Padova 1604 e il manoscritto sulla pasta
La riscoperta di un antico manoscritto e del privilegio (brevetto) protoindustriale di una macchina per la fabbricazione dei Bigoli e altri formati di pasta, che sancisce il passaggio epocale dalla produzione manuale a quella meccanica nella Padova di Galileo e nel Veneto della Serenissima Repubblica di Venezia.
L’appuntamento si terrà presso il MAAAP – Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano, venerdì 22 maggio 2026, ore 20:00.
Nel corso dell’evento sarà presentato alla città di Padova il manoscritto originale datato lunedì 26 gennaio 1604, conservato all’Archivio di Stato di Padova in via dei Colli, che documenta la concessione di un privilegio pubblico a favore di Bartolomio Veronese detto Abbondanza per la produzione di pasta mediante una sua invenzione meccanica rivoluzionaria.
Si tratta di una fonte primaria di eccezionale valore storico, culturale e scientifico, che consente di collocare la produzione dei bigoli e altri tre formati di pasta all’interno di un quadro istituzionale, tecnologico ed economico strutturato, già agli albori del Seicento.
Il manoscritto è un atto pubblico ufficiale, redatto dalla cancelleria cittadina, che registra una supplica seguita da deliberazione del Consiglio di Padova.
Nel testo sono esplicitamente citati i formati: bigoli, menudelli, lasagne, macaroni.
Il documento non si limita a descrivere un’attività artigianale, ma riconosce formalmente un’innovazione tecnica, concedendo un privilegio quinquennale che tutela l’invenzione e ne consente lo sviluppo.
L’atto del 1604 rappresenta un passaggio cruciale nella storia della produzione alimentare: segna il passaggio dalla produzione manuale alla produzione meccanica della Pasta; introduce il concetto di tutela pubblica dell’innovazione tecnica; collega la cucina alla storia della tecnologia; inserisce la produzione di pasta nella sfera delle politiche economiche con un accordo di pianificazione.

La scoperta consente di rileggere il ruolo di Padova come città dell’ingegno e dell’innovazione, nel pieno della stagione scientifica del primo Seicento ed il Veneto come territorio allargato di sviluppo e produzione ad alto tasso tecnologico per l’epoca.
Alla conferenza prenderanno parte, in rappresentanza delle istituzioni e del territorio: Lamberto Galeazzo Presidente del Museo archeologico ambientale della acque del Padovano, Antonio Bressa – Vicesindaco del Comune di Padova, Daniele Canella – Vicepresidente vicario della Provincia di Padova, Roberto Marcato – Consiglio regionale del Veneto, Eleonora Mosco – Consiglio regionale del Veneto, On. Marina Marchetto Aliprandi Commissione Agricoltura Camera dei deputati, Patrizio Bertin Vicepresidente Camera di Commercio di Padova, Lorenzo Zambonin Dirigente Appe Associazione provinciale pubblici esercizi, Chiara Rossetto Amministratore delegato Molino Rossetto S.p.a., Paolo Caratossidis – Presidente Cultura & Cucina / Eccellenze Venete ricercatore che ha rinvenuto il manoscritto all’Archivio di Stato di Padova
A testimonianza del legame tra documento storico, filiera produttiva e tradizione gastronomica, saranno inoltre presenti realtà ed imprese del mondo Food per la degustazione a seguire: Abbazia di Praglia, Comunian Vini di Padova, Pastificio la Ghirlandina di Abano terme, Molino Rossetto, Crifill Grisseneria, Caseificio Scacco, Contin il benessere a tavola, Gelaterie Ciokkolatte, Pasticceria Pigato di Pozzoleone Vicenza. Prodotti in degustazione: Bigoli 1604nal torchio ‘in salsa’ di sarde alla veneziana, Bigoli 1604 al ragù di bufala, salame di cinghiale, soppressa equina, sfilacci di tacchino bocconcini di mozzarella di bufala, grissini artigianali, gelato artigianale e bigoli di gelato, torta di ricotta di bufala, focaccia dolce di lievito madre, biscotteria, prosecco, vino rosso, acqua naturale e frizzante.
La riscoperta del manoscritto del 1604 rappresenta: un patrimonio culturale per la città di Padova; un elemento identitario per il Veneto; una risorsa per la valorizzazione storica e turistica; un riferimento scientifico e comunicativo per la storia della Cucina Italiana Patrimonio Unesco.
L’iniziativa avvia un percorso strutturato di studio, ricerca e divulgazione, con l’obiettivo di restituire al patrimonio nazionale una pagina fondamentale della storia della Pasta Italiana.
La scoperta si inserisce nel più ampio contesto della valorizzazione della Cucina e Cibo come Patrimonio culturale, rafforzando il legame tra tradizione, innovazione, identità e memoria storica.
La cucina viene così riletta non solo come patrimonio gastronomico, ma come sistema culturale, tecnologico ed economico.
Il privilegio (brevetto) del 1604 e l’origine della produzione meccanica dei Bigoli e altri formati di pasta
Bartolomio Veronese detto Abbondanza e la Padova dell’innovazione all’inizio del Seicento
Nota del ricercatore Paolo Caratossidis:
“Stavo conducendo una ricerca su un tema apparentemente marginale, quasi nascosto tra le pieghe della storia, un argomento poco conosciuto ma che da tempo aveva acceso in me una curiosità profonda e costante: l’origine dei Bigoli, l’iconico formato di pasta che da secoli rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della tradizione gastronomica veneta e, in modo ancora più specifico, dell’area padovana. Quella che inizialmente immaginavo come una semplice verifica storica, una conferma documentaria di una tradizione consolidata, si è progressivamente trasformata in qualcosa di molto più complesso, profondo e sorprendente. La storia che ho trovato scritta a mano su queste pagine antiche non è soltanto una risposta alle domande che mi ponevo, né una conferma di ciò che speravo di trovare: è una narrazione stratificata, articolata, ricca di implicazioni culturali, sociali, economiche e simboliche, capace di superare ogni aspettativa iniziale. Ciò che emerge da questo documento non riguarda infatti soltanto una città, seppur centrale e fondamentale come Padova, ma coinvolge un territorio molto più ampio, destinato ad allargarsi progressivamente oltre i confini locali, fino a toccare e superare i limiti geografici del Veneto, allora cuore pulsante della Repubblica di Venezia e snodo strategico di saperi, commerci, culture e innovazioni. Ci troviamo di fronte a un capitolo di storia di straordinario interesse, che racconta una piccola grande rivoluzione silenziosa, una trasformazione che non avviene nei campi di battaglia né nei palazzi del potere, ma nella dimensione quotidiana della vita delle persone, nel modo in cui si produce il cibo, nel modo in cui si organizza il lavoro, nel rapporto tra ingegno umano, tecnica e bisogni collettivi. È una storia che tocca direttamente aspetti fondamentali della nostra esistenza quotidiana, come l’alimentazione, ma che allo stesso tempo parla di progresso, di organizzazione sociale, di visione economica, di cultura materiale e di identità. È, a tutti gli effetti, un vero e proprio romanzo storico, popolato da figure che non sono semplici nomi su un documento, ma personaggi reali da comprendere, da studiare, da interpretare nel loro tempo, portatori di saperi che rischiano di andare perduti e che invece meritano di essere custoditi, raccontati e restituiti alla memoria collettiva come parte viva della nostra storia culturale e civile”.
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