Intervista a Ayana Sambuu
Ayana Sambuu è una persona che ispira una positività incredibile.
Una professionista di altissimo livello che ha dedicato la sua esistenza al canto e alla musica raggiungendo performance eccezionali.
Menzione Speciale 2024 al VinceAward auspica di girare il mondo e con il suo talento portare lustro al mondo lirico che già le riconosce il grande merito di aver fatto conoscere in Italia i valori, le tradizioni gli usi e i costumi della Mongolia e incentivare lo scambio culturale con l’Italia.
Il suo importante nonno, allievo di Einstein, l’ha incentivata alla formazione perché in lei aveva riconosciuto un grande talento come in effetti sta dimostrando a livello internazionale.
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Ayana Sambuu: Dalla Mongolia a Roma. L’avrebbe mai pensato?
Innanzitutto vorrei ringraziarla per questa bellissima occasione di essere intervistata da lei. Mi fà un grande onore!
Venire a Roma? Sinceramente, non avrei mai pensato, non proprio! Anche se fin da piccola studiavo la musica classica, la cultura europea, la letteratura, parlavo inglese e studiavo anche il francese.
Mia madre lavorava spesso o studiava in Europa per progetti sponsorizzati da organizzazioni importantissime come l’UNESCO. Mio nonno viaggiava per tantissimi festival del cinema, dove spesso era invitato come membro della giuria internazionale. Quindi, in generale l’Europa non sembrava essere così lontana.
Ma non pensavo mai di rimanere a vivere in qualche paese Europeo, quindi è vero! Non avrei mai pensato di vivere in Italia e un giorno parlare con mia figlia in italiano!
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Da quanto tempo è in Italia?
Sono in Italia dall’inizio del 2003. Quindi, quasi la maggior parte della mia vita “consapevole”, l’ho vissuta qui in Italia, a Roma che amo con tutto il mio cuore.
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Quando è nata la passione per il “Bel canto”?
Io canto professionalmente dall’età di 16-18 anni quando vinsi alcuni concorsi nel mio paese, appunto, la Mongolia. I cantanti della Mongolia sono famosi per le loro voci bellissime e forti; reggere la concorrenza all’epoca non era facile. Il canto lirico per me più che passione è la mia medicina, che “funziona” sempre, che cura tutte le ferite dell’anima e (si può dire anche del corpo) e mi guida nella vita. Fin da piccola studiavo pianoforte, ma l’interesse (e non era ancora passione) per il canto lo scoprii dopo la perdita molto tragica di mia madre, quando avevo solo 14 anni. L’omicidio così crudele di mia madre che era la migliore scienziata dell’Accademia delle Scienze della Mongolia quando aveva solo 36 anni cambiò per sempre tutta la mia vita ..e finora il canto è l’unico strumento efficace per contrastare il fortissimo dolore che mi porto dentro. Inoltre, mio nonno Tseveenii Zandraa, che era il primo regista professionista della Mongolia e allievo del grande Eisenstein, disse che gli sembrò che avevo una bella voce, e non mi lodava solo perché ero sua nipote. Quindi disse, che se volevo cantare davvero, dovevo compiere gli studi “come doveva essere” prendendo lezioni di canto, studiando l’arte e l’opera. “Il canto lirico e l’opera insieme sono una grande filosofia e un’altra visione del mondo”. Ecco ciò che diceva lui. Grazie a lui scoprii quanto era immenso “quel mondo” dell’opera lirica, soprattutto della lirica italiana e a quel punto mi sono innamorata della lirica per sempre.
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Vuole spiegare ai lettori la differenza fra Soprano e MezzoSoprano?
La differenza del timbro e del colore, della tessitura – diapason. La voce di mezzosoprano è più “scura” e profonda.
