L’arte: un farmaco emozionale
di Carmen Piccirillo
Intervista a Vincenzo Viggiano
Vincenzo Viggiano, lucano, ha un variegato excursus artistico alle spalle, tipico di un artista che ha bisogno di toccare tutte le corde della creatività per esprimersi nella totalità.
Si tratta di un interprete contemporaneo di grande spessore, capace di trasformare, in musicalità cromatica, le tante sfaccettature del pensiero, delle emozioni, dell’anima.
Sin da bambino, coltiva la passione per il disegno: inizia a dipingere, con curiosità e grande trasporto, in età precoce.
Dal 1969 al 1972 vive a Varese; giunto a Milano, frequenta l’ambiente di Brera, dove vive importanti esperienze artistiche e segue svariati corsi di disegno e di pittura.
Ha studiato Arti Visive, conseguito la maturità artistica e l’abilitazione all’insegnamento del disegno e della Storia dell’Arte nelle scuole. Ha seguito, inoltre, i corsi di disegno e di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, e collaborato con rinomati architetti, ingegneri, oltre ad essere stato disegnatore presso le Belle Arti della Basilicata.
Le sue opere trascinano l’osservatore in una dimensione caratterizzata da coinvolgenti “viaggi” all’interno di una realtà colma di espressione estetica e partecipazione emozionale, con contrasti cromatici e luminosi: è tangibile la bellezza di madre natura, con tante variazioni di colori.
- Cosa è, per lei, l’arte?
E’ sempre stata la colonna portante della mia vita: da bambino sentivo, forte, dentro di me l’impulso di creare. E’ una grandissima passione che crea in me un entusiasmo non descrivibile con le parole, l’ho coltivata instancabilmente. Inizialmente l’ho fatto in maniera autodidatta, successivamente ho intrapreso gli studi nell’ambito. Il mio percorso è stato colmo di tantissimi step che, con impegno e determinazione, mi hanno portato ad essere ciò che sono oggi.
- La sua arte: rappresenta o reinterpreta?
La mia è rappresentazione che nasce dall’analisi del presente, e si proietta verso il futuro. Il mio lavoro si svolge con una nitida concezione ottica di spazio, segno, luce, colore: gli elementi essenziali della mia ricerca grafico-pittorica.
- Osservando i suoi quadri, lo sguardo è attratto molto dal cromatismo pulito, dalla delicatezza del tratto. Parliamo della sua tecnica pittorica.
La mia tecnica è semplice, cerco di usare qualsiasi materia pittorica. Una pittura caratterizzata da cose reali nasce dall’attenta osservazione della realtà. Cerco di riportare sulla tela la mia conoscenza della realtà, le cose così come sono, a volte trasformandole. Cerco di analizzare gli ambienti circostanti, nella loro relazione con la luce, lo spazio, il luogo: espressione di idee, filosofia, storia.
- Quanto influisce la sua sfera psichica nelle sue opere?
Molto. L’arte è soprattutto uno stato d’animo, difficilmente percettibile. La psicologia viene espressa anche con un linguaggio colmo di simboli, è uno strumento di indagine delle idee.
- Quali soggetti ama dipingere maggiormente?
Mi interessano tutti i soggetti che mi colpiscono, che pongo in relazione insieme. Le figure, le composizioni, il paesaggio, i monumenti: rappresentano la forza simbolica, la relazione con lo spazio e il passato che li accoglie e genera un’armonia di colori.
- Come definisce l’arte contemporanea di oggi?
L’arte contemporanea, oggi, è uno stato d’animo che si può esprimere anche senza gli strumenti classici. Essa si può raccontare con un linguaggio opulento di soli simboli.
- L’arte cura, è una terapia, una salvezza.
Sì, l’arte raccoglie tutte le sensazioni, i sogni, le voci dell’anima, tutto ciò che si può ascoltare solo in alcuni momenti e condizioni dell’esistenza. L’arte è capace di far scoprire nuovi orizzonti, di provocare benessere.

