Peppino di Capri, il re del twist e della melodia italiana
Il mondo della musica italiana è in lutto.
Si è spento questa mattina, sabato nella sua amata isola natale, Peppino di Capri. Il celebre cantautore e pianista, all’anagrafe Giuseppe Faiella, aveva 86 anni (ne avrebbe compiuti 87 il prossimo 27 luglio) e da tempo combatteva contro una lunga malattia. L’artista è deceduto all’interno di Villa Castiglione, la sua residenza caprese, circondato dall’affetto della sua famiglia.
Nato nel 1939 in una famiglia di musicisti, Giuseppe Faiella dimostrò sin da bambino un talento precoce al pianoforte, arrivando a esibirsi a soli quattro anni davanti ai soldati americani di stanza sull’isola durante il secondo dopoguerra.
Alla fine degli anni Cinquanta, la svolta: insieme al suo storico gruppo, I Rockers, ebbe l’intuizione che rivoluzionò il mercato discografico italiano dell’epoca. Riuscì a fondere l’anima classica e passionale della canzone napoletana con le travolgenti novità d’oltreoceano, portando il twist e il rock’n’roll nelle case degli italiani nel pieno degli anni del boom economico.
Nel 1965 fu protagonista di un evento storico per la musica dal vivo in Italia: fu l’unico artista nostrano scelto per aprire i leggendari concerti dei Beatles durante la loro tournée italiana a Milano (al Velodromo Vigorelli) e a Roma (al Cinema Adriano).
Tuttavia, il suo nome rimarrà per sempre indissolubilmente legato a capolavori immortali che hanno fatto da colonna sonora ai momenti felici di intere generazioni: brani storici come Roberta, St. Tropez Twist, Luna caprese e soprattutto Champagne. Scritta nel 1973, Champagne è diventata un inno universale ai brindisi, alle feste e alle nostalgie amorose, un pezzo di storia del costume italiano riscoperto persino dalle nuove generazioni (come dimostra la celebre collaborazione del 2015 con il rapper Guè).