Spesso la voce di soprano si percepisce all’orecchio come più alta e chiara cantando magari assolutamente le stesse note. Perciò, per diverse voci esiste un diverso tipo di repertorio. Per esempio, la famosa aria della Regina della Notte dal Flauto Magico di Mozart viene cantata dal soprano coloratura. La mia voce arriva a tutte le note di questa aria, ma avendo la voce molto più scura rispetto alla voce del soprano coloratura, stilisticamente non sarebbe giusto cantarla. Certo, bisogna dire che non tutti i mezzosoprani arrivano così in alto, mentre i soprani di solito non riescono a prendere bene le note più in basso. Quindi, ogni tipologia di voce ha la sua funzione specifica.
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Lei è un “Orecchio assoluto”? Quale importanza ha questa caratteristica? La facilita nell’esecuzione dei brani lirici?
Si, si può dire così. Per me, questo fatto, semplicemente mi facilita tantissimo la vita da cantante.
Ogni cantante “fuoriclasse” ha l’obbligo di eseguire brani della massima difficoltà con assoluta facilità. Questo si chiama ‘arte’ e l’artista pratica la propria arte attraverso lo studio non stop.

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La sua famiglia, in Mongolia, l’ha incentivata a seguire questa sua passione e mettere a frutto il suo innato talento?
Beh, mia nonno era famosissimo nell’ambito dell’arte cinematografica e della letteratura nel nostro paese ed anche a livello internazionale. Quello che si chiama l’Elite della società della Mongolia. Quindi, studiare la musica e l’arte era assolutamente normale per diventare una persona di una certa istruzione e cultura.
Fin da piccola andavo anche a scuola privata serale di musica. Era semplicemente importante capire fino in fondo la musica e diventare intellettualmente istruita a dovere nel campo della musica classica. A nessuno di noi nella famiglia importava di diventare una famosa o una star nel campo della musica. Quindi si, era la mia famiglia, soprattutto mia mamma che pagava per gli studi, invece mio nonno mi portava sui set cinematografici, mi faceva partecipare al backstage di varie riprese solo per fare esperienza. Faceva parte della vita normale quotidiana di studiare musica.
Poi, dopo ho capito che non potevo vivere senza la musica ed ancora di più senza il canto. A quel punto ero abbastanza adulta, così ho continuato a studiare per conto mio lavorando.
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La sua formazione artistica è avvenuta principalmente in Mongolia o in Italia?
Direi in entrambi i paesi. Dall’età di 6 anni studiavo il pianoforte, poi studiai 5 anni il canto lirico in Mongolia presso l’Università della Cultura e Arte, mentre in Italia il canto lirico l’ho studiato per ben 9 anni, continuando la ricerca non stop anche dopo aver fatto tutti i miei studi ufficiali di lauree magistrali di II livello. Quindi, come cantante lirica mi sono formata qui in Italia e soprattutto grazie al grande Maestro Paolo Montarsolo.
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Come procede oggi il vissuto artistico e lavorativo? Ovvero dagli esordi formativi cos’è cambiato a distanza di tempo?
Ho cominciato a cantare professionalmente sul palco davanti il pubblico, in TV dall’età di 18-19 anni, mentre ancora studiavo. In Mongolia lavoravo come solista della Filarmonica Nationale dai 23 ai 26 anni di età poi sono venuta in Italia. In Mongolia ero una persona pubblica (anche grazie al nonno direi… ) e avevo un certo successo, ero invitatissima. A volte succedeva di andare a due performance diverse di due eventi nello stesso giorno.
Venendo in Italia ho dedicato la mia vita allo studio e alle performance nell’ambito studentesco e del conservatorio; quindi alcuni concorsi. Poi mi sono sposata e più tardi ho avuto una figlia. Nonostante gli impegni come mamma, continuavo l’attività artistica, perché mi hanno cominciato ad invitare a cantare tantissimo già qui in Italia e all’estero, in Europa.
Combinare gli impegni per la carriera e la famiglia non è mai facile. Perciò, sono sempre molto grata al mio meraviglioso marito per avermi dato tutta la libertà di esercitare la mia professione di cantante.. anzi di più, lui è il Vice Presidente della nostra Associazione Culturale New Opera Dimensions e partecipa nell’organizzazione di ogni evento, concerto, produzione operistica. Adesso, anche mia figlia fa parte del nostro team, con la sua mamma – cantante.
