La propedeutica secondo il Maestro Giupponi
Una domanda che mi ha accompagnato per un lungo periodo, durante gli anni scolastici è: l’insegnamento, che valore deve avere e come lo deve trasmettere?
Una risposta al mio interrogativo è la figura del docente, tra le altre cose la prima figura autoritaria, dopo i genitori con la quale veniamo in contatto. Ma rimane il fatto dei valori, importantissimo per lo sviluppo psicologico.
Ne parliamo con il Maestro Donato Giupponi, organista, pianista e docente. Molto attivo nei concerti, sia di musica sacra che musica da camera, come solista e accompagnatore.
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Maestro secondo la sua visione, come un insegnante dovrebbe porsi a un allievo?
– Rispondo volentieri, dopo un’esperienza ormai ultra trentennale. Insegnare oggi, mette di fronte ad alcune dinamiche obbligate. La scuola è cambiata tantissimo, direi completamente negli ultimi dieci anni, ma la realtà va più velocemente e questo è un fatto… Gli studenti hanno un vissuto esperienziale e aspettative lontanissime dalle richieste programmate e questo porta a incomunicabilità, apatia e scarsa motivazione. Mezzi e materiali utilizzati, fra tradizionale e tecnologico che avanza inesorabilmente, attendono equilibrio e indicazioni precise, circa quantità, qualità e modalità. Pensiamo anche solo alla questione del telefonino, quale utilizzo, se proibirlo, se ritirarlo, se lasciarlo limitatamente all’intervallo, per poi verificare giornalmente che la maggior parte delle sollecitazioni durante le lezioni sono degli stessi genitori, oppure che parecchia attività didattica ne prevede un massiccio utilizzo (social, piattaforme, registro elettronico, più varie on-line), come facilmente dimostrabile dalle stesse versioni digitali di tanti testi scolastici.

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Ci sono elementi, al difuori della propria materia alla quale un insegnante può spingersi?
– Concretamente: la scuola è zeppa di teoria, di astratto che non porta da nessuna parte e che a sottolinearlo sia io docente di musica, la disciplina per sua natura più astratta di tutte fa un po’ specie… Infatti raccomando di continuo ai miei ragazzi che proprio per questo, fare musica, richiede maggior attenzione del solito alla concretezza, al fare, all’azione… Il nocciolo della questione è questo, senza trascurare che lo studente ha una sua conoscenza da cui partire e che non potrà essere completamente trascurata. Se voglio portare il ragazzo verso Mozart, ovviamente partirò dal suo mondo, che molto probabilmente sarà pieno di pop, hit attuali, o gli ultimi Single su Spotify!…ecco, ci vuole coraggio ad andare “verso”, non “contro” il ragazzo, ovviamente per raggiungere un senso critico adeguato, nei tempi necessari, che altrettanto spesso non coincidono con le tempistiche scolastiche, ma anche in questo caso, fra restare con le mani in mano a lamentarsi, o agire sempre e fare tutto il possibile, io scelgo sempre la seconda chance…
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Nel suo pensiero come dovrebbe essere il rapporto tra docenti e allievi?
– Trovo che l’interesse sia il motore di tutto, la curiosità è la scintilla scatenante! Se un docente riesce a far scattare questa molla, lo studente diventa inarrestabile e nelle discipline musicali non è così raro appassionare giovani pieni di talento. I problemi nascono quando i due ingredienti principali – talento e interesse – non vanno d’accordo. Quante volte ho incontrato ragazzi che non desideravano altro che saper suonare, ma il talento era talmente scarso da consigliare loro di cambiare strada in fretta e ancora, quanti giovanissimi musicisti dotatissimi, che invece di applicarsi, scambiavano la lezione di musica per un ritrovo dove riposare senza fatica alcuna. Un vecchio adagio parla chiaro (Un musicista è fatto di 10 parti: 1 di talento e 9 di duro lavoro!), direi che non lascia nessun dubbio.. Per arrivare alla domanda, il rapporto deve essere franco: chi non possiede talenti, o chi non sia disposto a investire, non andrà lontano. Un docente deve prendere posizione, per rispetto dei propri allievi!
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Nei ricambi generazionali abbiamo assistito un cambio dell’approccio allievo docente.
– Sì, dal celeberrimo “bastone e disciplina” della scuola che fu, siamo arrivati al buonismo attuale. È evidente che non c’è meritocrazia, che le scuole siano ormai diplomifici, dove ogni anno il 98% dei candidati viene promosso. Assistiamo a una crisi culturale senza precedenti, eppure si lavora forte nella scuola attuale e se da un lato la dispersione scolastica è ancora troppo alta, dall’altro vi sono parecchi gli allievi che si difendono benone e non solo in patria, quando, volenti o nolenti, decidessero di andare all’estero. Si lavora in modo totalmente diverso, non più così insistentemente sui contenuti, ma per competenze e considerando che le richieste sono nettamente diverse rispetto a qualche anno addietro, pur non essendo così d’accordo, trovo impossibile un approccio di tipo “tradizionale” considerando che i programmi richiesti sono in poco tempo quadruplicati! Oggi il docente è sempre più un tutor che una figura che trasmette cultura, è una guida, un indicatore, una figura responsabile che ti orienta verso le prossime pianificate.
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Ora parliamo del Maestro Giupponi, organista, pianista, ci parli un po della della sua intensa attività musicale?
– Mi definisco un “missionario” a scuola, perché è diventato davvero così il nostro lavoro, una vera mission, una professione che rimane bellissima, unica e sempre nuova! Mi sento spesso come un adulto che salva un ragazzino dall’incapacità di giudizio, dal terribile baratro dell’uniformarsi, dall’incapacità di forgiare un carattere e una personalità autentiche. Tutto questo è educare in generale e fare musica in particolare. Fuori dalla scuola viceversa, mi sento più un “invasato”, perché in definitiva passano gli anni, ma non mi sono mai buttato in una singola attività trascurando altre, ma da sempre porto avanti parallelamente sia il ruolo di direttore di coro, che di pianista, didatta, compositore e organista. Infatti non sono mai fermo!
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Quali sono i suoi progetti per il futuro?
– Ogni anno confermo in blocco progetti passati, ne lancio di nuovi, rivedo percorsi che non mi hanno del tutto soddisfatto, ma che desidero portare avanti ancora. Ad esempio il Vokal-Total Ensemble, un gruppo corale – extra-curricolare scolastico di una 40ina di partecipanti davvero unico, considerato che partecipano sia alunni che docenti dell’Istituto. Nuovissimo il mio recital organistico denominato “fra letteratura e colonne sonore”, che mi ha recentemente portato un po’ in giro per l’Italia (Trento, Lecco, Salerno, Imperia, Pordenone, ecc.), all’estero (Belgio, Francia, Germania, Finlandia, Norvegia, ecc.). Interamente riveduta l’impaginazione del mio duo cameristico violino/organo, che prevede l’adattamento delle 4 Stagioni di Antonio Vivaldi, inframezzate da soli organistici bachiani. Prossimamente sarò in Polonia, a Roma e Mortara, in svariate formazioni cameristiche.Tutto entro fine anno, poi si ricomincia.
Per approfondire: https://www.donatogiupponi.it

