Una boccata d’aria a Macugnaga
Macugnaga (Macügnàga nel dialetto ossolano, Makanà in titsch, la locale lingua walser) è un comune italiano sparso (consistente in una decina di nuclei abitati distinti, dei quali Staffa è la sede municipale) di 512 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, situato ai piedi della maestosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi, nel versante piemontese del massiccio. Il suo territorio raggiunge il punto più alto con il picco della Grenzgipfel (4618 m), risultando il comune con la maggiore altitudine dell’intera regione.
Posto al limite estremo della Valle Anzasca, una delle sette valli della Val d’Ossola, ai piedi del versante est del Monte Rosa e della sua famosa parete Est, il territorio comunale si estende dai 946 ai 4.634 metri s.l.m. della Punta Doufur.
Il territorio è solcato da numerosi corsi d’acqua tra cui i torrenti Horlovono, Pedriola, Tambach, Testa / Tieschtbach, Quarazza / Kratz e rio Val Rossa, tutti tributari del torrente Anza / Vischpu. Quest’ultimo nasce dalla fusione del ghiacciaio del Belvedere, lambisce l’alpe Burky e quasi tutte le frazioni del paese: Pecetto, Opaco, Ripa, Staffa, Ronco, Testa, Isella, Borca, Fornarelli e Pestarena. Uscito da Macugnaga solca interamente la Valle Anzasca, sino a confluire nel Toce.
A Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, che si origina dal torrente omonimo e da numerosi affluenti minori (torrente Quarazzola, cascata della Pissa, ecc.). Importante è anche il lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato a oltre 2.300 metri s.l.m., originato dalla fusione del ghiacciaio omonimo, la cui lingua glaciale termina in corrispondenza del lago.
Il lago Smeraldo è, invece, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi al passo del Monte Moro, come altri laghetti alpini minori (Ligher in Quarazza). Sopra l’abitato di Opaco, nei pressi dell’antico nucleo abitato del “Buord”, sorge la depressione del lago Secco / Siewii. Il bacino, asciutto per buona parte dell’anno, si riempie soltanto nei periodi di fusione delle nevi e di piogge intense e comunque raramente.
Il primo insediamento stabile di coloni è avvenuto nella seconda metà del XIII secolo ad opera di una popolazione proveniente dall’elvetica valle di Saas: i Walser, contrazione di Walliser, stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, oltre che a Formazza / Pomatt, Salecchio / Saley, Àgaro / Agher, Ausone / Opso (località ora di Premia), Ornavasso / Urnavasch e Migiandone / Dorf. Una volta valicato il passo del Monte Moro / Saaserberg questa popolazione avrebbe trovato nell’ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l’agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l’architettura e la lingua, un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica medievale.
Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi e il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di sasso locale, dette anche “piode”, o più raramente di scandole di larice: come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta “Òòfe”, in genere riportante la data di costruzione dell’abitazione, le più antiche delle quali del XVI secolo. Uno splendido esempio di questa architettura è il Museo “Alts Walserhuus van zer Burfuggu” che si trova nella frazione Borca.
Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga seguì parzialmente le vicende dell’Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne seguì il destino con le dominazioni spagnola e austriaca. Nel 1743 con il trattato di Worms l’Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza e inserita nel Mandamento di Vogogna poi soppresso nel 1818 e passando al nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell’Ossola. Con la nascita del Regno d’Italia la Provincia dell’Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Come la vicina Alagna Valsesia, posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con la sua prominenza di 2.600 metri e una larghezza di circa tre chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l’unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane. La parete è stata frequentata da alcuni tra i più grandi scalatori di tutti i tempi come Matthias Zurbriggen, Julius Kugy, Lucien Devies, Jacques Lagarde, Alessandro Gogna, Ettore Zapparoli, Hermann Buhl, Kurt Diemberger, Patrick Gabarrou e Silvio Mondinelli.
Accanto alle grandi imprese che hanno contraddistinto la storia della località anche innumerevoli tragedie: nel cimitero della Chiesa Vecchia, la sezione dedicata agli alpinisti caduti sul Monte Rosa è particolarmente impressionante.
A Staffa, il Museo della Montagna istituito nel 1972, testimonia attraverso un percorso documentato, l’importanza delle pagine di storia alpinistica scritte sulle cime di questa valle. Molte delle più grandi imprese (ma anche delle più grandi tragedie) si sono svolte sulla famosa parete est. Tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto alla grande parete, dimenticando altre cime come la Tre Amici 3.727 metri s.l.m. o la Cima di Jazzi 3.804 metri s.l.m., sulle quali si sono svolte imprese altrettanto epiche.
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