Il Maestro Jason Tramm, a proposito di..
Nei giorni scorsi abbiamo dato la notizia del Vivaldi Festival Choir. Il suo Dues ex Machina, il Maestro Jason Tramm, è stato da noi intervistato.
Direttore d’orchestra statunitense, con una lunga carriera alle spalle, ha portato la sua eccellenza in tournée in varie parti del mondo e, oltre al suo ruolo primario di direzione, ha affiancato il ruolo di Direttore Artistico della New Jersey State Opera.
Buongiorno Maestro, ci parli delle tre date del “Vivaldi Festival Choir” in Italia.
– Il Viva Vivaldi Festival Choir Tour prevede esibizioni in tre grandi città italiane, in tre chiese molto speciali. La prima esibizione si terrà presso la di San Marcello al Corso a Roma il 25 maggio, la seconda il 27 maggio nella Basilica di San Francesco Maggiore ad Assisi e l’ultima esibizione si terrà a Santa Maria della Pietà (la Chiesa di Vivaldi).
Un progetto che crea un ponte tra due continenti, se da un lato sia tu che il coro e alcuni dei solisti venite dall’America, mentre parte dell’organico è italiano.
– Il tour vedrà la partecipazione di un coro americano di oltre 50 voci, provenienti da New York, New Jersey e Connecticut. I musicisti dell’orchestra saranno italiani, mentre i solisti offriranno una combinazione di cantanti americani e Dominika Zamara, un soprano internazionale di grande successo, residente in Italia! Questo tour rappresenta davvero un matrimonio musicale tra le due sponde dell’Atlantico.
Come mai è stata scelta l’Italia per questa prima edizione del “Vivaldi Festival Choir”?
– Considerando che il concerto era incentrato sulla musica di Vivaldi, l’Italia era la location ideale per questa esibizione. Vivaldi, essendo un orgoglioso figlio di Venezia, quale luogo migliore della chiesa in cui le sue opere furono eseguite per la prima volta?
Può raccontarci qualcosa del repertorio?
– I concerti includeranno il Gloria R.V. 589 di Vivaldi e anche il suo Credo, meno noto. Saranno eseguite inoltre opere di Mozart, Saint-Saëns e alcuni brani della tradizione corale americana!
Lei ha diretto numerose volte in Italia. Quali sono, a suo avviso, le differenze tra Italia e America, dal punto di vista musicale e di pubblico?
– Trovo che la musica sia un ponte culturale naturale che unisce le persone oltre i confini. È un grande onore dare vita a questa musica in alcuni degli spazi in cui queste opere sono state create. Gli American Choristers sono entusiasti di condividere il dono della musica con il pubblico. Ho sempre trovato il pubblico italiano incredibilmente caloroso e riconoscente per la musica classica di qualità!
Dovremmo aspettarci una seconda edizione l’anno prossimo?
-Sono attualmente in corso i preparativi per altre esibizioni transatlantiche negli anni a venire!