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Lei è quindi impegnata anche nell’Accademia “New Opera Dimension”. È un ruolo che la soddisfa?
Sono la fondatrice e la Presidente dell’Associazione Culturale New Opera Dimensions. Si, è molto impegnativo, ma era stato da sempre il mio sogno e vorrei che la nostra associazione culturale e la nostra scuola allargasse le proprie attività ancora di più. Abbiamo i primi cantanti che hanno fatto 5 anni di studio continuativo presso la nostra associazione, con risultati pazzeschi! Sono tutti vincitori di vari concorsi lirici professionali. Li dovete sentire!
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Quante ore dedica quotidianamente ad esercitare la sua splendida voce?
Io faccio vocal coaching ai miei allievi praticamente ogni giorno tranne la Domenica. Ogni lezione dura 2 ore come minimo. Almeno uno o due allievi al giorno, quindi canto con loro 4 ore al giorno, poi canto per il mio studio e il mio repertorio un paio d’ore almeno ogni due giorni.
Lavoro grazie alla mia voce da 4 a 6 ore al giorno. Per reggere senza far stancare la voce e non abusare con questi ritmi uno deve avere una profondissima conoscenza della tecnica vocale ..bisogna saperlo fare davvero!
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Gli impegni quindi sono tanti; come concilia lavoro e famiglia?
Si. Con la disciplina ferrea, la tecnica respiratoria, buon senso dell’umorismo e l’approccio positivo verso la vita. La vita è sempre bella, e spesso siamo noi che da soli portiamo “le nuvole nel cielo”. Ma il sole brilla sempre, importante vederlo e sentirlo!
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La gente secondo lei cosa apprezza maggiormente di Ayana cantante lirica e Ayana persona?
Non cerco l’apprezzamento in modo apposito, ma quando sento o vedo certa attenzione positiva nei miei confronti, sono infinitamente grata. La maggior parte delle persone che non conosco personalmente sanno di me soprattutto come cantante. Invece, come persona, mi conoscono soprattutto la mia famiglia e gli allievi, amici più stretti. Gli altri mi vedono più da un punto di vista professionale, come una collega. Credo perchè sono anche una persona molto riservata e ci tengo che il mio lato personale rimanga come parte privata della mia vita.
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Qual’è l’Opera lirica che l’affascina di più?
Sono tante, ognuna ha il suo fascino unico ed imparagonabile.. la lirica italiana è entrata nella lista mondiale del patrimonio immateriale di UNESCO, e si sa perchè.
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Quale personaggio le piacerebbe interpretare come protagonista assoluta?
Oltre alcuni ruoli secondari, ho cantato interamente i ruoli di Carmen dell’opera Carmen di Bizet, Angelina la protagonista dell’opera di Rossini la Cenerentola; Rosina, la protagonista principale femminile dell’opera Il Barbiere di Siviglia sempre di Rossini.
Poi, il ruolo di Norma della Norma di Bellini, Turandot dell’opera di Puccini, dove ho cantato Turandot nelle vesti di una Principessa Mongola nella versione concerto di questa opera.
Amo queste eroine delle opere e sarei felicissima di cantare nuovamente questi ruoli. Ma aggiungo che in ogni opera ognuno dei ruoli principali svolge la propria funzione e ha pari diritti di essere chiamato nel ruolo di protagonista assoluto per quella determinata tipologia di voce.
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Cosa pensa dei compositori classici italiani e quale delle loro opere è per lei la più bella ed ineguagliabile?
Ogni epoca ebbe un compositore che portò l’evoluzione e le riforme dal punto di vista musicale. Per esempio, all’inizio era Claudio Monteverdi con la sua opera “L’orfeo”; poi più tardi una vera rivoluzione la fece il giovanissimo G.B.Pergolesi con la sua Serva Padrona a soli 23 anni! Più tardi c’era una pleiade dei veri grandi, ognuno ebbe il suo stile e l’innovazione fra i compositori italiani Rossini per me è importantissimo. Poi Bellini e Puccini hanno un posto unico nel mio cuore come nessun altro.
