Intervista al tenore Filippo Giovagnorio
Oggi abbiamo incontrato il tenore Filippo Giovagnorio, artista con una lunga carriera alle spalle. Quando l’arte diviene passione, quando la passione stessa il proprio scopo di vita e lavoro. Questa è la commistione nel profondo di Giovagnorio, ma approfondiamo la sua conoscenza.
- Buongiorno Giovagnorio, che ricordi ha dei sui studi?
Ho iniziato lo studio presso il conservatorio di S.Cecilia in Roma e privatamente sotto la guida del M. Ezio Di Cesare, li ricordo come anni dediti allo studio, dove studiai molte opere di Donizetti e Verdi.
- Quando e come è avvenuto il suo debutto?
Il debutto concertistico avvenne l’anno seguente il mio ingresso in Conservatorio, presso la Basilica di S.maria Maggiore in Roma per il concerto di Pasqua. Da li il debutto operistico avvenne 10 anni dopo nel 2012 a Trento, nel Teatro Comunale in Tosca nel ruolo di Cavaradossi.
- Qual’è il ruolo che sente più vicino alla sua voce e personalità?
Al momento dopo Turiddu, sento molto vicino il ruolo di CANIO nei Pagliacci di Leoncavallo, ruolo già interpretato diverse volte in VENETO, Emilia Romagna e Lombardia. Questo ruolo lo sento molto vicino, in quanto La vocalità risponde bene al testo, e forse anche per una maturazione personale.
- Come prepara un ruolo e come entra in simbiosi con quel personaggio?
Cerco di studiare dapprima il libretto, poi il significato dell’autore, ovvero il periodo storico letterario, in fine lo spartito solo in un secondo momento metto mano allo spartito.
- Parlando di esibizioni c’è ne una in particolare che le è restato in mente e perché?
Ho molto a cuore il debutto in tosca a trento dove il pubblico mi chiese il bis di “e lucevan le stelle “ , essendo al debutto non immaginavo minimamente.. poi una menzione la devo ai “pagliacci” a ferrara; recita dove ho avuto l’onore di cantare con Stefano Meo, mio carissimo amico e compagno di studi in conservatorio.
- Lei è stato vincitore del premio Note Verdiane di Mantova, ci dica qualcosa di questa onorificenza?
A seguito della vincita di quel concorso, ho avuto modo di esibirmi in concerti nel territorio Lombardo, dove ho potuto aumentare l’esperienza ed affinare la tecnica.
- Quali sono i dischi che ha registrato?
Ho inciso Cavalleria Rusticana, mascagni, per la opera Discovery diretto da Longoni e la Piinotta , sempre di Mascagni, per la Opera Discovery , diretto da Ledda.
- Quali i progetti futuri?
Mi piacerebbe concentrarmi su 5 titoli, Tosca, Cavalleria, Pagliacci, Ballo in maschera ed Otello, da poter rappresentare in giro tenendo salda l’attività concertistica.

