Colombo, papi e cristianesimo
di Ruggero Marino
Tra poche righe una stupenda immagine della parte superiore del monumento funebre di Innocenzo VIII, che si trova nella Basilica di San Pietro.
La foto è stata concessa, in via del tutto “eccezionale”, dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, che sentitamente ringraziamoù. Eccezionale è l’aggettivo più ricorrente nella richiesta del Cardinale francese Donnet, che redasse la postulazione per introdurre la causa di beatificazione di Cristoforo Colombo. Nella statua di Antonio Pollaiolo il pontefice, che fu il vero “sponsor” del viaggio di Colombo, con la destra è in atto benedicente, mentre con la sinistra stringe la lancia di Longino, il soldato romano, che trafisse il costato di Gesù Cristo sulla croce per accelerarne la morte. L’alabarda è stata inseguita da alcuni dei più grandi protagonisti della storia, da Carlo Magno ad Hitler, perché darebbe a chi la possiede il dominio del mondo intero e l’immortalità.
Da 35 anni con 4 libri e uno di prossima uscita andiamo ricostruendo lo stretto rapporto fra il navigatore ed il pontefice genovese salito sulla cattedra di Pietro nel 1484 e deceduto appena sette giorni prima della partenza di Colombo il 25 luglio del 1492, giorno in cui il calendario cristiano festeggia San Cristoforo. A destra il ritratto più conosciuto e veridico di Cristoforo Colombo opera del Ghirlandaio. Si noti la somiglianza fra i due personaggi, ribadita dallo studio sempre del Pollaiolo per il monumento funebre di papa Cybo.
Non passa giorno senza che per qualche motivo si parli di Cristoforo Colombo.
Sono 500 anni che ci si interroga su di lui. Un personaggio costellato di mistero e di lacune più che di certezze e del quale mi occupo da 35 anni con 4 libri ed un quinto in uscita: “La verità nascosta su Cristoforo Colombo” (Delfino Editore).

Chi era veramente?
Perché si firmava con un criptogramma esoterico a forma di triangolo come l’occhio di Dio, che termina nella scritta Christo Ferens, ovvero portatore di Cristo?
Perché non si parla del “Dominus orbis”, del papa genovese, ignorato anche dalla “scuola di Genova”, Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo (1484-1492), definito dal Pastor il “papa marinaro”? Il cui successore, il famigerato Borgia, lo condannerà alla “damnatio memoriae.
I soldi dati a Colombo sono per metà italiani, ottenuti attraverso il “papa sponsor”, che era anche il consuocero di Lorenzo il Magnifico. Il resto viene finanziato con la bolla della crociata concessa sempre da Innocenzo VIII per la guerra contro i Mori in Spagna. A convincere Isabella è Alessandro Geraldini, uomo del pontefice.
E perché si ignora l’ossessione dell’imminente Apocalisse alla quale tutti credevano?
Per questo bisognava affrettarsi a evangelizzare tutte le genti del creato, convertire gli ebrei e sottomettere i musulmani in nome di un unico Spirito Santo presente in tutte le religioni. Colombo scrive più volte, è il suo identikit, che “Lo Spirito Santo è presente in cristiani, musulmani, ebrei e di qualsiasi setta”.
Il papa era figlio di un Aronne (ebreo) e nipote di una Sarracina (musulmana). Nel suo sangue si concentravano le tre religioni monoteiste. Forse per un eventuale sogno di pace universale? Altrimenti, se il tentativo falliva, non restava che lo scontro definitivo con l’oro delle Indie. Colombo per l’eventuale crociata nel 1500 fa le stesse cifre di fanti e cavalieri da schierare di San Bernardo di Chiaravalle, il santo dei Templari.
Colombo ha sempre sostenuto di essere arrivato alle Indie. Non si sbagliava. L’America faceva parte di una unica vastissima zona geografica chiamata Indie, orientali e occidentali, sapeva benissimo che si trattava di un “otro mundo”. Le carte erano custodite in Vaticano. Risalivano, come sostengono
alcuni testimoni, compreso l’ammiraglio turco Piri Reis, alla mitica biblioteca di Alessandria.
Perché sulla tomba in San Pietro del pontefice si legge. “Novi orbis suo aevo inventi gloria” (“Nel tempo del suo pontificato la gloria della scoperta di un Nuovo Mondo”). Lo attestano anche vari storici, Guicciardini e Oviedo compresi, oltre al Panvinio, cronista della corte papale. Si aggiunge un libro del 1507 sulla vita di imperatori e pontefici, dove si conferma che il viaggio va attribuito al tempo di Innocenzo VIII, senza nessuna menzione nella biografia del Borgia. Sul mausoleo del pontefice in San Pietro è visibile anche una chiara croce templare, come sulle vele di Colombo.
Perché non si parla di due grandi papi, Pio IX e Leone XIII che hanno cercato di fare santo Colombo?
Perché Colombo è considerato terziario francescano e ancora oggi “Servo di Dio”?
Se non fosse intervenuto il viaggio del cristiano Colombo l’America sarebbe stata colonizzata o dai cinesi o dai musulmani.
L’America deve essere più che mai riconoscente a Colombo.
Senza il suo sbarco si sarebbero inginocchiati verso la Mecca o avrebbero sbandierato il libretto rosso di Mao.
Mentre in America si è realizzato il sogno delle tre grandi religioni riunite sotto la bandiera a stelle e strisce, per ringraziamento si accusa Colombo di tutto e di più e si buttano giù le sue statue.
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