L’Italia è sempre l’Italia
Questo è quello che ho pensato intervistando il Maestro Giacomo Franci, artista italiano trapiantato nella Grande Mela. Abbiamo avuto modo di ospitarlo nelle nostre pagine l’anno scorso in occasione di un suo passaggio, lo avevamo incontrato a Forte dei Marmi. Sarà nuovamente in Italia per un Festival Pianistico di Sorrento e per un nuovo disco, proprio qui nel Bel Paese.
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Buongiorno Maestro sappiamo che il 14 agosto sarà nuovamente in Italia per un recital, faccia una panoramica su questo evento?
Si, suonerò il 14 agosto a Piano di Sorrento per il Festival Pianistico con un programma di musiche di Beethoven, Chopin e Liszt. La cornice è molto suggestiva perché sarà all’aperto di fronte al Golfo di Napoli. Sono particolarmente onorato dell’invito nella zona che ha alimentato le carriere di illustri musicisti e geni della musica come: Caruso, Scarlatti, e Pergolesi per citarne alcuni. E’ la seconda volta che vengo invitato a suonare a questo Festival ed è sempre un piacere accettare l’invito, tant’è che per la seconda volta ho chiamato un videografo di Napoli che con 5 telecamere documenterà l’evento.
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Sicuramente una bella occasione anche per un ritorno al Bel Paese, che emozione prova ogni volta che torna in Italia a esibirsi?
Mi piace molto suonare in Italia perché conserva ancora e valuta quei valori umani che erano più presenti nel periodo prima dell’avvento degli smart phones e della tecnologia in generale. Per esempio l’Italia va molto di moda in America perché, accanto allo stile di vita, conserva e valuta molto di più quegli aspetti umani di comunicazione, convivenza, rispetto, civiltà che ultimamente si sono un po’persi in America e anche nel mondo in generale. Tengo a precisare che quegli aspetti umani di cui parlavo non sono un limite da superare ma una ricchezza di cui far tesoro per il futuro dell’umanità. La musica e l’arte in generale sono un ottimo veicolo anche per i valori di cui ho parlato
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Lei inciderà un nuovo disco proprio in Italia, per la Piemontese Sheva Collection, ci sveli qualcosa a riguardo?
Si, ho in programma il sesto disco sulle Sonate di Beethoven per la Sheva Collection a Lessona (Bl). Questo iter sulle sonate di Beethoven è davvero stimolante per me, incidendo la musica di uno dei piu’ grandi geni della musica classica. Una delle particolarità di Beethoven è che, pur essendo un gigante della musica, ha in sé quelle caratteristiche che lo rendono forse il più umano di tutti i compositori mai esistiti. Il suo modo di accedere al sublime nella musica era ottenuto attraverso un percorso molto lottato e molto sofferto allo stesso tempo. Viene in mente una frase spesso pronunciata da alcuni presidenti degli Stati Uniti. ” Uomini ordinari che compiono cose straordinarie”. Anche se non sono sempre d’accordo: se una persona è ordinaria come fa a compiere cose straordinarie? Sembra una frase forse coniata attraverso il filtro della potenza socio-economica più che dalla straordinarietà intrinseca dell’individuo (non dimentichiamo che i geni riconosciuti del nostro tempo sono spesso uomini che hanno ottenuto anche un livello finanziario stratosferico come i top della tecnologia, per esempio) .Beethoven, fin da quando ero studente specialmente dopo il diploma al Conservatorio di Lucca e durante gli studi presso La Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo dove vinsi la borsa di studio, e’ stato sempre molto vicino a me sia come stile che come temperamento e spirito.
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La Sheva Collection è l’etichetta con la quale lei ha registrato i suoi ultimi album giusto?
Si, come ho detto prima inciderò il sesto disco con Sheva, ho inciso i primi cinque dischi sempre con la medesima casa. Ho cominciato questa avventura con Ermanno De Stefani (che è a capo dell’etichetta) nel Dicembre del 2016 e fin da allora la nostra collaborazione si è consolidata, tant’è che non firmo neanche più contratti per le nuove incisioni. Si concorda via email o per telefono senza contratto formale. Si lavora in un clima di completa fiducia e serenità. Questi sono elementi importanti per ottenere risultati di livello buono e ottimo
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Perché la decisione di continuare a lavorare con un’etichetta Italiana?
Per i motivi di cui sopra. Ho fatto alcune incisioni per case discografiche anche qui negli Stati Uniti ma non ho mai trovato un clima di fiducia e serenità come ho trovato in Italia con Foné e ora appunto con Sheva Collection. Se lavoro bene con un’etichetta anche se piccola, non sono propenso a cercare etichette più grandi per fini di carriera. Lavorare bene con un’etichetta discografica, o un direttore d’orchestra o una serie di concerti oppure i musicisti stessi della mia Orchestra New York Chamber Players, è un valore fondamentale per una carriera duratura e solida basata sull’onestà artistica e la dedizione vera, fuori dalla superficialità e dal marketing fine a se stessi che purtroppo regnano un pò sovrani nella nostra società basata sul short attention span
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Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Dopo il disco che farò l’11 di Settembre a Lessona, ho un concerto in programma a Dallas il 6 Ottobre con musiche di Beethoven, Chopin incluso un’improvvisazione mia dedicata alla citta’ di Dallas. Il Direttore Artistico mi ha chiesto se era possibile una mia improvvisazione e ho accettato volentieri. Il 24 Novembre dirigerò la mia Orchestra New York Chamber Players alla Carnegie Hall con programma da definire. Comunque l’Orchestra accompagnerà i vincitori di una Concerto Competition per diversi movimenti per solo e orchestra. Il programma di solito include pezzi di musica contemporanea. A Dicembre con data da definire abbiamo inoltre in programma l’Oratorio di Natale di J.S.Bach. Stiamo formando un coro per l’occasione. Il Concerto si terrà alla Visitation of the Blessed Virgin Mary Church in Brooklyn. Questi sono i Concerti in programma per quest’anno.

