La scultura di Bonifacio VIII a Bologna
Eccezionalmente in prestito dal Museo Civico Medievale di Bologna, da oggi la monumentale statua di papa Bonifacio VIII sarà esposta nella capitale per la grande mostra diffusa Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna.
Un pezzo importante della collezione del museo bolognese entra in dialogo con opere rare dei musei statali.
La scultura raffigurante Bonifacio VIII, realizzata nel 1301 dal celebre artista Manno di Bandino da Siena, appartenente alla collezione permanente del Museo Civico Medievale del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, sarà una delle opere chiave del progetto espositivo diffuso Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, promosso nella capitale dal Ministero della Cultura, Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Museo Nazionale Romano, Parco archeologico del Colosseo e VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e curato da Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.
La preziosa scultura raffigurante il papa Bonifacio VIII, commissionata dal Consiglio del Popolo del Comune di Bologna nell’anno 1300, ha lasciato temporaneamente la sede del Museo Civico Medievale di Bologna per essere protagonista della sezione espositiva della grande mostra Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, allestita nel Tempio di Romolo al Parco archeologico del Colosseo.
La statua, alta 275 cm, rivestita di rame dorato e realizzata con una tecnica più tipica dell’oreficeria che della scultura, trasforma il ritratto del papa, rappresentato con la tiara nell’atto della benedizione apostolica, in un’icona del potere temporale.
Per il Museo Civico Medievale di Bologna la partecipazione all’esposizione è un’occasione per mettere in dialogo un pezzo di straordinaria rilevanza della propria collezione con rare opere provenienti dalle principali istituzioni pubbliche e private del nostro Paese.
“Il prestito del ritratto di Bonifacio VIII rappresenta in modo esemplare ciò che il sistema culturale italiano può realizzare quando le istituzioni collaborano in una logica di rete. Il Comune di Bologna e i Musei Civici hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti di un progetto scientifico di alto profilo come Roma in moneta, che vede per la prima volta coinvolti tre grandi musei dello Stato nella costruzione di un racconto unitario della storia della città. I colleghi del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, e in particolare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, hanno accompagnato il percorso con la massima attenzione, definendo tutte le necessarie misure di tutela. È dalla convergenza di competenze, responsabilità e obiettivi condivisi che nascono iniziative capaci di valorizzare il patrimonio e di renderlo sempre più accessibile e significativo per il pubblico”, dichiarano i curatori della mostra Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.
In vista della movimentazione della statua, le indagini diagnostiche non invasive hanno permesso di acquisire numerosi dati sul buono stato di conservazione dell’opera e sulle tecnologie utilizzate per la sua realizzazione, implementando le conoscenze scientifiche sulla scultura, unica per materiali utilizzati e per dimensioni.
Il prestito è stato anche l’occasione per adeguare le modalità di allestimento permanente della scultura, in quanto un’attenta analisi da parte dei restauratori ha suggerito la realizzazione di un supporto da porre alla base, che va a migliorarne l’assetto complessivo.
La mostra Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, aperta al pubblico dal 2 luglio al 27 settembre 2026, racconta la storia della città di Roma, dalla sua fondazione fino ai nostri giorni, attraverso uno dei suoi documenti più significativi: la moneta. Fin dalla loro comparsa le monete ebbero una duplice funzione: da un lato misurare il valore dei beni in modo preciso e universalmente riconosciuto, dall’altro rappresentare l’autorità politica, religiosa ed economica del momento attraverso numeri, testi e immagini. Le monete coniate a Roma, o nei territori da essa controllati, offrono dunque un punto di osservazione unico e privilegiato sulla città e fungono da filo conduttore.
Il percorso espositivo è concepito come un grande iter tematico articolato nelle sedi dei tre istituti culturali coinvolti, ognuna della quali dedicata a un periodo storico specifico: il Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano) copre la sezione dedicata all’età antica, il Parco archeologico del Colosseo (Tempio di Romolo) ospita il segmento dedicato al Medioevo, mentre il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia custodisce la sezione dell’età moderna e contemporanea.

