Speciale Elezioni 2022 – Intervista a Pasquale Nesticò del Partito Democratico
Elezioni sempre più imminenti con i candidati impegnatissimi nella presentazione dei loro programmi. Di priorità da attuare nel nostro Paese, di italiani nel mondo e loro tutele, di eccellenze di casa nostra espatriate nel segno dell’orgoglio italiano e di altro ne abbiamo parlato con il dott. Pasquale Nesticò, candidato al Senato nella Circoscrizione Nord e Centro America. Nato a Isca sullo Ionio, nella provincia di Catanzaro Nata in Venezuela, medico cardiologo, attualmente vive a Philadelphia.
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Quali le priorità e le politiche da attuare nel breve e nel medio termine in Italia?
“Il paese ha bisogno di un intervento urgente sulla spesa delle famiglie, aiuti alle imprese, lavoro per i giovani ed energie alternative accessibili a tutti. L’Italia ha bisogno di rimettersi in moto. Molto si potrà attingere dai fondi PNRR ma non basta, ci vuole un’azione incisiva del nuovo Parlamento che sia di aiuto ai cittadini”.
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Italia, Unione Europea e resto del mondo: dove colloca l’Italia nell’attuale contesto geopolitico e quali le politiche da sostenere per la nostra tutela di cittadini italiani?
“L’Italia è stata sempre vista come un modello dagli altri paesi, non dimentichiamoci che siamo nel G7. Penso che dal nostro paese debbano arrivare delle azioni incisive che tutelino tutta l’italianità, dal Made in Italy alla cultura, passando per il supporto ai propri cittadini. Nel mio programma ho inserito alcuni punti fondamentali, tra questi aumenti di fondi stanziati per gli Enti Promotori, programmi culturali, insegnamento della lingua italiana nelle scuole, finanziamento a giornali, radio e programmi televisivi che promuovono la lingua e cultura italiana nel mondo, scambi accademici – culturali e commerciali”
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Gli italiani si sono sempre distinti nel mondo per la loro eccellenza e per aver arricchito anche
culturalmente il Paese ospitante. Espatriati nostro orgoglio?
“Vero, lo sono. Non dimentichiamoci che la massiccia emigrazione, che si nota molto di più nelle Americhe, ha permesso a questi paesi di compiere un vero salto di qualità. Pensiamo a paesi come il Canada, ma anche gli stessi Stati Uniti e Argentina, che dopo l’arrivo degli italiani hanno raggiunto dei livelli di sviluppo molto alti. Certamente, il contesto economico-sociale ha aiutato questo, ma a molto abbiamo contribuito anche noi”.
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Quali sono le azioni che il suo partito vorrà fin da subito mettere in atto per una maggiore tutela degli italiani all’estero?
“Gli italiani che vivono lontano dal nostro paese hanno bisogno di supporto, questo è innegabile. Il partito del quale faccio parte si colloca nell’area progressista, quindi dovrebbe guardare verso i problemi e le richieste della gente. Un aiuto concreto lo possono dare i circoli dislocati nel mondo, come un tempo facevano le sezioni in Italia. Non deve esserci distacco tra il partito, il candidato e l’elettorato, anzi dovrebbero lavorare in simbiosi, quasi come un corpo unico. Così si possono lanciare delle azioni di tutela, in tutti i campi”.