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Esprima un’opinione su una cantante lirica del passato esempio Maria Callas e una contemporanea ad esempio Katia Ricciarelli; o altre/i a sua scelta.
Maria Callas fu chiamata dal grande Bernstein “La Bibbia della lirica”. Lei aveva una tecnica vocale ineguagliabile ed è stata la cantante con la più grande quantità di opere liriche cantate sul palco e delle registrazioni audio di repertorio lirico. Finora è l’artista che ha venduto di più al mondo.
Posso dire di più del mio maestro, Paolo Montarsolo, che avrebbe 100 anni quest’anno. La sua fama nel mondo lirico è paragonabile a quella di Michael Jackson nel mondo dell’ entertainment. Chiunque conosce la sua interpretazione, la migliore al mondo, dell’ Uberto nell ‘opera Serva Padrona di Pergolesi o di Don Magnifico nell ‘opera di Rossini “La Cenerentola, del Don Pasquale di Donizetti e tantissimi altri.
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Progetti passati e recenti già realizzati…Cosa può dirci a riguardo?
Sono tantissimi … ma quelli che mi stanno più a cuore sono legati alle opere La Cenerentola, Norma e Turandot. Inoltre, il nostro concorso lirico internazionale per I giovani cantanti lirici professionisti Crystal Note Award, che rifarei sempre con grande gioia! Grazie a questi i progetti ho lavorato con persone di incredibile talento e professionalità. Inoltre ho conosciuto tantissime persone meravigliose e straordinarie che hanno collaborato o hanno sostenuto i miei progetti, ognuno dei quali è stato un’esperienza indimenticabile, unica e magica!
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Il suo paese di origine sarà molto orgoglioso di lei e di come sta diffondendo i vostri valori, tradizioni e cultura qui in Italia. Ne vuole parlare?
Vorrei sperare che sia così .. sicuramente, tanti amici o persone che a volte non conosco mi dicono o scrivono nei commenti sui social che sono orgogliosi di me, e sono sempre loro molto grata.
A mia volta credo che rispettando la cultura, la storia, le tradizioni del paese dove vivi imparando la lingua, si riesca a far conoscere e far rispettare al meglio il paese della propria origine. Non faccio niente appositamente, tutto avviene in modo molto naturale. Appena la gente viene a sapere che sono della Mongolia, mi chiedono tante cose e cerco di rispondere il più possibile. Poi ovviamente cerco di essere la versione migliore di me stessa come persona al di là della nazionalità, in questa maniera rappresento un pò di tutto della Mongolia in Italia ed inoltre porto l’italianità nel mio paese d’origine.
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Spesso la carriera delle donne, qualsiasi ambito, è contrastata da diverse difficoltà, luoghi comuni… È così anche in Mongolia? È stato così anche per lei, in Italia?
Penso che finora in tutto il mondo i diritti delle donne sono molto “simbolici” e un pò “effimeri” quando le cose vengono al “dunque”. La donna viene rispettata quando nella sua vita tutto va bene, e appena si trova in difficoltà, immediatamente la sua situazione si indebolisce. I suoi problemi spesso vengono riversati “contro di lei”..Credo che sia uguale in tutti gli ambiti e in tutti paesi, ed a volte anche all’interno della vita familiare. A volte penso che nel corso di millenni della storia umana le donne sono state costrette ad adattarsi per sopravvivere tenendo dentro di sé tutti i loro problemi.
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Quanto pensa sia cambiato il mondo artistico, della cultura e spettacolo post pandemia?
Credo sia cambiato l’approccio degli artisti verso la propria creatività; innovazioni continue…Quindi gli artisti cercano di reallizzare i propri progetti al più presto possibile, non si sà che accadrà domani! Non so se invece il pubblico è cambiato, ma sembra che sia diventato più “apatico”, passivo, più “incollato” al cellulare e ai social.. si muove di meno e solo nei casi più strettamente necessari.. per esempio, per mangiare fuori…quindi il legame fra gli artisti e il pubblico si è indebolito.
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Quali sono state le maggiori difficoltà da lei incontrate in quel periodo? Il suo lavoro ne ha risentito molto?
