Wine Ministerial Meeting
Ha preso il via il 12 aprile, con l’arrivo di 30 delegazioni delle Nazioni produttrici di vino nel mondo, la prima Conferenza Internazionale sul Vino (Wine Ministerial Meeting) dell’Oiv, ospitata dal Governo italiano in Erbusco Franciacorta (Brescia). Presenti il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il presidente e il direttore generale dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, Luigi Moio e John Barker, ministri, viceministri e ambasciatori.
Nella prima riunione ministeriale in cui si si è discusso del futuro del vino e delle strategie per lo sviluppo dell’intero settore a livello internazionale. Il 13 aprile le delegazioni si sono spostate a Verona, al Vinitaly, per inaugurare i due padiglioni del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. La ministeriale si è conclusa ad OperaWine, con gli espositori delle cantine selezionate da Wine Spectator, a Verona, con i saluti del ministro Francesco Lollobrigida, del presidente di Vinitaly e Veronafiere Federico Bricolo e delle cariche istituzionali del Comune di Verona e della Regione Veneto.

Si tratta della prima riunione a livello ministeriale dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), che quest’anno compie cento anni.
“Il mondo del vino vive il suo centenario e lo celebra qui in Italia, una pagina di orgoglio per i nostri vignaioli. Abbiamo chiesto di iniziare le celebrazioni proprio qui perché la nostra Nazione vuole essere protagonista in ogni settore, vuole mostrare al mondo come si riesca a tutelare l’ambiente, a garantire i diritti dei lavoratori e a produrre eccellenza”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, inaugurando i lavori della prima Conferenza Internazionale del Vino dell’Oiv, organizzata dall’Oiv e dal Governo italiano in Franciacorta. “Insieme ad altre 30 delegazioni internazionali di altrettante Nazioni, ci siamo riuniti per discutere e comprendere come con la ricerca, con l’innovazione può tutelare la produzione e il territorio. È l’obiettivo che ci diamo. È giusto discuterne a livello internazionale e l’Italia è protagonista”, ha continuato il ministro Lollobrigida.
“La valorizzazione del vino è per noi, lo ricordava la Presidente Giorgia Meloni nel suo saluto iniziale, storia di identità. È una delle sfide del made in Italy verso una qualità sempre più alta. L’agricoltore, a nostro avviso, è il primo ambientalista del pianeta perché ha nella terra il suo reddito e la sua passione. Il nostro obiettivo è cercare di uniformare alla qualità e al territorio il nostro modello di sviluppo, senza dover incidere in maniera negativa sul reddito degli agricoltori”, ha concluso il ministro.
Proprio qui nelle terre del Consorzio Franciacorta, eccellenza del vino, è iniziato un percorso che porterà a un documento finale che prenderà il via dalle proposte che, come Italia, abbiamo sottoposto ai colleghi delle 30 delegazioni e alla OIV e che è stato recepito nelle linee guida che trattano di ambiente, sostenibilità, promozione di un prodotto di qualità, lavoro e rispetto dei diritti. Nelle conclusioni tenute dal direttore generale dell’OIV Luigi Moio, questi temi sono stati pienamente recepiti e anche negli interventi dei colleghi che hanno raccontato l’esperienza dei loro territori il forte legame culturale che c’è con questo prodotto e nell’evoluzione storica dell’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida al termine dei lavori della Conferenza Internazionale del Vino che si è svolta in Franciacorta.
Oggetto della ministeriale, le strategie di sostenibilità vitivinicola, per il futuro del settore vino, gli approfondimenti sulla biodiversità viticola, per individuare e favorire la diffusione di quelle varietà che possano meglio rispondere ai cambiamenti climatici, il potenziamento del mercato dell’uva e degli altri prodotti trasformati della vite e l’attività di promozione del patrimonio vitivinicolo mondiale e dei suoi aspetti storici, culturali, umani, sociali e ambientali.
“Nel corso della ministeriale si è ribadita anche la corretta formula per utilizzare un prodotto a base alcolica che è basata sulla moderazione, la qualità del prodotto e il giusto valore anche in termini di filiera, dagli agricoltori, agli enologi, ai produttori, agli imprenditori fino a coloro che lo distribuiscono, anche con le dovute accortezze di trasparenza nei confronti di chi deve essere messo in condizione di riconoscere i prodotti di eccellenza”, ha concluso il ministro.
Fonte: www.politicheagricole.it

