Mercoledì delle Ceneri
Misericordia io voglio e non sacrifici.
Inizio della Quaresima.
Nella sua predicazione, racchiusa nel Vangelo, Gesù sempre proposto ai suoi ascoltatori l’armonia nella pratica religiosa, una pratica che coinvolge il cuore e il corpo, la preghiera personale e il culto del Tempio, la relazione filiale con Dio e le relazioni fraterne con il prossimo. Anche la predicazione dei Profeti proponeva al popolo di Israele l’armonia tra vita e culto, tra le mani alzate in preghiera a Dio e le mani aperte alle necessità del prossimo: Dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo (Is 58,7).
La Quaresima appena iniziata propone anche a noi una spiritualità delle pratiche penitenziali che caratterizzano questo tempo. Il richiamo di Gesù ai suoi ascoltatori “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9,13) rivela la sua preferenza per la misericordia e il perdono, l’amore gratuito e accogliente, più che l’esecuzione rigida della pratica religiosa, senza coinvolgimento interiore e disgiunta dall’amore del prossimo.
La misericordia è l’amore di Gesù per te, è il perdono che ogni giorno ti quarisce e ti rende degno di sedere alla sua mensa, come è avvenuto per i peccatori e i pubblicani da lui incontrati e onorati (cf. Mt 9,11).
La misericordia con cui ti ha rivestito e onorato Gesù diventa la misericordia con cui tu rivestirai e onorerai il tuo prossimo con la pratica quaresimale delle opere di carità, del digiuno e dell’elemosina.
Questa misericordia verso il corpo di Cristo, che è il tuo prossimo, è la misericordia che dà verità e valore ai sacrifici che offri al Signore con la tua preghiera e la tua pratica religiosa.
Ascolta ora queste parole di san Giovanni Crisostomo: Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo, privo di vestiti per coprirsi. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona dei poveri? Dio non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro. Egli infataccetta i doni per la sua casa terrena, ma gradisce molto più l’aiuto dato ai poveri e a chi è nel bisogno.
don Primo Gironi, ssp, biblista
La salvezza è dono, è grazia di Dio, ma per avere effetto nella mia esistenza richiede il mio assenso, un’accoglienza dimostrata nei fatti, cioè nella volontà di vivere come Gesù, di camminare dietro a Lui.
Seguire Gesù nel deserto quaresimale è dunque condizione necessaria per partecipare alla sua Pasqua, al suo “esodo”. Adamo fu cacciato dal Paradiso terrestre, simbolo della comunione con Dio; ora, per ritomare a questa comunione e dunque alla vera vita, la vita eterna, bisogna attraversare il deserto, la prova della fede. Non da soli, ma con Gesù! Lui, come sempre, ci ha preceduto e ha già vinto il combattimento contro lo spirito del male.
Ecco il senso della Quaresima, tempo li- turgico che ogni anno ci invita a rinnovare la scelta di seguire Cristo sulla via dell’umiltà per partecipare alla sua vittoria sul peccato e sulla morte.
Dall’omelia di papa Benedetto XVI per la Messa del Mercoledi delle Ceneri (17 febbraio 2010).
La Quaresima è il tempo della decisione.

