Speciale Elezioni 2022 – Intervista a Mariza Bafile del Partito Democratico
Elezioni sempre più imminenti con i candidati impegnatissimi nella presentazione dei loro programmi. Di priorità da attuare nel nostro Paese, di italiani nel mondo e loro tutele, di eccellenze di casa nostra espatriate nel segno dell’orgoglio italiano e di altro ne abbiamo parlato con Mariza Bafile candidata alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Europa. Nata in Venezuela, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, attualmente vive a Madrid. Dal 2006 al 2008 Mariza Bafile è già stata deputata per la circoscrizione America Meridionale.
- Quali le priorità e le politiche da attuare nel breve e nel medio termine in Italia?
“In Italia esistono problematiche nell’ambito economico-sociale che vanno affrontate immediatamente soprattutto nella sfera famigliare. Le donne devono essere sostenute nella cura della famiglia affinché possano essere in grado di lavorare anche fuori dalle mura domestiche. Anche i giovani devono essere aiutati perché un gran numero dei nostri ragazzi da troppo tempo sta lasciando il nostro Paese per stabilirsi in altre nazioni sia europee che extraeuropee perché in Italia sono consapevoli di non avere futuro. Ancora di più in momento delicatissimo come questo che stiamo vivendo a causa di pandemia, guerra e crisi energetica. Quindi tutti i Paesi europei dovrebbero cercare di trovare un accordo unitario per individuare delle misure efficaci che contrastino i danni sia umani, sia sociali ed economici che stanno subendo tutti i cittadini europei. È necessario che l’Italia trovi una stabilità politica ed economica per ricostruire e restituire la fiducia nel futuro che i giovani hanno perduto. Non dimentichiamo anche tutte le problematiche legate alla disparità di genere che vanno affrontate con delle misure efficaci che aiutino le donne nel loro gravoso compito di cura, tirare su dei figli, occuparsi magari di genitori anziani, è a tutti gli effetti un vero e proprio lavoro anche molto impegnativo che meriterebbe una giusta retribuzione e anche una pensione. Sempre in tema di donne, dobbiamo anche porre fine ai continui femminicidi e violenze domestiche mettendo in atto delle politiche che diano risposte strutturate ed immediate. Alle denunce devono seguire immediatamente dei provvedimenti sennò, come da cronaca di fatti molto recenti, troppe donne sono state uccise nonostante avessero denunciato i loro persecutori alle forze dell’Ordine”.
- Italia, Unione Europea e resto del mondo: dove colloca l’Italia nell’attuale contesto geopolitico e quali le politiche da sostenere per la nostra tutela di cittadini italiani?
“Io sono profondamente europeista e il posto dell’Italia deve essere all’interno dell’Europa. Abbiamo visto quanto sia importante un’Europa unita nei momenti di emergenza come la pandemia e la guerra, e quindi dobbiamo lavorare affinché l’Europa sia ancora più unita a livello fiscale, di difesa militare e di politica estera. Importantissimo sarà anche modificare i Trattati perché non è più possibile che sia permesso ad un solo Paese di porre veti, di bloccare misure che sono estremamente importanti per gli altri Paesi. E necessario quindi restare all’interno dell’Europa lavorando al suo rafforzamento, valorizzando la democrazia, la pace, l’eguaglianza dei diritti delle donne e della comunità LGBTQIA+”
- Gli italiani si sono sempre distinti nel mondo per la loro eccellenza e per aver arricchito anche culturalmente il Paese ospitante. Espatriati nostro orgoglio?
“Io che ho vissuto sia come figlia di emigranti oltreoceano sia attualmente come emigrante in Europa posso dire con cognizione di causa che sì, gli italiani all’estero quando sono stati accettati e sono riusciti a trasformarsi da sole “braccia” in “cervelli” sono stati un grande arricchimento per i Paesi che li hanno accolti. Perché gli italiani hanno lavorato sempre tantissimo e il loro contributo a tutti livelli nella società, dal più umile al più prestigioso è stato ed è fondamentale. Il loro lavoro si è contraddistinto per creatività, serietà, onestà e gli emigranti italiani sono molto più apprezzati nei Paesi in cui si sono trasferiti piuttosto che in Italia. Questo taglio lineare ai parlamentari italiani all’estero ci pone in una condizione di grave e ingiusto svantaggio e ha dimostrato lo scarso interesse da parte del Governo italiano verso le nostre comunità. È grave perché, al di là delle belle parole sarebbe ora che in Italia, a tutti i livelli, si capisse che il nostro apporto potrebbe diventare un valore aggiunto notevole. Il nostro paese è l’unico al mondo che ha così tanti cittadini fuori dai propri confini, cittadini che potrebbero creare un “ponte” non solo economico ma anche umano che aiuterebbe a ridimensionare le paure verso il “diverso” e a far capire che la conoscenza e lo scambio di culture e informazioni con altri “mondi” porterebbe un arricchimento enorme per l’Italia”.
- Quali sono le azioni che il suo partito vorrà fin da subito mettere in atto per una maggiore tutela degli italiani all’estero?
“Le azioni che il nostro partito affronterà subito riguarderanno le questioni burocratiche, i servizi consolari devono essere implementati assolutamente, non è possibile aspettare mesi per ottenere il rinnovo di un passaporto e di tutte le pratiche che devono facilitare la mobilità. Bisogna anche snellire la burocrazia dell’Aire, della sanità. I nostri giovani devono trasferirsi non per necessità bensì per accrescimento culturale, di studio e professionalità ma poi devono avere la possibilità di tornare facilmente nel proprio Paese con la certezza di raggiungere ed ottenere lo stesso trattamento retributivo e soddisfazione professionale. E questo deve valere sia per i ragazzi che per le ragazze che attualmente rappresentano il 50% dei nuovi emigranti. Le giovani donne devono sentire che in Italia i loro diritti sono rispettati e che possono conseguire posizioni professionali adeguate alle loro competenze senza trovare sulla loro strada tutti gli ostacoli che ancora oggi incontrano. Senza che tutto il lavoro di cura ricada sempre e solo sulle loro spalle, saranno quindi necessari più asili nido come, per esempio, è già stato richiesto dallo stesso PNRR affinché le donne possano inserirsi nel mercato del lavoro senza troppe difficoltà”.