Si, è stato difficile dal punto di vista psicologico, anche se mi ha spinto a lavorare online tantissimo! Faccio la vocal coaching tuttora online a tante delle mie allieve che chiamano da vari paesi del mondo.
Beh, poi ha cambiato me, ho avuto tanto tempo per studiare e per recuperare tante cose che non capivo o semplicemente non avevo abbastanza tempo per considerare o pensarci. Quindi, ho avuto il tempo per “ricostruirmi” da capo e per “riavviarmi”.
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A suo avviso, quanto ha influito ed influisce l’avvento della tecnologia? Ad esempio l’uso della A.I. anche nel suo ambito…
Per ora l’Opera rimane fedele alle tradizioni.. però, credo che usando l’AI in modo appropriato possiamo portare l’opera ad un’altro livello e chi ha il talento nel saper immaginare, credo che AI potrebbe aiutare a far percepire alle persone il vero senso della musica classica, della musica lirica attraverso un ‘esperienza sensitiva… per esempio, il respiro dei compositori nel momento di essere “sotto l’effetto” delle loro muse mentre scrivevano le note musicali con l’inchiostro ed avere la profonda e quasi vera sensazione “di viaggiare nel tempo ” .. non so se sono riuscita a rendere l’idea.
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Certo Ayana. Quali valori sono importanti per lei? Quali prova a trasmettere?
Essere onesti e umili, corretti e coraggiosi. La vita è preziosa e non bisogna sprecarla per le cose di poco valore… per le persone di poco valore. Considero come qualità più importanti il saper apprendere bene e capire fino in fondo, fare esperienze e saper lavorare in modo stabile e disciplinato senza mai perdere il senso dell’umorismo!
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La sua opinione, da artista, sul cinema italiano, la TV, il teatro, gli eventi, la radio, il web… Quali differenze con le produzioni in Mongolia.
Ormai con la globalizzazione anche i programmi in TV, il modo di organnizare gli eventi, la qualità degli spettacoli sono diventati quasi uguali ovunque. La sola differenza è la lingua.. addirittura, l’allestimento è uguale identico…Forse vogliamo essere uniti tutti e nello stesso tempo a preservare la propria cultura e le differenze.
Riguardo il cinema italiano, una volta, appena dopo la guerra, l’Italia ha prodotto i veri grandi capolavori credo, perchè vedevano meglio nel cuore di un concetto e della tematica che andava trasmessa nei film. Ora stiamo tutti “bolliti” in un grande unico show mondiale dove quei concetti di una volta vengono valorizzati molto di meno solo ciò che ” brilla” nel momento di uno spotlight attira il pubblico “stra- rimbambito” dai bombardamenti quotidiani di tutti i tipi d’informazione dei media… ed anche quella di valore è discutibile.. non ci sono più concetti di verità così come dovrebbe essere. A proposito di cinematografia, l’anno scorso nei cinema di tutta l’Italia il film “L’ultima luna di Settembre” del regista mongolo Amarsaikhan Baljinnyam (che fece anche il ruolo di Arig Khan nelle serie di Marco Polo di Netflix) ha avuto un grande successo”. In un certo senso il suo film richiama il film Ladri di Biciclette del grande De Sica.
Perciò, direi che la Mongolia non ha ancora perso la sua autenticità. Ancora cerca se stessa e nello stesso tempo impara e studia dai vecchi capolavori sia italiani che mondiali che rimangono nella classifica d’oro mondiale di tutti i tempi.
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Vi è collaborazione in campo musicale fra i due paesi?
Effettivamente, un pò di anni fà in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Ministero della Cultura della Mongolia ed anche associazioni importanti non governative con l’appoggio delle compagnie leader degli entrambi paesi avevamo realizzato il progetto d’opera la Cenerentola di Rossini 200° anniversario. È stato un importante progetto nell’ambito della musica lirica. Per la prima volta qualche cantante lirico italiano (inconsapevolmente) ha cantato sul palco del Teatro Accademico d’Opera e Balletto della Mongolia. Io ero la direttrice del progetto ed ho cantato il ruolo intero della protagonista ovvera della Cenerentola. Per la Mongolia sono la prima cantante in assoluto che ha cantato ruoli interi di tale difficoltà come la Cenerentola di Rossini o la Norma di Bellini. Inoltre, sono la cantante che ha presentato il ruolo di Turandot come la principessa guerriera mongola e non cinese, direi, per la prima volta nel mondo. Finora tutte le produzioni la presentavano come la Principessa di Ghiaccio Cinese.
