Intervista a Katia Svizzero
Cantante, conduttrice televisiva ed una delle “mitiche” Signorine Buonasera dal 1988 al 2003, iniziando in Rai e aggiungendosi al gruppo storico della sede di Roma (Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti, Anna Maria Gambineri, Maria Giovanna Elmi, Paola Perissi, Gertrud Mair, Marina Morgan, Beatrice Cori, Peppi Franzelin, Maria Rita Viaggi, Ilaria Moscato, Valeria Perilli, Tiziana Amico, Paola Mari ed Alessandra Canale).
Dal 2004 al 2007 ha fatto parte del cast di Cominciamo bene – Prima, accanto a Pino Strabioli, mentre nella stagione 2009-2010 ha condotto Mamme in blog.
Avrebbe tanto da raccontare; artista fin da bambina. Ma è molto riservata. Ci ha comunque svelato un pò del suo vissuto. Scopriamolo.
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Grazie Katia per avermi concesso quest’intervista. Sua madre una modella; si sente un pò figlia d’arte? Ovvero come è iniziata la sua vita da artista?
Ho iniziato il mio percorso “artistico” a sei anni mentre accompagnavo la mia mamma per girare uno spot pubblicitario. Le chiesero se potevano farmi un provino per interpretare “Alice nel paese delle meraviglie”, per pubblicizzare un famoso budino: il mio grande entusiasmo e passione per i dolci mi fecero vincere la selezione.

Quello fu il primo di tanti caroselli pubblicitari.
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La prima apparizione TV in RAI a soli 6 anni, appunto, in un simpatico Carosello. Poi a 13 in un programma di Cabaret. Ha esordito proprio bambina. Cosa ricorda?
Avevo sei anni e ricordo che quando andavo a scuola tutti mi riconoscevano perché allora c’erano solo Rai 1 e Rai 2 che trasmettevano solo la sera, iniziando con i caroselli, i tg e qualche programma settimanale. Quindi chi appariva in Tv tutta l’Italia lo vedeva. A 13 anni partecipai ad un programma Rai dal titolo “Foto di gruppo con un signore”, con Gianfranco Funari e altri cabarettisti per la regia di Carla Ragionieri.
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“L’ape Maia” sigla dell’omonimo cartone animato è stata amatissima da milioni di bambini e adolescenti. Per lei un successo come cantante grazie anche a questa storica sigla?
Iniziai la carriera di cantante, dopo il 1976, e la Fonit Cetra (casa discografica della Rai) mi chiese di interpretare la sigla dell’Apemaia. Avevo vent’anni. Quella meravigliosa canzoncina ancora oggi, a distanza di 45 anni, mi da tante soddisfazioni. Mi chiamano spesso per cantarla e tutti la ricordano. Incisi 4 sigle dell’Apemaia: l’Apemaia, l’Apemaia va, l’Apemaia in concerto e Flip.
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Poi l’attività di attrice in alcuni telefilm diretti dal grande regista Vito Molinari, Vince Award 2024 alla Carriera, che l’ha voluta anche in alcuni programmi musicali e scomparso purtroppo recentissimamente. I primi passi come attrice?
Giovanissima, interpretai alcuni ruoli negli sceneggiati: Manon Lescaut di Sandro Bolchi, il Paganini di Dante Guardamagna, il Superspia di Eros Macchi. Si, nel 1976 fui scelta da Vito Molinari, (divenne poi un amico, che ho continuato a sentire sempre, negli anni; sono molto dispiaciuta per la sua scomparsa. Lo ricorderemo sempre). Vito mi scelse per il ruolo da protagonista della sua commedia musicale Una Bella Domenica A Gavirago al Lambro, dove oltre a recitare cantavo. Da lì a poco iniziai la carriera di cantante.
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Ha cantato anche per un programma con la D’Urso giusto?
Si, la canzone “Con semplicità'” che divenne la sigla Tv del programma” Fresco Fresco” su Rai due condotto proprio da Barbara D’Urso.
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Una collaborazione che ricorda particolarmente?
Avevo creato un trio di annunciatrici, io la Peppi Franzelin e Ilaria Moscato e invitavo i telespettatori a seguire i programmi Rai descrivendo le trasmissioni del momento più famose.
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Uno dei suoi ultimi lavori?
L’ultima sigla che ho scritto e anche interpretato per la Rai, mentre facevo l’annunciatrice, è stata TELECOMANDACI! Divenne la sigla di Marzullo del programma La Rai Che Vedrai.
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È stato bello Katia che lei abbia condiviso alcuni suoi ricordi artistici in questa intervista. Per tutti un tuffo piacevole nel passato.

