Offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo
Pieno di zelo per la casa del Padre, Gesù purifica il tempio, simbolo del suo corpo. Anche noi siamo tempio di Dio: rispettiamo la dignità di questo tempio vivendo con purezza e coerenza di fede.
Oggi ricorre la 75ª Giornata del ringraziamento.
La Chiesa ricorda oggi l’anniversario della Dedicazione della Basilica Lateranense, nota come San Giovanni in Laterano, avvenuta il 9 novembre del 324 ad opera di papa Silvestro I. Onorando la Cattedrale del Papa, celebriamo la Chiesa che “presiede nell’amore” (sant’Ignazio di Antiochia) sotto la guida del vescovo di Roma e successore dell’apostolo Pietro, fondamento visibile dell’unità della Chiesa universale. Alla “cattedra” del Vicario di Cristo, simbolo della potestà di insegnamento, che è obbedienza e servizio alla Verità, si volgono gli occhi dei fedeli per rinnovare la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa, e ricordare al mondo la solidità dell’amore di Dio.
L’edificio di pietre, dedicato alla preghiera liturgica e all’adorazione eucaristica, non è che il segno visibile del tempio spirituale, che è la vita del cristiano (II Lettura). Cristiani veri e degni della fede che professano. Cuori che palpitano per rendere gloria a colui che «offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo» (sant’Atanasio) e che, morto e risorto, vive nell’eternità (Vangelo). Comunità cristiane, vivificate dall’acqua spirituale che sgorga abbondante dal “nuovo tempio”, che è Cristo (I Lettura).
don Giuliano Saredi, ssp
Credo nello Spirito Santo
La terza parte della «professione di fede» è quella dedicata allo Spirito Santo ed è più breve rispetto alla precedente, ma non meno densa. L’affermazione che lo Spirito Santo «è Signore e dà la vita» sottolinea sia l’inseparabile unità delle tre Persone divine, sia la funzione propria di ciascuna di loro. In particolare, quella dello Spirito Santo è di comunicare la vita divina nella generazione alla fede, nel sostegno del cammino cristiano e nella continua apertura dell’uomo al trascendente. Questa vivacità di operazione – propria dello Spirito permette di sperimentare il dinamismo del mistero trinitario. Infatti, la seguente espressione che lo Spirito «procede dal Padre e dal Figlio» rimanda alle origini della creazione, ovvero al “soffio” vitale di Dio (cf. Gen 1,2), immagine che esprime lo sgorgare dello Spirito dalla fonte del Padre nel dono che il Figlio consegna alla Chiesa nel momento culmine della sua passione (cf. Gv 19,30) e nelle sue apparizioni pasquali (cf. Gv 20,22). Ne consegue l’unione che intercorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito, così che – come si esprimeva sant’Ireneo di Lione (202) – il protagonismo dello Spirito è quello di farci «vedere il Figlio di Dio, la cui conoscenza avviene per mezzo dello Spirito Santo» (Demonstratio apostolica, 7): lo Spirito Santo è il primo a destare la nostra fede e a suscitare la “vita nuova” che consiste nel “conoscere” il Padre e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo (cf. CCC 684).
L’affermazione seguente «con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato» ribadisce l’unità di sostanza tra le Persone della Trinità e la loro piena comunione: mistero imperscrutabile della simultanea “unità” e “distinzione” del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, mistero trinitario da cui scaturisce l’opera della salvezza. La sezione del «Credo» dedicata allo Spirito Santo si conclude con l’affermazione «ha parlato per mezzo dei profeti»; essi sono persone chiamate e ispirate da Dio, per comunicare al popolo la sua azione salvatrice, i suoi appelli e i suoi 64 interventi.
don Giuseppe Militello

