Scarcerato Patrick Zaki
15:50 – Arrestato dagli agenti della National security agency (i servizi segreti egiziani) all’aeroporto del Cairo il 7 febbraio del 2020, oggi Patrick Zaki torna libero dopo 669 giorni di carcere. E’ però necessario sottolineare che l’accusa di diffusione di false notizie nel Paese e all’estero non è decaduta e la Corte della seconda divisione del Tribunale di Emergenza per i reati minori di Mansoura – nel nord del Paese – ha stabilito di aggiornarsi l’1 febbraio prossimo. Iscritto al primo anno di un master europeo presso l’università ‘Alma Mater Studiorum’ di Bologna, stava rientrando per una breve vacanza dopo aver terminato la sessione invernale degli esami. Nei verbali ufficiali risulta invece che l’arresto è avvenuto l’8 febbraio a Mansoura, ossia il giorno dopo, nella sua città d’origine. Dove è stato Patrick nel lasso di tempo tra l’atterraggio dell’aereo e la detenzione a Mansoura? Per i suoi legali, nelle mani dell’Nsa, che è anche accusata di averlo percosso e usato l’elettroshock durante il primo interrogatorio. Lo studente è andato a processo per aver esercitato la libera manifestazione del pensiero, un diritto che la Costituzione egiziana salvaguarda. Zaki è infatti “reo” di un articolo pubblicato su un sito web nel 2019 in cui denunciava abusi, molestie e violenze di cui è vittima la minoranza a cui lui stesso appartiene, quella copto-cristiana. “Più di tutto però temiamo che possano arrestarlo domani imputandogli nuovi capi d’accusa”. Lo spiega all’Agenzia Dire Amr Abdelwahab, amico di vecchia data di Zaki e membro del movimento Patrick libero.
