Perdono d’Assisi
Voi stessi date loro da mangiare.
Con pochi pani Gesù sazia una folla. Portiamo a lui le nostre povertà: ogni nostro pur piccolo dono o rinuncia, posto nelle sue mani, si moltiplica in abbondanza per il bene di tutti.
Il profeta Isaia, in nome di Dio, invita il popolo a un banchetto dove si mangia e si beve in modo abbondante e gustoso, incoraggiandolo a “comprare senza denaro” l’acqua, il vino e il latte, simboli della grazia divina (I Lettura). Certo, decidere di farlo è una scelta personale e non costrizione! L’evangelista Matteo descrive la moltiplicazione dei pani, realizzata da Gesù, ma con la collaborazione degli apostoli (Vangelo). All’azione del comprare – suggerito dai discepoli – Gesù preferisce il dare e invita gli stessi apostoli a farlo: «Voi stessi date loro da mangiare». Dio, dunque, chiede all’uomo di mettersi a disposizione affinché possa agire e compiere il miracolo. La compassione e l’amore di Gesù verso tutti coloro che attendevano da lui una parola di speranza e un aiuto concreto per la loro vita trovano nei pochi pani e pesci la “materia prima” per il miracolo: senza quei pani e quei pesci Gesù non avrebbe potuto far nulla! L’apostolo Paolo (II Lettura) ci assicura che «l’amore di Dio, che è in Cristo Gesù» è una forza così travolgente che nessuna avversità, circostanza o creatura potrà separarci da lui perché è un amore donato per grazia e non conseguito per merito o capacità.
don Antonio Sozzo
Un cammino di guarigione che rinnova la fede
Il Perdono di Assisi è uno dei momenti più luminosi della tradizione spirituale della Chiesa, legato alla vita di san Francesco d’Assisi. Nel 1216, mentre pregava intensamente nella Porziuncola, Francesco ebbe una visione: Gesù, accompagnato dalla Vergine Maria e da una schiera di angeli, gli chiese quale grazia desiderasse per i peccatori. Mosso da ardente misericordia, Francesco implorò il perdono completo per quanti, pentiti e confessati, avessero visitato quella chiesetta. Il Signore concesse l’indulgenza plenaria, a condizione che ottenesse la conferma del Papa. Francesco si recò immediatamente da Onorio III, a Perugia, e il Pontefice, superata l’iniziale perplessità, riconobbe l’ispirazione divina e approvò oralmente la richiesta. L’indulgenza fu proclamata solennemente il 2 agosto di quello stesso anno dai vescovi umbri riuniti alla Porziuncola e in seguito estesa alle chiese francescane, con conferme da papi come Gregorio IX e Innocenzo IV. Il Perdono di Assisi va oltre la semplice remissione delle pene temporali: incarna la spiritualità francescana della povertà interiore, della riconciliazione e della conversione autentica, riflettendo l’infinita misericordia di Dio. In un’epoca segnata da divisioni, il “perdono” apre alla pace del cuore e alla fraternità universale, offrendo un cammino di guarigione che rinnova la fede. Ogni anno, migliaia di pellegrini accorrono ad Assisi, testimoniando l’attualità del messaggio di Francesco: il perdono divino è un dono gratuito che trasforma le vite e irradia luce nel mondo.
don Michele G. D’Agostino, ssp
Le condizioni per ottenere il PERDONO D’ASSISI sono:
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confessione sacramentale entro otto giorni prima o dopo il 2 agosto
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partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica
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recita del Credo
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preghiere secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave, Gloria)
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oltre alla visita devota a una chiesa francescana o parrocchiale, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto.

