L’aria di Natale porta con se il profumo della musica
Alberi, stelle, addobbi, mercatini selle vie delle città, la magia del natale magia del Natale.
Cos’è che richiama veramente l’incanto della festività più attesa dell’anno?
La musica la fa da padrona, proprio attraverso i canti natalizi fanno si di trasportarci nelle suggestive atmosfere. Poco importa se i classici della tradizione o contemporanei. Come sempre la musica, anche a Natale ha un fondamentale.
Com’è nata la tradizione dei canti natalizi, ne parliamo con il maestro Ennio Cominetti, organista, compositore, direttore d’orchestra.
Un musicista di grande esperienza, soprattutto nell’ambito degli organi, elogiato dal card. Gianfranco Ravasi nella sua introduzione al libro “Intrecci musicali italo-polacchi, dal più antico passato a oggi”, recentemente pubblicato da Ennio Cominetti.
- Buongiorno Maestro, come nasce la tradizione dei canti natalizi e dove?
Sicuramente si perde nella notte dei tempi, ovvero sin da quando si è iniziato a celebrare il Natale di Nostro Signore.
- Quindi una trazione con radici molto lontane nel tempo, possiamo dare collocazione temporale?
Le prime testimonianze tangibili le abbiamo con Sant’Ambrogio, che fu vescovo di Milano nel IV secolo d. C. e da Sant’Agostino, il quale, recatosi a Milano nel 387, si convertì al Cristianesimo grazie proprio al suo amico Ambrogio. Agostino scrisse che “nella Chiesa milanese si era introdotta da molto tempo la pratica di cantare con grande fervore, mettendo all’unisono le voci e i cuori”.
- Al solo sentire i canti la nostra emotività ci trasporta nell’onirica atmosfera delle festività, ma possiamo intendere i canti natalizi come una sorta di musica sacra?
Certamente. Ambrogio scrisse degli inni, che venivano cantati durante il periodo di Natale. Per la precisione per l’Avvento (Aeterne rerum conditor), per la Notte di Natale (Intende qui regis Israel, per la festa di Santo Stefano (Iesu, salus certantium), per la festa di San Giovanni Evangelista (Amore Christi nobilis) e per l’Epifania (Illuminans altissimus). A questi Inni ambrosiani, si deve aggiungere l’Inno natalizio Puer natus est nobis, contenuto nei Canti Gregoriani, raccolti da San Gregorio Magno ben due secoli dopo Ambrogio, e divenuti a tutti gli effetti il canto tradizionale della Chiesa cristiana cattolica. Va detto che Puer natus est nobis, debitamente trasformato ritmicamente, è rimasto anche nell’innario luterano dopo lo scisma protestante.
Inoltre, mi piace citare anche la parte più popolare dei canti natalizi, alcuni dei quali che hanno avuto una genesi talvolta assai curiosa. Il canto natalizio più famoso in Italia, Tu scendi dalle stelle, è opera di un santo predicatore napoletano, Alfonso Maria de’ Liguori. Il sacerdote la compose nel 1754, in dialetto napoletano col testo Quanno nascette Ninno, mentre si trovava a predicare la Novena di Natale sulle montagne della Daunia.
Stille Nacht (noto in Italia col titolo di Astro del ciel), nacque la notte di Natale del 1816 a Oberndorf, in un piccolo paese delle montagne austriache, quando un guasto all’organo suggerì al parroco, Joseph Mohr, l’idea di togliere dal cassetto una sua poesia e di darla da musicare al suo organista, Franz Gruber. Nacque così una semplice melodia per due voci con accompagnamento di chitarra. Non si sa come si diffuse: rimane il fatto che è divenuta una delle canzoni natalizie più famose al mondo.
- Se dovessimo parlare di alcuni compositori che hanno dato lustro a questo filone musicale, chi citerebbe?
Certamente i compositori classici, che si distinguono per il grande valore delle proprie opere, da Johann Sebastian Bach ad Arcangelo Corelli, sino a Camille Saint-Saëns. Poi, per non scontentare i meno esigenti, posso citare Irving Berling, autore della celebre canzone White Christmas, sino a John Lennon, autore di Happy Xmas (War is over).
- Maestro, ci faccia un focus su dei brani che lei ritiene essere di particolare rilievo, e il perché della sua scelta.
Fra la letteratura classica mi sento di citare innanzitutto gli Oratori di Natale, composti in modo particolare dai luterani del Sei-Settecento: dalla Storia di Natale (Historia der Geburt Jesu Christi) di Heinrich Schütz all’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach. Nell’Ottocento francese si distingue soprattutto l’Oratorio di Natale di Camille Saint-Saëns. Tutti i brani citati sono per soli, coro e orchestra. Invece la letteratura italiana si distingue per la musica prettamente strumentale: su tutti i Concerti di Natale composti nel Sei-Settecento, svetta il famoso Concerto fatto per la Notte di Natale di Arcangelo Corelli.
- Lei è anche un compositore, si è mai cimentato nello scrivere canti natalizi o e ha mai eseguito una rielaborazione dei brani classici?
Sì, ho fatto svariati arrangiamenti di brani tradizionali da proporre nei concerti con l’Ensemble Vocale Soli Deo Gloria e l’Orchestra Cameristica Lombarda, di cui sono il fondatore e il direttore. Inoltre, da organista concertista quale sono, alcuni anni fa ho pure inciso un cd per le Edizioni Eco, con i brani organistici natalizi più famosi. Perché il Natale è un momento magico anche per la musica.
Ringraziamo il Maestro Cominetti per il tempo dedicato nell’approfondire questo tema.
Dalla Redazione di Italian’s News un augurio di Buon Santo Natale e buon festività.

