FENIK: progetto rivoluzionario per l’ambiente
Dal 1992 molti paesi hanno cominciato a prendere coscienza del problema del riscaldamento globale che coinvolge l’intero pianeta.
La COP 28 che si sta svolgendo a Dubai in questo momento si propone di affrontare la sfida per ridurre le emissioni di gas serra, mitigare l’effetto serra, responsabile del riscaldamento globale, sviluppare delle fonti energetiche sostenibili e contrarsi su provvedimenti per la protezione dell’ambiente.
Si necessitano soluzioni concrete e accordi vincolanti per un futuro sostenibile.
Abbiamo incontrato la Dott.ssa Patrizia Pier Federici de Sigestro, geologa, per comprendere in che cosa consiste il progetto FENIK e come potrebbe essere una delle soluzioni più efficaci per il problema attuale dei rifiuti e di conseguenza dell’inquinamento provocato dagli impianti di smaltimento.
Ci spiega che “Il problema che riscontriamo oggi non è solo lo smaltimento delle acque reflue urbane, i fanghi di depurazione industriali, le plastiche e microplastiche, polistiroli, i pneumatici, i rifiuti organici urbani, il verde (potature, scarti agricoli, tagli erbacei), ma è anche lo smaltimento di tutti quei materiali sanitari “usa e getta” come i pannolini, pannoloni, traverse, assorbenti di vario tipo, camici, mascherine e lenzuola monouso.
Un altro problema attuale è l’estrazione fossile del gas metano e del petrolio.
L’impianto FENIK potrebbe essere una soluzione a 360° con la risoluzione del problema dei rifiuti, senza inquinare, senza residui, senza alcun tipo di emissioni.
Risolverebbe un grave problema salvaguardando i suoli, i mari, l’atmosfera, la fauna, la flora e il pianeta stesso.
L’impianto FENIK è composto da varie apparecchiature necessarie per la trasformazione dei rifiuti.

L’apparecchiatura essenziale è l’unità FENIK, un macchinario di piccole dimensioni (3x1x3 m), considerato il polmone del sistema. Il processo è anaerobico, basato sul metodo cracking/pirolisi, senza combustione, senza ossigenazione, che lavora sui materiali organici e sintetici, formati da molecole lunghe e complesse di CH (Carbonio e Idrogeno). Queste molecole sotto l’azione del calore si dissociano in molecole più semplici e leggere per tornare alla loro forma naturale. I materiali vengono trasformati in risorse: bio gas e bio carburante.
Con le apparecchiature adatte possiamo trasformare tutte le sostanze inquinanti (Azoto, Nitrate, Fluoro, Cloro, …) in sostanze neutre e volendo, possiamo estrarre il Fosforo, l’Idrogeno e creare grandi quantità di sale.
Con queste risorse di gas misti, con il bio carburante, con l’acqua calda e il vapore, si possono ottenere dall’impianto, grandi quantità di energia elettrica dai 11.000 ai 17.000 MWH/anno dipendentemente dal tipo di materiale emesso.
Con i materiali organici e il verde si recuperano direttamente dal processo grandi quantità di CO2, oltre 3.000 ton/anno, evitando la sua dispersione nell’atmosfera.
Il macchinario lavora a ciclo continuo H24/24, trasformando dalle 10 alle 18 ton/giorno materiale misto contemporaneamente, senza differenziarlo.
Le sue dimensioni particolari permettono di smontarlo, trasportarlo e adattarlo ovunque, anche sulle navi per la raccolta immediata nei mari di plastiche e microplastiche e di trasformarli direttamente in gas, bio carburante e/o energia elettrica.
E’ stato creato un prototipo dove è stato documentata la funzionalità del macchinario FENIK.

Deteniamo due certificati di fattibilità del progetto, emesse da università di grande prestigio, e un approfondimento della posizione dell’ ENEA sul possibile smaltimento dei rifiuti in modo pulito.
FENIK è un progetto ecologico: non va a turbare gli equilibri ambientali.
Si eviterebbe inoltre gran parte di estrazione fossile.
E’ un progetto per l’ambiente perché riduce al minimo l’impatto ambientale: non inquina e non lascia residui di alcun genere.
Infine, è un progetto socio-umanitario: va incontro alle esigenze di tutti i paesi in difficoltà, con lo scopo di aiutare le persone e migliorare le loro condizioni di vita.
Il progetto FENIK non vuole assolutamente turbare gli equilibri politici, sociali, economici, già stabiliti, ma vuole integrarsi con le strutture esistenti di un sistema già sviluppato e efficace per chiudere e completare il cerchio dell’economia.
Concludo con questo messaggio: “In un prossimo futuro, con FENIK i rifiuti non saranno più un problema ma diventeranno una nuova ricchezza e diventeranno la risorsa principale della nuova energia elettrica ecosostenibile”.
Il progetto italiano FENIK è pronto per essere sviluppato.
Si augura che lo sviluppo avvenga nel nostro Paese il prima possibile: è il momento di credere in FENIK e sostenerlo per permettergli di migliorare la situazione ambientale e sociale mondiale.
