Ruggero Marino e Cristoforo Colombo (seconda parte)
Lunedì scorso, 21 novembre, ho pubblicato la prima parte della bella intervista che ho avuto il piacere di fare al noto giornalista e scrittore Dott. Ruggero Marino, esperto di Cristoforo Colombo, con i suoi trent’anni di studi.
Riporto la seconda parte.
> Tutto nella vita di Colombo sembra congegnato “artificialmente”, preparato. Dal suo nome e cognome che non sembrano reali, ai giorni impiegati per la spedizione, a molti altri particolari. Persino il nome America non sembra casuale. Un progetto studiato da chi e da quando?
Esatto: l’identikit perfetto di Colombo è quando scrive nel “Libro delle profezie”, purtroppo quasi sempre ignorato, che “Lo Spirito Santo è presente in cristiani, musulmani ed ebrei e di qualunque altra setta”. Concetto che si ritrova nella sua misterica firma, laddove la X la M e la Y maiuscole, seguite da Xpo Ferens, dovrebbe significare (anche qua le interpretazioni debbono essere quaterne) a Cristo, Maometto, Yahweh e sotto il Portatore di Cristo. Un uomo vitruviano, universale. Parte con tre caravelle, il 3 di agosto: sempre la Trinità e invocando la Trinità. La sua nave è la Santa Maria. L’Atlantico, per alcuni, è come un manto di Madonna in alcuni dipinti del tempo. La Santa Maria farà naufragio proprio nel giorno di Natale del 1492. Una trentina di uomini dovranno restare a terra. Come la nascita del nuovo Adamo nel Mondo Nuovo. Il navigatore dice di avere impiegato per superare l’oceano 40 giorni, un numero fatidico, come Mosè sulla montagna e Gesù nel deserto, come il diluvio universale e l’arca di Noè. Il suo sembra un nome d’arte. Cristoforo uguale Cristo Ferens, Colombo come la colomba dello Spirito Santo, che dovrebbe unire le tre grandi religioni del libro. Un nome che ne segna il destino, come scrive il figlio Fernando. Colombo al Nord è come Esposito al Sud, figlio di padre ignoto. Innocenzo VIII oltre ai due figli riconosciuti ne aveva anche molti illegittimi. I ritratti dei due hanno somiglianze inquietanti. C’è qualcosa di mistico e di profetico nella vita e nelle azioni di Colombo. In effetti è l’incarnazione di San Cristoforo, il gigante che traghetta Gesù Bambino al di là delle acque. Non a caso Las Casas scrive che “Colombo andava a fondare una Chiesa Nuova”. L’Ammiraglio si prepara e viene preparato come avverrebbe oggi per un astronauta. Il nome America credo che sia l’ennesima impostura a danno di Colombo per spossessarlo di tutto quanto gli era dovuto. Amerigo in realtà si chiamava Alberico. Sono almeno 10 le possibilità che il nome America derivi da altri nomi. Mentre ho seri dubbi e cerco dimostrarlo nell’ultimo libro che la mappa di Martin Waldseemuller possa essere un falso costruito dopo il 1507.
> Lei parla anche dei cinesi e delle loro esplorazioni.
I cinesi, a mio parere, avevano da tempo già instaurato relazioni con l’America. Si dice addirittura fin da prima di Cristo. In Perù ci sono circa 70 toponimi identici ad altrettante località cinesi. E poi c’è la descrizione del famoso Cipango nel “Milione” di Marco Polo. Si dice fosse il Giappone, che non era ancora stato scoperto dall’Occidente. I cinesi hanno tentato di sbarcarvi, ma non ci sono mai riusciti. Invece Marco Polo racconta di una grandissima flotta che fa naufragio nel tentativo di conquistare il Cipango. Alcune migliaia di soldati comunque riuscirono a raggiungere la terra. Una terra distante un anno per andare ed un anno per tornare quando il Giappone è a un tiro di schioppo dalle coste cinesi. Ma soprattutto, oltre ad altri particolari come la ricchezza di oro, perle e pietre preziose, si dice che nel Cipango quando si facevano dei prigionieri questi finivano per essere mangiati. Costumi dei cannibali amerindi non certo dei raffinati samurai. La desinenza in ango in Giappone non si trova, il Centroamerica ne è piena. Vicino Città del Messico c’è addirittura un Xipangu. Evidente che anche Marco Polo, come il contemporaneo Dante, aveva avuto una nozione dell’esistenza dell’America al di là del Pacifico. Non a caso c’è una sua carta “Map with ship” dove si può scorgere già una parte del nuovo continente. E c’è un’edizione de “Il Milione”, di molto precedente alla “scoperta”, dove in margine c’è la parola Nuovo Mondo.
> Oggi Colombo è diventato oggetto delle campagne estremiste del “politicamente corretto” e della “Cancel culture”. Le sue statue vengono abbattute e il “Columbus day cancellato”. Purtroppo è diventato un personaggio altamente impopolare in America grazie a un ulteriore travisamento della storia. Considera la situazione irrecuperabile?
Spero proprio di no. La campagna contro Colombo in particolare è frutto di una strategia fanatica e ignorante, che fa parte di un movimento anticristiano ed antioccidentale. Di un politicamente scorretto ed idiota. Purtroppo ogni giorno di più ci accorgiamo di vivere in una società che sta ribaltando valori e verità. La storia di Colombo che ci insegnano è una barzelletta d’antiquariato. Ne sono responsabili gli accademici, orbi per secoli, come soprattutto la Chiesa, che non muove un dito per difendere un Colombo, che è ancora oggi catalogato come “servo di Dio” e che due papi, Pio IX e Leone XIII, come già accennato, hanno cercato di fare santo. La storia del navigatore è un vaso di Pandora nel quale si celano anche particolari fondamentali, che coinvolgono la fede e la religione cristiana. Di qui il silenzio omertoso di una Roma papalina, che sapeva, ma ha tenuto nascosta per secoli l’esistenza di un quarto mondo, che rompeva la sacralità trinitaria di un orbe composto solo da Europa, Africa ed Asia? Trovo vergognoso che un pontefice di nome Francesco venuto “dalla fine del mondo” non spenda una parola per un uomo che morì con il saio francescano e che andò a piantare la croce per ben quattro volte, rischiando la vita, “alla fine del mondo”, in un continente che alcune antiche mappe definiscono “Terra Francisca”.
Grazie Dott. Marino con queste sue ultime affermazioni si potrebbe aprire forse un’altra storia e il mio invito di poterla avere ancora qui sulle pagine di Italian’s News e invito tutti i lettori a seguirci in occasione della terza edizione del COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD (maggio 2023) e a tenersi aggiornati tramite la pagina https://www.facebook.com/ColumbusInternationalAward e il sito www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com.
(nella foto la ricostruzione grafica del Dott. Ruggero Marino: la firma di Cristoforo Colombo, all’interno del triangolo, inserito nel cerchio (a rappresentare il cielo) e nel quadrato (a rappresentare la terra) con la ricostruzione grafica con il cerchio (il cielo) e il quadrato (la terra).

