l’opera più matura e impegnata di Strinati, tra i più validi poeti della sua generazione. Si affida alla sacralità della poesia per ricordare e raccontare fatti di cronaca, senza perdere la speranza per il futuro-.
Piombino è la sua seconda patria, dove tocca il mar Tirreno, dove si tuffa nei suoi impegni artistici e lavorativi.
Il mirino si sposta ora su un altro articolo, stessa giornalista, stessa testata, negli ultimi giorni di gennaio: -“Girotondo ipocondriaco” questo è il nuovo libro di Fabio Strinati, pubblicato con Porto Seguro Editore, Firenze. Toscano di adozione, raccolta poetica sperimentale, la ricerca per la parola, l’attenzione maniacale per la punteggiatura, un libro “folle malato” così lo definisce l’autore.
Fabio Strinati passa dalla poetica bucolica ed idilliaca a quella spirituale che si cala in una preghiera, e oltrepassa la barriera del suono e arriva agli inferi.
Intorno ai trent’anni, afferma, sentivo dentro un fuoco, una dimensione simile a ribellione che aveva bisogno di uscire e io le ho spalancato la finestra sul mondo.
Così cominciò a raccogliere versi poetici che si orientavano nella direzione di temi filosofici: la morte, il tempo, il contatto con la natura e con Dio, la solitudine, la malattia, l’amore, la femminilità.
Debutta come poeta nel 2014 con il libro “Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo”
E’ presente in diverse riviste ed antologie letterarie. È ad oggi, il direttore della collana poesia per le « Edizioni Il Foglio» e cura una rubrica poetica dal nome “ Retroscena” sulla rivista trimestrale del “Foglio Letterario”. Come pianista e compositore ha pubblicato diversi dischi di musica classica e contemporanea; da ricordare, quello pubblicato per la Ema Vinci Records, dal titolo: Chiaroscuro Estemporaneo – Nel DNA il suono.
Fabio Strinati lo possiamo seguire artisticamente nella pagina facebook e il 3 febbraio 2022, in un post comunicava: -In uscita il mio libro più sentito, quello più impegnato; quello che custodisco nella parte più profonda del mio cuore, “Nel bosco di preghiere, poesie dedicati ai caduti di mafia”. Pensieri e testimonianze inedite da parte di Paolo Siani ( fratello di Giancarlo Siani) e Salvo Vitale (amico di Peppino Impastato) di Salvatore Bongiorno (nipote di Paolo Bongiorno), Maria Lucia Ceretto (figlia di Mario Ceretto) e altri.
Lo credo vivamente, un impegno sicuramente, di ricerca e documentazione data da uno spirito che non si pone limiti a prescindere.
L’autore definisce “la poesia …è quel suono che si rincorre fra una parola e l’altra in un chiaroscuro di ombre rapide e lucenti. Musica che nasce dall’istinto, da un Dentro solamente un’anima sintonizzata con il Fuori può cesellare lettere di un’armonia tanto melodiosa quanto frastagliata e dissonante. Uno spazio contenuto dentro ad uno spazio più grande, o più piccolo: poesia corre veloce e sfugge alla vita nonostante la vita sia madre naturale ed artefice poetica dell’immortalità del dire”.
E concludo con questi versi inediti.
Nel tempo del buon Dio
su questa terra gravida di semi,
là, se ne stava…l’urna;
fave e piselli nel solco
e nel ventre (brulicano vita,
annunziati dal sole d’allegrezza
somma e feconda) la Fede empirea
custodita in un’ampolla,
l’acqua piovana.
Credo che dalla cura, il rispetto e la ricerca, elementi essenziali nella poetica, e della vita di Fabio Strinati, ci sia tanto da imparare.

