Nel deserto della prova la compagnia di Dio
Nella 31a Giornata del malato, che ricorre sabato 11 febbraio, memoria della B.V. Maria di Lourdes, diamo alla realtà fragile la centralità dei nostri pensieri. Nel mondo dell’ammalato ci sono tante dinamiche che, guardate dall’esterno, non si possono comprendere.
C’è la lotta del malato per la vita, un calendario fitto di prenotazioni, controlli e ricoveri, i suoi conflitti interiori che oscillano tra forza interiore e fragilità, nonché lo scoraggiamento, che potrebbe entrare senza bussare nei suoi giorni feriali, divenendo una tentazione all’abbandono. Chi affronta una malattia o porta nel cuore una sofferenza, ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi fatti anche di silenzi. Le parole condivise devono quindi essere autentiche e trasmesse nella verità, in caso contrario è meglio non dirle. L’inno alla carità di san Paolo (1Cor 13,1-13) indica la qualità delle virtù cristiane, da esercitare per amare in Cristo ed essere amabili.
Nel deserto della prova ogni parola altrui può essere di sostegno ed è per questo che la carità fraterna deve necessariamente esprimersi con responsabilità e tanta sensibilità. La prossimità a un ammalato richiede la prontezza del buon Samaritano ma anche, e soprattutto, la sensibilità di Gesù stesso e quella cura e attenzione alle persone che caratterizzano la sua santissima Madre. Chi soffre con fede è in compagnia di un Dio-Padre che non abbandona mai i suoi figli e sa di avere per Madre colei che Gesù ci ha donato ai piedi della Croce. In quel donare e accogliere reciproco in Dio, ci siamo anche noi con la nostra croce. Maria è anche nostra Madre e, come il discepolo che Gesù amava (Gv 19,26), siamo pronti ad accoglierla nella casa in cui abita la sofferenza. La preghiera personale, intensa e fervorosa nei giorni di deserto, dona la forza di vincere le paure per accogliere con fede la volontà di Dio. (di Lucia Giallorenzo)

