Intervista a Federica Santuccio
La Santuccio è una giovane artista che sta emergendo in ambito cine-Tv con una forza dirompente.
Ha una verve incredibile, è schietta, spontanea, determinata.
Dalle sue risposte si percepisce un vissuto non sempre facile che ha saputo affrontare con grande forza, fede e speranza, punti cardine della sua personalità. Molto interessante.
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Federica Santuccio, un aggettivo che la definisce?
Vera
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Il lavoro artistico: lo sente parte della sua vita o pensava di fare un altro lavoro?
L’arte per me è sempre stata una vocazione. Ovviamente prima di riuscire a vivere solo di questo mestiere ho svolto altri lavori.
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Ha fatto dei corsi formativi che reputa importanti per questo lavoro? Li consiglierebbe?
L’unico corso di formazione che ho fatto è stato il percorso in Accademia Artisti a Roma. Sono stati i due anni più belli della mia vita. È un corso che consiglio vivamente, perché oltre a dare una formazione professionale, aiuta anche nella crescita personale; se oggi non ho mollato con le tante difficoltà incontrate è proprio grazie ai valori che mi ha trasmesso la mia accademia.
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Esordendo nella recitazione con chi ha lavorato? Chi ha creduto in lei fin da subito?
Il primo regista in assoluto ad aver creduto in me è stato Mirko Alivernini; successivamente altri magnifici professionisti del settore, fino ad arrivare a Vincenzo Coccoli.
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Oggi come procede il suo vissuto artistico/lavorativo?
Devo dire che malgrado il periodo difficile che stiamo attraversando nel settore cinematografico, procede bene. Sto lavorando molto.
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Spesso la carriera artistica è contrastata da diverse difficoltà, luoghi comuni, porte difficili da sfondare specie per le donne ancor più se belle e giovani…È stato così anche per lei?
Penso che ogni persona se mostra le proprie capacità artistiche non ha bisogno di bellezza fisica, perché a mio avviso fare l’attrice richiede sì una bella presenza, ma ancor di più un grande cuore. Credo che l’empatia sia un valore fondamentale per chi vuole intraprendere questo mestiere. Personalmente ho sempre alzato una barriera con i piani alti del settore, mettendo in mostra solo ed esclusivamente il mio eventuale talento e nient’altro. Questa determinazione ha fatto sì che intorno a me si creasse sempre un’atmosfera fatta di rispetto e professionalità. Mi rendo conto che non è sempre così, e mi dispiace per i molti giovani che non riescono ad emergere attraverso questi valori.
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Ha qualche “rivelazione” importante che ha voglia di svelare in questa intervista? Qualche “Anticipazione” artistica a cui sta lavorando?
Ho finito da poco di girare la mia prima serie televisiva. In parallelo sto girando un film ma purtroppo non posso ancora svelare nulla!
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Quali sono i Sogni che sente di aver già realizzato e quelli ancora nel cassetto?
Il sogno che ho realizzato è senza dubbio assecondare la mia natura artistica con le mie forze. Il sogno che vorrei realizzare è vedere il lungometraggio che ho scritto, insieme a Francesco Marchina nel 2023, diventare un set.
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Se tornasse indietro, artisticamente, cosa non rifarebbe e cosa invece farebbe senza esitare?
Non cambierei nulla perché tutto, nel bene e nel male, mi ha portata fino a qui.
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Quali valori sono importanti per Federica? Quali prova a trasmettere?
Per me i valori importanti sono la famiglia, la fede e l’amore. Nel mio piccolo, tutti i giorni, cerco di viverli e donarli a chi mi circonda.
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Le origini (o Radici), la fede, l’amore, la famiglia, il prossimo; una definizione per ognuno?
Le radici sono il mio sangue, la fede è la mia salvezza, la famiglia è la mia forza, il prossimo è la mia speranza.
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C’è qualcosa alla quale non rinuncerebbe mai?
Vivere la mia vita artistica.
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Se le capitasse di vincere 100 milioni di euro, cosa farebbe? Un elenco a partire dalle priorità.
I soldi per me non hanno mai rappresentato un valore ma è oggettivo che sono importanti per vivere; aiuterei la mia famiglia, le persone care e subito dopo, a partire dalla mia Italia, donerei tutto ai più bisognosi, specie bambini e anziani, a tutti coloro che soffrono, nella speranza di sanare le ferite e le crepe che ci sono.
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Lei è giovane ma ha già fatto molto, dal debutto su Rai1 a soli 15 anni. Vuole raccontare qualche aneddoto per esempio sui primi incontri con produttori, colleghi, personaggi vari incontrati in ambito lavorativo?
Ero talmente piccola che la mia ingenuità non mi ha fatto rendere conto del grande privilegio che ho avuto. Però ricordo con molto affetto la trasmissione a cui ho partecipato, “Festa Italiana” condotta da Caterina Balivo.
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La vedremo recitare nella 2°Stagione della Serie “POMPEI”. Che esperienza è stata?
In Pompei la serie 2 interpreto la nuova protagonista della seconda stagione. Il mio personaggio è quello di Ornella. Sono stati quattro mesi bellissimi e tosti allo stesso tempo. È un lavoro a cui ho messo anima e corpo e non vedo l’ora che il pubblico possa vederlo in tv. La prima stagione è già disponibile su Amazon Prime.
