TAU di Claudio Baglioni e Michele Caccamo
Una collaborazione artistica dove la contaminazione diviene il fulcro: l’arte della scrittura, della musica, del canto, della parola in ogni sua forma ed essenza, quindi anche quella divulgata dai grandi Santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi.
Il lavoro firmato da Claudio Baglioni e Michele Caccamo sembra così estendersi in modo naturale alle antiche firme dei santi fra i più popolari e amati al mondo.
“TAU. In segno d’amore” diviene un’opera poetica e spirituale nata dall’incontro tra Claudio e Michele all’interno di un progetto artistico dedicato a san Francesco che si colloca provvidenzialmente in occasione dell’ottavo centenario della nascita in Cielo del poverello di Assisi, in questo anno giubilare appositamente dedicatogli per espressa volontà di Papa Leone XIV.
Le motivazioni? Le sintetizzano in poche frasi i due autori:
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“In un tempo che insegue sempre più l’accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell’essenziale. Ognuno a fare la sua parte”, afferma Claudio Baglioni.
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“Un’invenzione poetica e morale in otto notti, ispirata alle figure di san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova: il santo portoghese riceve la presenza di san Francesco, non come semplice visione ma come richiamo all’origine più profonda della propria vocazione. Le otto notti costituiscono un tempo interiore nel quale la distanza tra i due si fa progressivamente più sottile. Il santo della parola, della predicazione e del sapere viene così condotto verso il limite della conoscenza, là dove ogni definizione deve cedere al silenzio. Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile”, spiega Michele Caccamo.
Un libro che probabilmente mancava nel panorama religioso, culturale e storico; intenso e visionario in cui le fonti francescane, in particolare gli scritti di Tommaso da Celano e il Cantico delle creature, costituiscono la radice storica e spirituale dell’opera.
Nella scrittura di Claudio Baglioni e Michele Caccamo, la povertà francescana assume un significato radicale. Non coincide soltanto con la rinuncia ai beni materiali, ma con il venir meno di ogni pretesa di possesso: del nome, dell’identità, della verità e persino dell’immagine di Dio che l’uomo può costruire per difendersi dal mistero. L’elevazione non consiste nell’acquisire una condizione superiore, ma nel lasciare cadere ciò che separa l’essere umano dalla pienezza della vita.
Gli autori hanno lanciato una prevendita di 3000 copie numerate. Dal 15 settembre invece il libro sarà disponibile nell’edizione standard in tutte le librerie e store on line.
Un’ottima occasione di scoprire le abili penne di Baglioni e Caccamo anche in questo ambito dove storia sacra, religiosità e fede ne tracciano il percorso.


30 Luglio 2026 @ 11:20
Un piacere scrivere di quest’opera nata dalla creatività di Michele, intellettuale calabrese, fin da giovanissimo impegnato nella diffusione della cultura in ogni ambito. La collaborazione con Claudio Baglioni suggella un percorso non sempre facile ma forse anche per questo più apprezzato. Complimenti. CM