Prepariamo le vie: il Signore viene!
Con il suo messaggio di consolazione al popolo d’Israele in esilio («Consolate, consolate il mio popolo») e con l’annuncio della liberazione ormai vicina («Ecco, il Signore Dio viene con potenza») il profeta Isaia ci prepara ad accogliere la “lieta notizia” della venuta di Gesù (I Lettura).
La sua è una duplice venuta. La prima è quella nell’umiltà della nostra condizione umana, che contempleremo nel Natale. La seconda è quella nella gloria alla fine del tempo e del mondo «mentre aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova» (II Lettura). Entrambe le venute vanno preparate, colmando il vuoto dell’indifferenza e della superficialità («colmare le valli») e cancellando dal nostro vivere quotidiano le tracce dell’egoismo, dell’orgoglio e della sufficienza («raddrizzare i sentieri»).
Oggi anche tu sei invitato a preparare questa duplice venuta, seguendo le tracce segnate dallo stile di vita umile e sobrio del Battista («era vestito di peli di cammello… mangiava cavallette e miele selvatico»), dalla sua testimonianza di fede in Gesù («viene dopo di me colui che è più forte di me») e dall’acqua del suo battesimo di penitenza che ti ricorda la continua conversione del cuore.
don Primo Gironi, ssp, biblista
Il salto di Zaccheo
Giorno dopo giorno, la meta – il paese dell’anima – Betlemme, si avvicina. Maria è stanca e di tanto in tanto la piccola comitiva si ferma sotto l’ombra di filari di palme, di olivi, di datteri, di sicomori. Arrivano a Gerico e trovano posto in un caravanserraglio in cui le donne in stato interessante possono riposare indisturbate. Attorno c’è un nugolo di ragazzi che si rincorrono e giocano: ai dadi, a basileus, a sonaglini… «Zaccheo, dai, forza, dai…» a Maria quel nome rimase impresso; il ragazzo era vivace, spigliato e attirava a sé l’attenzione degli altri coetanei.
Si muoveva come un piccolo capo. Maria lo guardò e lo fissò, come se volesse guardarlo fin dentro, nell’animo e nel cuore. Passarono mesi e anni, e «Zaccheo – si legge nelle pagine del romanzo Volete andarvene anche voi? di Luigi Santucci – scende dai rami del sicomoro. Pensa, di ramo in ramo, alle raffinate vivande con cui sbigottirà il Maestro e gli altri commensali; pensa quanto gli costerà risarcire del quadruplo le persone che ha defraudato. Ma già lo ha deciso dentro e fra pochi attimi lo griderà davanti a tutti in quel raro suicidio di galantuomo con cui vuol dichiararsi, in faccia a tutti, uno sfruttatore. E sarà quella confessione il più imbroccato affare della sua vita. Oggi in questa casa è venuta la salvezza».
Chissà se Maria – passati venti e più anni – sarà stata presente accanto al figlio Gesù, a questa festa in casa del Zaccheo adulto, un po’ imbroglione e un po’ convertito. Non sappiamo, ma amiamo pensare di sì, anche se i tratti dei volti, quello di Maria e quello di Zaccheo, saranno stati diversi; ma importante, in questo caso, che un volto avesse avuto lo splendore della luce, tratteggiata dal Vangelo di Giovanni: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo».
don Vincenzo Arnone