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Oltre alla recitazione si è dedicata alla scrittura ed ha pubblicato alcuni interessanti libri. Ci racconta?
La scrittura è quel viaggio che mi accompagna dalla tenera età. Ho pubblicato tre libri, “La chiave blu”, “100 stanze mai aperte” e “Tu, Artista”. Sono libri in cui ho messo a nudo l’anima. Invitano tutti ad una riflessione profonda, e necessaria. L’ultimo l’ho strutturato come un diario perciò si può leggere e ci si può scrivere.
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Passato e presente: Il cinema italiano, la TV, il teatro, gli Eventi, la Radio, il web; quali differenze nota nel sistema contemporaneo?
Quello che noto è la velocità, il tempo con cui si vivono queste realtà; un tempo frenetico rispetto al passato, che non permette di soffermarsi troppo sul presente.
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Un attore e un’attrice, italiani, noti, che apprezza particolarmente e che la ispirano nel modo di recitare?
Ho stima di molti attori e attrici del settore ma onestamente non mi sono mai ispirata a nessun’altra persona se non a me stessa per recitare.
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A suo avviso, Talento e Merito: quanto servono per affermarsi seriamente in questo ambito?
Il talento nasce dal cuore e dall’anima di una persona, il merito è un percorso che si costruisce nel tempo. Talento e merito non viaggiano sempre sullo stesso binario, ma prima o poi si incontrano.
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Sono trascorsi 5 anni dalla pandemia. Periodo difficile anche per voi Artisti. Come lo ricorda?
Lo ricordo come un periodo molto positivo per la mia cultura artistica, perché mi ha obbligata a fare un viaggio d’introspezione che poi mi ha suscitato l’energia per scrivere il mio secondo libro “100 stanze mai aperte”.
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Il lavoro degli Artisti, oggi, quanto è importante per la Società civile, specie post pandemia che ha “stravolto le certezze” di molti e il vivere quotidiano?
Gli Artisti hanno sempre portato quel tocco di spensieratezza e verità, sono persone necessarie nel mondo, perché la vita ha bisogno di distrazioni costruttive e di sorrisi e verità, che spesso vengono raccontate attraverso di loro.
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La sua opinione di attrice sull’avvento della tecnologia? In generale e nella quotidianità?
Come ho scritto nel mio terzo libro, la tecnologia sotto alcuni aspetti ha svolto un lavoro eccellente, ma a mio avviso influisce molto sulla quotidianità e non sempre in modo costruttivo. A partire dalle piccole cose. Manca molta comunicazione verbale.
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Ormai l’Intelligenza Artificiale è applicata ovunque, quindi anche il mondo artistico sembra non sia risparmiato; che ne pensa? Arriverà a sostituire integralmente il lavoro umano? Il vostro?
Io penso di no, perché l’intensità e la verità che c’è nello spirito di un essere umano non può essere replicato in modo autentico. Su questo non transigo.
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Molti registi cominciano a farne uso costante e sembra quasi che ci si debba rassegnare a questo cambiamento. È così?
Sperimentare è giusto e non giudico chi utilizza questi mezzi. Ogni mezzo è giusto se si arriva alla meta. Ho avuto la fortuna di vivere sia il set tradizionale che quello innovativo.
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Sugli scioperi di questi anni, versus l’ IA e le “rivolte” di tanti artisti sia in Italia sia all’estero?
Ognuno deve inseguire i propri ideali, perciò sono a favore di queste ribellioni.
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Gli avvenimenti socio-politici nazionali ed internazionali degli ultimi tempi stanno minando molte certezze a più livelli. Secondo lei l’Italia e l’Europa quanto rischiano?
L’Italia cerca di mantenere degli equilibri di stabilità di pace, quindi si spera che il rischio sia molto basso.
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Cosa pensa della recente vicenda di escludere l’attore Gerard Butler e l’attrice Gal Gadot dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2025 per motivi socio-politici, richiesta a gran voce da molti noti artisti?
Lo trovo ingiusto, questo è il rischio che si corre quando si parla in modo diretto.
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Il mondo artistico cosa può fare per “convincere” i potenti del mondo a rinunciare alle guerre e promuovere la pace?
Il mondo artistico può limitarsi a diffondere il messaggio di pace, promuovendo attività mirate, considerando che nemmeno la parola del Santo Padre riesce a convincere i potenti a non fare guerre.
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Come abbiamo detto è anche Autrice di alcuni libri. Se dovesse scrivere lei una sceneggiatura su ciò che sta accadendo quale sarebbe il fulcro del suo messaggio che vorrebbe arrivasse alla gente?
La mia sceneggiatura si aprirebbe con un bambino che apre gli occhi e ascolta il rumore della pioggia, come unica goccia che bagna il suo viso.
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La classica domanda: Come si vede FEDERICA nel “futuro” ?
Federica nel futuro spera di vedersi sempre così, vera ed umile. Una ragazza che continuerà a lottare ogni giorno per realizzare i suoi sogni.
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A chi pensa di voler dire un semplice grazie?
Grazie questa volta in primis voglio dirlo a me stessa; subito dopo ad una persona speciale di cui nutro una stima profonda, Francesco, Direttore Artistico dell’International “Vince Award” che mi ha permesso di crescere professionalmente anche grazie alla visibilità che mi ha portato vincere questo Premio.

