Quando la sei corde diviene magia
Intervista al Maestro Hernán Navarro chitarrista classico, nato in Argentina e spagnolo d’adozione.
Sono molti i campi in cui egli si prodiga, oltre a suonare la sei corde in diversi generi e un compositore arrangiatore, etc.
Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare alcuni passi della sua carriera, iniziando da una onorificenza davvero importante, quindi dalla Spagna all’Italia.
– Buongiorno Maestro, ci parli del suo “Doctor Honoris Causa Guitarra” presso l’Università di Perugia.
Buongiorno e grazie mille per il suo interesse. È un onore per me ricevere questa importante onorificenza da un’Università così importante e storica. Tutta la mia vita lo è dedicata alla musica e in particolare alla chitarra in ambiti diversi come esecutore, compositore, arrangiatore e trascrittore.
– Un riconoscimento davvero importante, come sta vivendo questo momento?
Sono molto felice, devo essere onesto, e questo premio arriva in un momento molto importante della mia carriera. La vita dell’artista non è sempre facile, quindi si deve lavorare molto duramente e non sempre si ottiene il riconoscimento che vorremmo.
– Questa onorificenza segna un punto di arrivo o di transito nella sua carriera?
Non certo di arrivo, questo è un qualcosa per motivarmi a lavorare di più e continuare a cercare di ottenere un livello sempre più alto possibile come musicista.
– Che significato ha l’aver ricevuto l’onorificenza in Italia, definita patria europea delle arti e della musica?
È un momento glorioso, avere questa onorificenza da un’università italiana. L’Italia è davvero il massimo per me. Il paese più importante in Europa per l’arte, e mi diverto molto a suonare lì perché la gente apprezza molto buona musica e cultura, inoltre ho un legame davvero speciale con l’Italia, una parte della mia famiglia viene da lì. Il mio bisnonno e la mia bisnonna erano di Vicenza, che è la città con il teatro più antico di tutta Europa (davvero incredibile!).
– Per lei l’Italia non è una novità, ha avuto diverse tournée nel Bel Paese, ci racconti della sua esperienza e come vede il nostro Paese?
Esatto, ho suonato diverse volte in Italia con il grande soprano polacco Dominika Zamara, poi ho suonato due volte al Festival Internazionale della Chitarra di Solarino in Sicilia con la mia Jazz band. Un Festival organizzato da Fabio Barbagallo, ottimo chitarrista e brava persona. È sempre bello suonare in Italia e ho tanti bei ricordi. Ogni volta è diverso e non vedo l’ora di tornare a esibirmi.
– Lei è un eccellente chitarrista, quanto hanno pesato gli anni di studio nel suo sviluppo?
Continuo a studiare tutti i giorni. In passato suonavo dalle 6 alle 8 ore al giorno (come un normale lavoro). Ora cerco di dividere tutte quelle ore tra diverse aree del mio lavoro come la composizione, arrangiamento, edizione, trascrizione, etc., e cerco anche di suonare il più possibile per mantenermi in forma.
– Mi viene a mente citazione filosofica: Lo Zen e la Chitarra. Quale è il suo rapporto con lo strumento?
Per molti anni ho praticato Tai Chi Chuan e Tae Kwon Do (sono cintura nera in quest’ultima disciplina). Questo mi ha portato a leggere e imparare di più sulla filosofia orientale, principalmente su tutto ciò che è legato alla meditazione e all’autocontrollo. Ho registrato “Zen”, un CD basato sulla musica tradizionale asiatica che ho arrangiato sia per una che per due chitarre e percussioni. Questo CD è disponibile su Spotify, Amazon Musica, Youtube e alcune altre piattaforme. Spero che piaccia ai chitarristi e agli amanti della cultura asiatica!
– Classica, Flamenco ma anche Jazz, come fa a spaziare i vari generi?
Sono davvero una persona molto curiosa. Cerco sempre di imparare cose nuove ogni giorno e nuovi tipi di musica. Grazie a Dio, posso muovermi facilmente tra i diversi generi come la classica, il flamenco e il jazz. Per me ci sono due tipi di musica: buona e cattiva. Nella mia mente non ci sono categorie per la musica. Io posso apprezzare una buona aria d’opera o un assolo jazz. È un arricchimento accostarsi generi diversi. E bello quando musicisti di questi generi apprezzano le mie composizioni.
– Parlando d’altro, lei e autore di diverse edizioni come arrangiatore e compositore, ci dica qualcosa a riguardo?
Ho pubblicato dodici libri sulla chitarra in Spagna. Ho la mia antologia composta da quattro libri (come arrangiatore e compositore) per studenti e insegnanti di chitarra. Un paio di anni fa ho iniziato a lavorare per un editoriale di flamenco che trascrive il lavoro di Paco de Lucía e altri chitarristi di flamenco.
– Per quanto riguarda la discografia?
Ho pubblicato tre CD (diversi tra loro): “Kithara”, “Zen” e “Déjà Vu!”. Ora sto registrando il quarto con il mio progetto Gypsy Jazz.
– I suoi progetti futuri?
Sono in anno sabbatico. Dedicherò il mio tempo solo alla musica e non lavorerò come professore. Terminerò diversi progetti come il mio CD Gypsy Jazz, un nuovo libro di trascrizioni di Paco de Lucía, e inoltre sto lavorando a diverse composizioni per orchestra tra cui una “Missa Brevis” per soprano e orchestra. Come può vedere, non mi annoio!

