La vera storia di Luisa Bonfanti
Dal 29 novembre su Prime Video il film “La vera storia di Luisa Bonfanti” di Franco Angeli.
Luisa Bonfanti, un personaggio così inventato da apparire reale.
Dopo il successo avuto al BiFest e l’uscita nelle sale italiane, dal 29 novembre arriva su Prime Video “La vera storia di Luisa Bonfanti” diretto da Franco Angeli e prodotto dalla Inthefilm di Giampietro Preziosa. Nel cast troviamo Livia Bonifazi nei panni dell’attrice Luisa Bonfanti, Stefano Pesce e Francesco Apolloni, Giovanni Guardiano, Paolo Lorimer, Barbara Mautino, Serafino Murri, Sandro Palmieri, Lorenza Perrone, Luigi Tani e Matteo Zenini, e con la partecipazione straordinaria di Citto Maselli, Ettore Scola e Antonio Spoletini, Otello Angeli e Giulio Natalucci. I materiali d’archivio sono dell’associazione AAMOD (Fondazione Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico).
La vera storia di Luisa Bonfanti racconta la breve vita dell’attrice romana, nata nel dopoguerra, tra le baracche a ridosso dell’Acquedotto Felice, e morta il 10 giugno 1984, a poche ore da Enrico Berlinguer.
Attraverso filmati, articoli e ricordi di quanti avrebbero potuto conoscerla, come Maselli, Scola e Spoletini – che interpretano loro stessi nel film – la pseudo-biografia di Luisa Bonfanti – grazie ad una straordinaria interpretazione dell’eclettica Livia Bonifazi – prende forma davanti ai nostri occhi, tanto da far diventare reale un personaggio di finzione. La donna, nell’istante del suicidio, ripercorre la sua vita ormai quasi interamente consumata: dall’infanzia al Mandrione all’incontro con Pasolini; dagli anni dell’impegno politico e del cinema militante alla storia d’amore con un pittore della scuola di Piazza del Popolo, fino alla perdita di ideali e all’ingresso, quasi accidentale, nel cinema pornografico.
“E’ un film che parla della nostra storia, del cinema, della politica, delle speranze e delle disillusioni. Della casualità e delle coincidenze della vita.”
Livia Bonifazi ha la capacità di rendere credibile il momento in cui il proiettile, uscito con un lampo dalla canna fumante della pistola, arresta improvvisamente la sua corsa, e rimane a galleggiare in aria a metà strada tra l’arma e la testa della donna. Sospeso, quasi immobile, se non fosse per quel leggero fluttuare. E’ l’attimo in cui tutto si ferma, si congela. L’istante in cui – compresso in quel milionesimo di secondo – il tempo esplode. Luisa cerca, in quell’attimo, le ragioni della sua esistenza e per farlo ci chiama in causa, raccontando attraverso le vicende della sua vita, gli avvenimenti che hanno colpito un’intera generazione.
Vera e propria opera di sperimentazione del linguaggio cinematografico, La vera storia di Luisa Bonfanti è un insieme armonico di più formati e stili – Livia Bonifazi canta anche cinque canzoni scritte da Fabrizio Gatti per il film – tanto da rendere l’opera assolutamente unica e originale.
“Tra finzione fuori dagli schemi e materiali dell’archivio AAMOD, un ritratto ironico e amaro delle utopie e delle contraddizioni di un’epoca ancora capace di produrre “folgorazioni”.
Tra i 10 migliori film letterari del 2022 – Classifica Bookciak Magazine.
Miglior regia autore al 40° Primo Piano sull’Autore – Festival Pianeta Donna
Migliori costumi al 40° Primo Piano sull’Autore – Festival Pianeta Donna
Premio Cinema Indipendente Sergio Pastore
Premio RomaVideoclip a Livia Bonifazi per l’interpretazione di “C’erano parole che…” canzone originale di Fabrizio Gatti contenuta nel film.
Premio RomaVideoclip miglior regia a Franco Angeli per “C’erano parole che…”
Il film, uscirà in contemporanea anche su altre piattaforme come CecchiGori Group e Chili.
Dalle note di regia di Franco Angeli
La vera storia di Luisa Bonfanti è già una contraddizione in termini: è una ‘storia’, quindi un racconto, una favola, un’invenzione, ma aspira ad essere anche ‘vera’, reale, o quantomeno probabile e verosimile.
Io non so se Luisa Bonfanti sia realmente esistita, voglio dire magari con un altro nome, in un’altra città, in un altro tempo, ma è sicuramente esistito lo sguardo che la donna ha sulla sua vita nel momento della morte. Quel girarsi indietro alla ricerca di una ragione. Credeva Luisa, che nell’attimo prima di morire le sarebbe stato rivelato il disegno, ma quello che trova è solo una serie casuale di coincidenze, frammenti disordinati e sparsi, che col tempo, sono diventati la sua vita.
E ci dice che non c’è nulla di universale, di condivisibile, se non la Storia, attraverso la quale, troviamo e riconosciamo qualcosa di noi.
La vera storia di Luisa Bonfanti è difficile da collocare se non si abbandonano le schematizzazioni alle quali siamo abituati. Il film è figlio di diverse discipline: cinema, documentario, videoarte, videoclip. E’ il racconto di un’esistenza, interamente ricostruito dalla protagonista: unica voce narrante dell’intera vicenda. Luisa Bonfanti nasce nel 1948, la sua vita attraversa gli anni ’60, ’70, ’80 passando accanto – come ognuno di noi – alle vicende che hanno segnato la nostra Storia.
Volevo amalgamare più linguaggi, mettere insieme più formati, per questo ho fatto del digitale la materia espressiva di più stili: il bianco e nero, il colore, la fiction, il documentario, il repertorio, il videoclip. Il digitale – e la sua principale natura, l’elaborazione – mi ha consentito di far convivere frammenti provenienti da matrici diverse, di dare unità a materiali eterogenei.
TRAILER https://www.youtube.com/watch?v=2NadK859vg4
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