La creatività secondo Pawel
Parlando di creatività…
Lo facciamo con Pawel Rosinski, artista poliedrico: pittore, video maker e grafico.
Negli anni ha saputo farsi notare per la spontaneità artistica che lo contraddistingue. Vari sono i campi si è spinto e nei quali si sperimentato, il fine ultimo e sempre quello di portare un messaggio, il personale suo messaggio.
Cos’è per lei la creatività?
-Fallito, l’esaurimento, per equivalenza di questo stato affettivo. Risorge una immagine riflessa, la continua produttività, effetto di una fantasia, caparbio lavoro per stimolare sé stesso e non solo. Una rappresentazione surreale dei valori universali che danno vita a tutti i progetti culturali all’interno dell’iniziativa Occhio ArtDistico.
Il suo processo creativo nasce da esperienze negative o positive?
-Lo stato positivo e negativo è spesso soggettivo, in base alle competenze personali. Senz’altro entrambi possono scatenare gli impulsi della produzione creativa, che però richiede l’ordine base come necessario. Quindi il processo creativo ha l’inizio e la fine. Data l’opera in atto, le cose più interessanti hanno l’origine nella sofferenza, questo perché essa colpisce il cuore mobilizzando tutti gli strumenti artistici a disposizione ad un ulteriore sforzo per ottenere migliori risultati e soddisfazioni. Essere o non essere, essere solo e solo si può emergere, ballando libero sulla pista in centro.
Quali sono i fattori che la possono influenzare maggiormente?
-Umanità in generale ma comportamento delle persone in particolare. Dato di fatto che l’ispirazione e influenza deriva dall’egoismo e volontà di possedere che caratterizza tutti noi, molte volte condizionata senza ulteriore alternativa. Quindi evito di essere relativamente libero e rimanendo solo si può risplendere, ballando senza catene sulla pista in centro. Mentre dentro la timidezza vela le parole, paure, apprensioni ma arde il fuoco delle creazioni.
Quali sono i campi nei quali si sente di esprimere di più il suo lato artico e perché?
-I video, quindi il montaggio della musica, riprese video, registrazioni nel laboratorio e montaggio delle foto. E’ molto semplice, i video sono più complessi, richiedono maggior impegno, lavoro, quindi maggior soddisfazione.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Mantenere l’ordine in tutto il processo di creatività. Il progetto culturale Occhio ArtDistico, di cui sono promotore, offre impegno a 360 gradi. Vorrei concentrarmi in particolare per la produzione della rivista culturale promuovendo gli artisti del territorio e non. Inoltre l’iniziativa “Quando l’artista è anonimo” all’interno della Rassegna artistica Armonie d’Arte Padova, avrà la sua seconda puntata. Magari ancora in questo anno verrà proposto un evento culturale coadiuvato da una conferenza. Ripeto che non mancano le iniziative e possibilità, si improvvisa con i progetti futuri in base all’ordine del giorno.

