Una passeggiata a Nago-Torbole
Nago-Torbole (Nach e Tùrbule in dialetto gardesano; Nach e Tórbole in dialetto trentino) è un comune italiano sparso di 2.826 abitanti della provincia autonoma di Trento. Il suo territorio va dai 63 metri sul livello del mare fino ai 2.078 metri della cima del monte Altissimo di Nago. Fa parte della Comunità Alto Garda e Ledro.
Prende il nome dai due principali centri abitati che lo compongono, molto vicini e di dimensioni simili: Nago (222 m s.l.m.), che si trova alle pendici del Monte Altissimo, e Torbole (sede municipale) in riva al lago di Garda.
Nago-Torbole comprende la zona nord-orientale del lago di Garda e arriva sino alla foce del fiume Sarca, suo principale immissario. A est si eleva la catena del Monte Baldo, con il Monte Altissimo di Nago. Nell’entroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri fino al territorio di Arco.
Grazie alla protezione delle montagne ad est e l’azione termoregolatrice del lago, l’intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. Qui sono possibili colture che a parità di latitudine in altre aree non sono realizzabili, in particolare quella dell’ulivo.
I venti del lago di Garda influenzano notevolmente l’attività turistica. Dalla seconda metà del XX secolo richiamano gli appassionati di windsurf attirati dalla presenza dei venti tutti i giorni dell’anno. Tra di essi, che tra le altre, soffiano nella zona Riguardano zona dell’alto Garda ricordiamo
La presenza umana si riscontra già dal Neolitico (nella zona del Baldo e di Nago). Anche per l’età del bronzo e le epoche protostoriche e storiche la presenza di insediamenti è confermata sulla rupe di castel Penede a Nago, in posizione strategica, distrutto dalle truppe francesi di Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme nel 1703.
Si narra che Dante Alighieri compose questi versi a Nago presso la rupe di castel Penede
«Suso in Italia bella giace un laco, a piè dell’Alpe che serra Lamagna sopra Tiralli, ch’ha nome Benàco».
Un primo atto ufficiale che riguarda la comunità risale al 1041, quando ebbe luogo una disputa per i confini col vicino centro di Mori. In tempi successivi vennero adottati gli Statuti et Ordini che rimasero operativi fino al XVII secolo. Il territorio di Nago-Torbole, che dall’XI secolo faceva parte del Principato vescovile di Trento, fu conquistato militarmente dai veneziani nel 1439 durante le guerre di Lombardia. In quell’anno la Serenissima fece arrivare un’intera flotta formata da venticinque barconi e sei galere con un’impresa chiamata Galeas per montes.
Le navi partirono dal mare Adriatico, risalirono il fiume Adige e giunsero al porto fluviale di Ravazzone. Da qui, a forza di braccia e di buoi, transitarono per Mori; poi seguirono il corso del rio Cameras fino al lago di Loppio. Superarono anche il passo San Giovanni, discesero per la Bocca di Nago attraverso la valle di Santa Lucia e furono calate nel lago di Garda vicino a Torbole
Un’impresa gigantesca che rimase nella storia della marineria veneziana, che impiegò circa duemila buoi e costò quindicimila ducati. Dopo un primo insuccesso nel 1439, nell’aprile del 1440 la piccola flotta della repubblica della Serenissima sconfisse la flotta viscontea guidata da Taliano Furlano, riuscendo a conquistare Riva del Garda. La dominazione veneta durò fino al 1509, quando Nago-Torbole tornò al principato vescovile di Trento.
Dopo l’invasione napoleonica nel 1796 e brevi appartenenze al Regno di Baviera e al Regno d’Italia Nago-Torbole fu inglobato nell’Impero austriaco, come tutto il Trentino.
Come gli altri paesi della zona, Nago-Torbole fu completamente evacuato durante la prima guerra mondiale perché si trovava sulla linea del fronte. Nel 1919 entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1929 venne annesso forzosamente dalle autorità fasciste al comune di Riva del Garda. Nel 1957 il comune fu ricostituito in seguito a un referendum popolare (censimento 1951: pop. res. 1868).
Durante la seconda guerra mondiale fu annesso alla zona d’operazioni delle Prealpi, assieme a tutta la regione Trentino-Alto Adige e alla provincia di Belluno, e nella non ancora ultimata galleria Adige-Garda si allestirono le officine della Caproni che produssero dalla tarda primavera del 1944 parti di aereo per la Messerschmitt AG destinati alla Luftwaffe. Qui si prepararono le Wunderwaffen come la Me 163, Me 262, la Fieseler Fi 103 e l’A4, queste ultime meglio note come V1 e V2.