Quindi sarebbe bellissimo unire le forze e realizzare questo progetto a dovere in Mongolia , anche perchè tantissime cose del progetto sono pronte per essere portate avanti.
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Qualche “anticipazione” artistica per il 2025 a cui sta lavorando?
In questo momento sto lavorando su vari progetti contemporaneamente. Uno è già stato annunciato al pubblico. Quest’anno l’Italia e la Mongolia celebrano il 55°Anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri paesi. Quindi nell’ambito di queste celebrazioni, ed in collaborazione con la prestigiosissima Associazione per lo Sviluppo delle Donne Mongole in Europa stiamo organizzando un business forum dedicato all’eredità culturale dei nostri Paesi, Business & Commercio di Lusso – Cashmere, Lana, Pelle e sicuramente Marco Polo 700 e Grande Impero Mongolo.
Verranno alcuni membri del Parlamento della Mongolia ed alcuni manager di alto livello di più di 100 Business Company Inoltre, parteciperà anche il Ministro degli Affari Esteri della Mongolia. Poi, nell’ambito della Cultura, Arte e Spettacolo stiamo invitando persone di fama e livello mondiale nell’ambito di cinema, musica classica e moda.
Posso svelare invece i nomi degli artisti straordinari italiani che rappresenteranno l’Italia al business forum: la leggendaria pianista di fama mondiale m° Marcella Crudeli, un grande maestro Vetraio delle tradizioni antiche delle Isole di Murano, Enrico di Angelis. La mia allieva, una fenomenale giovane cantante, Ida Notarnicola. Dalla Mongolia vengono la star Amra Baljinnyam, regista, attore, inoltre anche la famosissima cantante mongola,pop star, Minjinsor.
Può darsi che parteciperanno i rappresentanti di alto rango delle religioni cattolica e buddhista.
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Quali sono i Sogni che sente di aver già realizzato e quelli ancora nel cassetto che ha Ayana donna, artista, persona?
Vorrei viaggiare il più possibile, fare un giro del mondo! Vedere tutte le diverse culture.. Io parlo 4 lingue a livello professionale, oltre la lingua mongola; parlo inglese, italiano e russo, poi come quinta lingua parlo abbastanza il francese, capisco spagnolo e capisco alcune altre lingue di origine turco.mongolo. La mia prima laurea era in linguistica e traduzione simultanea. Mi farebbe piacere imparare le lingue araba e cinese.. non sò se riuscirò mai a farlo…
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La classica domanda: Come si vede Ayana Sambuu nel “futuro”?
Vorrei semplicemente rimanere una persona dai valori che rispecchiano un essere umano onesto, educato, di ampia visione del mondo e non corrotto da ricchezze e fama. Ovviamente, di successo nell’ambito professionale e felice nella vita familiare.
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Ayana Sambuu: a chi pensa di voler dire un semplice Grazie?
Alla mamma, a miei nonni che, purtroppo non ci sono più. A tutti i miei maestri ed insegnanti del canto e musica, specialmente il grande maestro Paolo Montarsolo, che mi hanno cambiato ed indirizzato la vita. A mio marito Marco, mia figlia, mio fratello che stanno sempre al mio fianco. Alle mie preziose e meravigliose allieve, e certamente i colleghi, gli amici e persone care che mi hanno dato sempre fiducia, mi hanno incoraggiata, mi amano e stimano sempre. Ringrazio anche Lei per la stima. Considero me stessa una persona molto molto fortunata di conoscere così tante persone meravigliose ad ogni nuova fase della mia vita. Sono tutti nel mio cuore.
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Grazie a lei Ayana e Ad Maiora semper.

