Scoprendo Ballao
Ballao (/balˈlao/, Ballau in sardo) è un comune italiano di 740 abitanti della provincia del Sud Sardegna.
Ballao è situato nella subregione del Gerrei; il paese si sviluppa in prossimità di un’ansa del fiume Flumendosa a circa 90 m s.l.m. Il territorio comunale si estende per 46 km².
L’origine del nome potrebbe derivare dalla parola spagnola balay (cioè “cesto”, “recipiente”). Secondo la teoria di Eduardo Blasco Ferrer, il toponimo è paleosardo e deriva dal lessema *aLa – *al (“campo adatto al pascolo”) iniziale prostetica.
L’area fu abitata già nel Neolitico (sono presenti un pozzo sacro precedente al periodo dei nuraghe e alcuni nuraghe), fu poi sede di una stazione di posta romana (sono state trovate alcune monete romane) e territorio dell’Impero romano d’Oriente.
Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Gerrei. Nel 1258, alla caduta del giudicato, passò per breve tempo al Giudicato di Arborea, nel 1300 alla Repubblica di Pisa e nel 1324 alla Corona d’Aragona. Nel 1681 fu incorporato nella contea di Villasalto, feudo della famiglia Zatrillas, e un ventennio più tardi nel marchesato di Villaclara, feudo prima degli Zatrillas e poi dei Vivaldi Pasqua. Restò feudo di quest’ultima famiglia fino al 1839, quando venne riscattato con la soppressione del sistema feudale. Divenne poi un comune gestito da un sindaco e da un consiglio comunale.Nel 1834, Goffredo Casalis descrisse il villaggio con queste parole:
Situato alla falda boreale di un alto colle Si ha per tradizione che questo popolo abbia avuto origine dall’antico ora deserto villaggio di Nuraji, che era fondato a non molta distanza. Consta di 110 case. Il clima è caldo e umido. Vi è stabilita l’istruzione per i giovinetti . Si fabbricano in questo paese mattoni, tegoli La popolazione di Ballao nel 1805 computossi di anime 812, nel 1826 di 718, e nel 1833 di 784 Le malattie, in cui si succumbe, sono per lo spesso febbri perniciose, e pleurisie. Grande è la fertilità di questa terra Le fonti sono frequentissime in questo territorio Bagnasi questo territorio dal Dosa »
Nella zona della frazione Corti Rosas, a circa 4 km dall’abitato, è presente una miniera di 15 ettari ormai in disuso.
Nel 1796 l’ingegnere piemontese Belly segnalò la presenza nella zona di stibnite (minerale utilizzato per la creazione di metalli, batterie elettriche, in fuochi d’artificio, tessuti, gomma e vetro). La miniera ebbe un notevole sviluppo negli anni del fascismo e arrivò a contare (insieme alla miniera di Su Suergiu) un migliaio di operai.
Nel corso dell’attività venne scoperta la presenza di antimonio, arsenopirite, barite, bornite, calcite, calcopirite, cetineite, chermesite, diopside, fluorite, marcasite, pirite, quarzo, sheelite, stibiconite, sénarmontite, valentinite, wollastonite.
La miniera fa oggi parte del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna.
Zona di caccia e raccolta di funghi, è amata dai naturalisti. Offre la possibilità di dedicarsi a pesca e canottaggio.
Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza del Flumendosa. La vegetazione è composta principalmente da tamerici, oleandri e piante fluviali.
«La festività di s. Maria de Nuraxi ha qualche cosa di singolare che merita rimarcarsi. Al primo sole del lunedì dopo la Pasqua di Risurrezione, giorno destinato a queste celebrità, levasi dalla parrocchiale, e nel solito modo ed ordine delle religiose supplicazioni, fra il devoto cantico delle preghiere del rosario, e i frequenti spari d’allegrezza conducesi il veneratissimo simulacro della Vergine alla sua antica sede. »

