La potenza silenziosa della Parola
La Parola di Dio è un seme e il nostro cuore il terreno in cui è seminata.
Lavoriamo questo “terreno” con la preghiera e con il sacrificio, per essere buoni ascoltatori della Parola e così portare frutto.
Oggi ricorre la Domenica del Mare.
La parabola del seminatore (Vangelo) racconta di un Dio generoso che dona la sua Parola a tutti senza distinzioni, come un contadino che sparge il seme ovunque, anche dove il terreno sembra sterile. Come la pioggia e la neve (I Lettura) fecondano la terra, così la Parola di Dio ha una forza che germoglia, trasforma e rinnova. Anche se cade su terreni duri, superficiali o soffocati dalle spine, essa ha una potenza silenziosa capace di far fiorire la vita dove nessuno se l’aspetta. Gesù è la Parola che il Padre ha seminato nei solchi del mondo attraverso la predicazione della Chiesa. Essa annuncia che Dio non seleziona, ma semina con abbondanza nella speranza che ogni cuore umano possa diventare campo fertile. La conversione è sempre frutto dell’incontro tra la libertà dell’uomo e la grazia operante di Dio, che continua a innaffiare la terra del nostro cuore con la sua Parola. Ogni volta che viene accolta, anche solo da pochi, essa comincia a trasfigurare la realtà e diventa segno concreto della speranza di un mondo nuovo perché immette nella libertà della gloria dei figli di Dio (II Lettura) facendo crescere silenziosamente, ma con certezza, il Regno nella storia umana.
don Donato Allegretti
Festa della fede e della famiglia
Il dono della fede, il dono cioè di credere in Gesù e di vivere secondo i suoi insegnamenti, non è solo un motivo di ringraziamento, ma anche un vero impegno di viverla e di testimoniarla tutti i giorni della nostra vita. La fede è il frutto dell’aver incontrato e conosciuto Gesù e aver stabilito con lui un profondo rapporto personale. Come cristiani, dunque, abbiamo bisogno di riscoprire la domenica come “giorno del Signore” e celebrarla come “festa della fede e della famiglia”.
Perché la domenica? Perché è il giorno della risurrezione di Cristo e la risurrezione è ciò che dà significato a tutto ciò che noi siamo e viviamo come discepoli di Gesù. La domenica non è solo giorno di riposo, è anche il tempo ideale per riordinare i propri impegni e ridare la giusta direzione al cammino della propria vita. In altre parole, la domenica ha lo scopo di restituire alla nostra esistenza la sua dimensione spirituale. La domenica, allora, è un giorno di festa in cui si celebra Gesù risorto in mezzo a noi, è un giorno di gioia sapendo che la nostra vita terrena è un cammino verso la domenica eterna e, ancora, è un giorno di gioia da condividere con tutti i membri della propria famiglia.
Nella vita convulsa e frettolosa di oggi, la domenica ci viene data come tempo per riposarci, ma anche come tempo per pregare e curare la propria vita di relazione. “Lavoro” e “festa” sono, infatti, i due pilastri dell’esperienza di vita quotidiana di ogni famiglia. Il lavoro perché dà senso alla vita e la festa perché dà gusto e sapore alla vita stessa.
Secondo la concezione cristiana della vita, il tempo della festa non è solo tempo libero, ma è anche il tempo della comunità e della gratuità. Il riposo non deve servire solo per recuperare le forze fisiche, ma ha pure l’intento di rafforzare la dimensione umana in famiglia e nel rapporto con gli altri.
Celebrando la domenica, i cristiani sono chiamati a liberarsi dall’idolatria del denaro, del possesso e dei beni di questo mondo per crescere nella solidarietà e nella condivisione. I cristiani, infatti, non sono soltanto quelli che vanno a Messa la domenica. Sarebbe riduttivo. Dobbiamo riconoscerlo, occorre anche il coraggio di leggere e istruirci nelle cose che riguardano la nostra fede. Ci manca il coraggio di andare in libreria con lo stesso slancio con cui andiamo dal parrucchiere, al cinema, al mercato ecc..
Dal libro: Vito Morelli, Gesù. Lo conosci davvero?, Sanpino 2025