Dopo il 1958, con la ritrovata autonomia comunale, sul piano sociale ed economico avvenne un mutamento radicale che portò all’abbandono dell’agricoltura tradizionale e della pesca e alla trasformazione in area a vocazione turistica.
Nel 1980 il windsurf rilanciò economicamente Torbole con l’organizzazione del campionato mondiale. Tale esperienza si è ripetuta poi nel tempo e ha modificato sensibilmente la gestione del territorio.
I dintorni di Nago sono stati valorizzati da numerosi percorsi per mountain bike e per l’arrampicata.
Spiaggia, lungolago e ciclo-pedonale. Tutto il territorio comunale confinante con il lago è di proprietà pubblica. La spiaggia, il lungolago e la ciclo-pedonale costiera sono stati totalmente ricostruiti e ampliati tra il 1995 e il 2000 con la costruzione anche di un nuovo ponte ciclo-pedonale sul fiume Sarca e di una passerella a sbalzo sul lago, che collega Torbole con Riva del Garda. È possibile percorrere a piedi o in bicicletta l’intero Alto Garda trentino, dalla zona est di Torbole fino alla zona ovest di Riva del Garda, costeggiando il lago. All’altezza del Sarca, sulla ciclabile che costeggia il fiume, si può raggiungere anche la vicina cittadina di Arco.
Il ripostiglio di Nago. Ritrovato nella località di Maroc di Casale, il ripostiglio risale all’epoca della diarchia (il termine post quem si data al 285-290 d.C.). Consiste in 358 monete di argento, di cui 81 antoniniani e 277 aureliani. Secondo alcuni studi, soprattutto relativi al peso riscontrato al momento del ritrovamento, sembra fosse composto da 1750 monete. Al museo di Riva del Garda, prima ubicazione dei reperti, arrivarono soltanto 505 monete, 126 delle quali andarono perdute durante lo spostamento al museo del Buonconsiglio di Trento, dove le restanti si trovano attualmente[31].
La presenza a Torbole di numerosi artisti e letterati è documentata e ricordata. Johann Wolfgang von Goethe arrivò il 12 settembre 1786 e alloggiò presso l’osteria alla Rosa della famiglia Alberti, dove soggiornò e scrisse sia parte dell’Iphigenia sia alcune pagine del suo Diario italiano (Italienisches Tagebuch) il 12 e 13 settembre del 1786. Il 12 settembre annotò:
«Con che ardente desiderio vorrei che i miei amici si trovassero un momento qui con me, per poter gioire della vista che mi sta innanzi! Per questa sera, mi sarei già potuto trovare a Verona; ma a pochi passi da me c’era questo maestoso spettacolo della natura, questo delizioso quadro che è il Lago di Garda, ed io non ho voluto rinunciare; così mi trovo splendidamente compensato di avere allungato il cammino. Son partito da Rovereto dopo le cinque, prendendo per una valle laterale, che versa le sue acque ancora nell’Adige. Arrivati alla sommità, si presenta in basso un ciglione scosceso e maestoso, che si valica per poi scendere fino al lago.»
La tradizione gastronomica locale si basa su alcuni elementi tipici della cucina trentina che qui subisce l’influsso del vicino lago di Garda. Quindi non ci sono piatti esclusivi locali, ma un insieme di materie prime e preparazioni che si trovano in molte località limitrofe: la polenta, la selvaggina, pesci come la trota, il luccio, il coregone e il persico. In cucina sono impiegati l’olio prodotto dagli uliveti del Garda e la frutta come i fichi, le prugne, le pesche e le mele. Di Torbole si ricorda inoltre un broccolo piuttosto apprezzato, divenuto presidio slow food.
Vengono cucinati piatti come i bigoi co le àole (spaghettini con sardelle, preparati anche durante il carnevale di Torbole, la Sbigolada), i zisam (sardelle di lago e cipolle), la torta de fregoloti (a base di pasta frolla e mandorle), il brocol de Torbole e la fugasa de molche – un dolce con fichi secchi, pinoli e noci (simile allo zelten) con l’aggiunta di sansa di olive.
La sansa d’olive (in dialetto “molche”) è il residuo denocciolato della lavorazione delle olive che rimane dopo aver estratto l’olio extravergine.
Dagli anni ottanta una continua diminuzione delle aole (sardelle) ha fatto inevitabilmente sparire tutte le ricette originali, e il pesce è stato sostituito con le più pregiate sardene, un tipo di agone.
Eventi
Il Garda Jazz Festival (nato nel 2000) è una rassegna di musica jazz che coinvolge vari centri del trentino gardesano: Nago-Torbole, Arco, Drena, Riva del Garda, Dro e Tenno. La collaborazione con alcuni locali e pub per la realizzazione dei Jazz Café è divenuta una tradizione e richiama musicisti provenienti da tutto il Nord Italia.

