Franco Fasano: il cantautore delle emozioni
Franco Fasano, grande cantautore, ha firmato brani come Io amo, cantata da Fausto Leali (4° posto a Sanremo 1987, 400.000 copie vendute e 2 dischi di platino), Ti lascerò, con cui Anna Oxa e Fausto Leali vinsero Sanremo 1989, Mi manchi, ancora per Leali (5° posto a Sanremo 1988), Regalami un sorriso per Drupi. Grandi classici dello Zecchino d’Oro come Goccia dopo goccia e Il Katalicammello fino a sigle dei cartoni animati come Piccoli problemi di cuore e Rossana.
Venerdì 9 maggio è uscito Mi va di cantare così, il nuovo disco di Franco Fasano disponibile nei negozi di dischi e sugli store digitali pubblicato da Incipit Records e distribuito da Egea Music.
Il musicista e cantante ligure torna ad incidere riappropriandosi, in un certo senso, di alcune delle sue canzoni portate al successo da grandi voci della storia della musica italiana con cui ha collaborato.
Con Mi Va Di Cantarle Così Franco Fasano aggiunge alla sua discografia un lavoro che, come interprete di sé stesso, restituisce alle proprie canzoni una maturità artistica inaspettata.
“Quest’anno festeggio 50 anni di musica sul palco. Avevo 14 anni quando con la mia prima band (La bella età) ho iniziato a suonare nei migliori locali del ponente ligure. Nonostante la mia lunga esperienza con la musica dentro mi sento ancora un adolescente con ancora tante cose da imparare”, racconta Fasano.

- Franco iniziamo subito con il tuo passato: moltissimi i tuoi brani famosi e di successo interpretati da eccellenti cantanti italiani e che hanno raggiunto ampia notorietà nel mondo. Cos’è cambiato nel mondo musicale italiano da quando hai iniziato ad oggi? Com’è cambiato il modo di porsi dei cantanti e le storie e le emozioni che raccontano?
Il mondo è in continua evoluzione ad una velocità incredibile! L’essere umano si abitua a ciò che lo circonda. Eppure, anche oggi come ieri, gli artisti dovrebbero scuotere gli animi coinvolgendo il pubblico trasmettendo la propria emozione “a fin di bene”, cercando di non cadere nell’omologazione di un mercato i cui parametri sono legati sempre di più a numeri, (visualizzazioni). Chi ha la fortuna di salire su un palco ha la grande responsabilità di aiutare chi lo ascolta a sognare, a tendere al bello. Purtroppo, però, stiamo vivendo un’epoca in cui fa più audience la brutta notizia, un’accoltellamento piuttosto che una carezza. Le nuove generazioni, dentro, sono incazzatissimi ma voglio sperare che aiuteranno i loro figli. Il segreto? L’amore.
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Cosa si prova a sentire i propri brani interpretati da alcuni grandi della canzone italiana e din regalare emozioni nel mondo?
Un privilegio. Oggi, a distanza di venti, trent’anni e anche di più, è meraviglioso. Scoprire che alcune coppie si siano fidanzate e sposate e hanno fatto ascoltare le mie canzoni ai propri figli è il più bel “premio alla carriera” che mi poteva capitare. Durante il lockdown un certo Massimiliano Beneggi (33 anni circa) mi contattò per sapere se “quel Fasano” che scriveva per Lo Zecchino d’Oro fossi io e se ero lo stesso di Mi manchi, Ti lascerò e Io amo.
Gli ho raccontato un pò di cose e abbiamo scritto un libro a quattro mani: Io amo – dal Muretto di Alassio al Festival di Sanremo. Dallo Zecchino d’Oro alle sigle dei cartoni animati e non solo.
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Che progetti hai per il futuro? So che da poco hai concluso un progetto musicale molto importante per te, un progetto sperimentale.
Pensa quel libro è nato delle mie canzoni e il mio “nuovo” lavoro discografico è tratto da quel libro: 13 canzoni, alcune tra le mie più famose come autore, registrate “in presa diretta” con quattro fantastici musicisti. Titolo? “Mi va di cantarle così”.
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Torniamo al tuo inizio: com’è andata, come sei riuscito a canalizzare le tue emozioni?Hai qualche aneddoto per i nostri lettori?
Per scoprirlo basta leggere il mio libro o venirmi ad ascoltare dal vivo. Certe cose è difficile spiegarle. Una cosa però posso dirla: tanta tanta tanta gavetta condita con quel pizzico di fortuna che non guasta mai.
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La tecnologia e l’intelligenza artificiale stanno cambiando il modo di fare musica e di solleticare le emozioni di tutti noi che ci facciamo trasportare dalla mucisa? Per l’artista cosa cambia?
Per me, come tutte le cose, se usata con “intelligenza” può aiutare a fare tante cose più in fretta. La creatività, però, è come il DNA: resta nelle cose che fai come un marchio di fabbrica.
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Cosa hai fatto o non fatto in passato, artisticamente parlando, di cui ti sei pentito?
Forse aver difeso con troppa convinzione certe scelte, consapevole di avere le mie ragioni senza avere la pazienza che fossero i fatti, piano piano, a fare il loro corso. Chissà che non sia arrivato ora quel tempo, con la maturità.
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La musica dovrebbe avere anche la funzione di trasmettere valori universali …..
Certo che sì! Gli autori con cui sono cresciuto e quelli con cui ho coscritto le mie canzoni sanno benissimo come la penso a riguardo. L’importante è che non ci sia solo “sfruttamento” di certe tematiche. Agli inizi degli anni ’90 mi proposero di portare in gara al Nuovo Cantagiro di Ezio Radaelli “Da fratello a fratello”. Mi rifiutai.
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Quali quelli sono importanti per Franco? Quali provi a trasmettere?
Credo che la libertà di trasmettere le proprie passioni sia la chiave vincente. Personalmente sono uno che non si affeziona alle cose che faccio ma alle persone con cui condivido quello che faccio. Quindi, l’amicizia, il rispetto, la beneficenza (quella vera) e , senza paura di ripetermi, l’amore sono concetti che invadono le canzoni che scrivo e che canto.
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Molti i sogni già realizzati: quali quelli futuri?
Continuare a vivere di e per la musica con l’entusiasmo e la tenacia che mi hanno sempre contraddistinto.
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Infine Franco un grazie lo dedichiamo a ….?
Mio padre, Antonio, fotografo ma non non solo. E naturalmente a mia mamma senza la quale non avrei mai potuto essere qui.

