A tu per tu con Pietro Cunsolo
di Marianna Dima
“Amo Roma città creativa e ricca di ispirazione”.
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Che bambino eri da piccolo?
Un bambino molto curioso e fantasioso, ho sempre avuto una fervida immaginazione. Da piccolo mio padre mi obbligava a leggere, soprattutto nei mesi estivi e crescendo, nonostante i miei studi scientifici, ho sempre avuta una propensione per le materie umanistiche come la letteratura, l’arte e la filosofia.
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Da dove nasce la passione per la scrittura?
Durante il lockdown! Improvvisamente tutto quel tempo libero ha fatto venire a galla qualcosa che evidentemente stava lì in attesa da molto tempo. Ho iniziato a scrivere testi e comporre musica con un amico e da allora ho scoperto la passione per la scrittura.
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La tua ultima opera “La decima piega” di cosa parla?
Ho voluto raccontare una versione inedita della mia città: Roma, che amo tantissimo. Di notte la città si tinge di mistero e anche un pò di magia. È da queste atmosfere “esoteriche” che ho preso ispirazione per parlare di trasformazione, di cambiamento, di ciò che permette di migliorarci, di diventare la versione migliore di noi stessi. Come Valeria, la protagonista, una donna insicura, piena di paure, dipendente emotivamente dalle proprie relazioni affettive, che alla fine scopre il proprio coraggio riuscendo a salvare non solo se stessa ma l’intera umanità!
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Quali sono i punti chiave e i soggetti di cui parli?
Sicuramente le protagoniste: tre donne diverse tra loro ma unite dalla voglia di aiutarsi, di fare squadra. Anche l’ambientazione gioca il suo ruolo, essendo descritti vari luoghi della capitale visti però sotto una nuova veste: una Roma misteriosa in un futuro non troppo lontano da noi, in cui l’intero pianeta e’ stato distrutto dalle guerre e dall’inquinamento. Vi e’ la storia d’amore tra Vania e Noha, ostacolato dall’omofobia familiare e infine l’ironia che caratterizza tutto il racconto.
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Che rapporto hai con la città che hai scelto di vivere?
Mi sono innamorato di Roma, città in cui vivo da dieci anni e da allora non ho voluto più lasciarla. La sua bellezza riesce ancora a stupirmi nonostante il passare degli anni
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Come ti rivedi fra dieci anni, cosa ti aspetti dal futuro?
Spero di avere ancora la voglia di scrivere e creare storie che possano dare distrazione e far sognare le persone soprattutto.

